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Coppi fotovoltaici per i centri storici: perché sono la scelta più adatta

Ideali per edifici storici e vincolati, perché integrano il modulo che produce energia dentro una tegola in cotto: così il tetto continua a lavorare senza cambiare aspetto

Nei centri storici il fotovoltaico tradizionale si scontra con un vincolo estetico prima ancora che tecnico. I coppi fotovoltaici risolvono il problema alla radice: integrano il modulo che produce energia dentro una tegola in cotto, così il tetto continua a lavorare senza cambiare aspetto. Per gli edifici vincolati sono oggi la soluzione più adatta, perché mettono d’accordo produzione di energia e rispetto del paesaggio sulla stessa superficie.

Coppi fotovoltaici per i centri storici: perché sono la scelta più adatta

Un impianto a moduli tradizionali, appoggiato sopra la copertura, interrompe la continuità delle distese di cotto che disegnano il profilo dei borghi italiani. Il coppo fotovoltaico aggira il problema perché il modulo è integrato dentro il coppo stesso, e il tetto resta visivamente quello di sempre.

Perché nei centri storici il tetto conta più di tutto

Gran parte del valore di un centro storico sta nella sua coerenza visiva. Le coperture in laterizio, osservate da una via in salita o da un punto panoramico, formano un tessuto continuo che è parte dell’identità del luogo.

Una fila di pannelli scuri inserita in quel contesto si nota subito. È il motivo per cui per anni molti tetti d’epoca sono rimasti fuori dalla produzione di energia rinnovabile. Il nodo non è la volontà di chi abita questi edifici, ma l’impatto visivo della tecnologia che si aveva a disposizione.

Cosa sono i coppi fotovoltaici

A prima vista, un coppo fotovoltaico è indistinguibile da una normale tegola in cotto. Al suo interno, però, nasconde una tecnologia che trasforma la luce del sole in energia elettrica, esattamente come un pannello tradizionale.

Il coppo fotovoltaico Enersun è realizzato in vetro temperato curvo, con celle fotovoltaiche integrate direttamente nel materiale. La superficie esterna è trattata con una vernice materica opaca che riproduce la texture e il colore del cotto tradizionale, disponibile in varianti come rosso cotto naturale, rosato chiaro e grigio caldo tortora.

Appartiene alla famiglia degli EBM (Energy Building Materials), una nuova generazione di prodotti in cui:

  • la funzione edilizia resta primaria;
  • la funzione energetica è integrata nativamente nel materiale;
  • l’elemento architettonico non viene sacrificato all’impianto;
  • il prodotto continua a essere riconoscibile come componente edilizio.

L’integrazione estetica, vista da vicino

Il punto di forza di questi prodotti è l’invisibilità da terra. Curvatura e tonalità richiamano il cotto, quindi il tetto mantiene l’aspetto originale mentre produce energia.

Per un edificio storico questo cambia i termini del problema. Non si tratta più di scegliere tra efficienza energetica e rispetto del contesto, perché le due cose convivono sulla stessa superficie.

Le caratteristiche tecniche che fanno la differenza

Dietro l’aspetto tradizionale c’è una costruzione precisa. I coppi fotovoltaici progettati da Enersun sono realizzati in vetro temperato: più resistente e durevole dei comuni materiali di copertura, impermeabile e capace di proteggere le celle dall’azione prolungata dell’acqua, evitando il formarsi di umidità e condensa.

Le celle a film sottile lavorano anche in condizioni di luce non ottimale, come le giornate nuvolose o le ore di alba e tramonto. Un sistema di fissaggio dedicato tiene i coppi stabili in caso di vento forte o temporali, prevenendo gli slittamenti. La struttura, infine, favorisce la ventilazione del sottotetto, mantenendolo asciutto e migliorando l’isolamento termico dell’edificio.

Il sistema è anche modulare. Se un coppo smette di funzionare o si rompe, può essere sostituito singolarmente senza smontare l’intero impianto, proprio come si farebbe con un coppo tradizionale della copertura.

Una copertura che produce energia

Il coppo fotovoltaico svolge due funzioni insieme: protegge l’edificio come una normale tegola e genera elettricità. Questo lo rende interessante soprattutto quando il tetto va comunque rifatto.

In quel caso l’intervento di copertura e l’installazione dell’impianto coincidono, e si evita di sovrapporre due lavori distinti su un edificio che spesso richiede attenzioni particolari proprio per la sua età.

Quando conviene valutarli

I coppi fotovoltaici hanno senso soprattutto in due situazioni: per chi possiede un immobile in un contesto vincolato e vuole produrre energia senza modificarne l’aspetto, e per chi sta ristrutturando o costruendo e preferisce integrare il fotovoltaico fin dall’inizio, anziché aggiungerlo in un secondo momento.

Il costo per unità è superiore a quello di un impianto tradizionale. Ma il confronto corretto non è solo con i pannelli: è con la somma di tetto nuovo e impianto, in un luogo dove l’alternativa a vista spesso non è la strada percorribile.

È un cambiamento che riguarda da vicino l’enorme patrimonio edilizio storico italiano, e che restituisce alla copertura, la superficie più esposta al sole di ogni edificio, un uso finalmente produttivo.

Domande frequenti

Cosa sono i coppi fotovoltaici?

Sono tegole in cotto che integrano al loro interno celle fotovoltaiche. Producono energia elettrica come un pannello tradizionale, ma dall’esterno mantengono l’aspetto di una normale copertura in laterizio.

Si possono usare in un centro storico o su un edificio vincolato?

Sono pensati proprio per questi contesti. Poiché il modulo è integrato nel coppo e riproduce texture e colore del cotto, il tetto resta visivamente invariato e l’impatto sul paesaggio è ridotto al minimo.

Funzionano anche quando c’è poca luce?

Le celle a film sottile lavorano anche in condizioni non ottimali, come le giornate nuvolose o le ore di alba e tramonto.

Se un coppo si rompe, va rifatto tutto l’impianto?

No. Il sistema è modulare: il singolo coppo può essere sostituito senza smontare l’intera copertura.

Quanto costano rispetto a un impianto tradizionale?

Il costo per unità è più alto. Il confronto corretto, però, è con la somma di rifacimento del tetto e installazione dell’impianto, soprattutto negli edifici storici dove i pannelli a vista non sono una via praticabile.

Ultimo aggiornamento il 24 Luglio 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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