Risparmio energetico

E27, E14 o GU10? Come riconoscere l’attacco della lampadina prima di comprarla

A vite, a due pin o a baionetta: una guida semplice per scegliere il ricambio giusto, senza confondere attacco, potenza e forma

Comprate una lampadina, tornate a casa e scoprite che non entra nel portalampada. Oppure il faretto sembra identico a quello vecchio, ma ha due contatti completamente diversi. Per evitare questi errori basta controllare una piccola sigla: ecco come leggerla e cosa verificare prima dell’acquisto.

E27, E14 o GU10? Come riconoscere l’attacco della lampadina prima di comprarla

Che cos’è l’attacco di una lampadina

L’attacco è la parte della lampadina che si inserisce nel portalampada: serve a sostenerla e a stabilire il collegamento elettrico. Può avere una filettatura da avvitare, due piccoli contatti metallici oppure un sistema che si blocca con una breve rotazione.

Non indica quanta luce produce la lampadina e nemmeno quanto consuma. Una lampadina LED, per esempio, può avere un attacco E27, E14, GU10 o di altro tipo. Per scegliere il ricambio servono quindi due verifiche distinte:

  • compatibilità meccanica: l’attacco deve corrispondere al portalampada;
  • compatibilità elettrica: tensione, alimentazione ed eventuali dispositivi di regolazione devono essere adatti.

La prima regola è semplice: non acquistate una lampadina basandovi soltanto sulla forma del bulbo.

Come leggere le sigle degli attacchi

Le lettere identificano una famiglia di attacchi, mentre i numeri indicano una dimensione caratteristica.

Negli attacchi a vite E14 ed E27, il numero corrisponde al diametro nominale della parte filettata, espresso in millimetri.

Negli attacchi a due contatti, come GU5.3 e GU10, il numero indica la distanza tra i centri dei contatti.

Attenzione: non bisogna applicare questa spiegazione indistintamente a qualsiasi sigla. Per gli attacchi meno comuni è meglio controllare il codice completo sulla confezione o nella scheda tecnica.

E27: il classico attacco a vite grande

L’E27 si riconosce dalla base metallica filettata, larga circa 27 mm. È quello che spesso viene chiamato semplicemente ‘attacco grande’. Si trova su molti lampadari, lampade da terra e apparecchi da tavolo.

La lampadina si monta avvitandola nel portalampada, senza forzare. Il bulbo può essere a goccia, sferico, tubolare o decorativo: la forma esterna non cambia il tipo di attacco.

E14: l’attacco a vite piccolo

L’E14 funziona nello stesso modo, ma la base filettata ha un diametro nominale di 14 mm. È frequente nelle abat-jour, nei lampadari con più punti luce e nelle lampadine a candela.

E14 ed E27 non sono intercambiabili direttamente: se il portalampada è piccolo, una lampadina E27 non può entrarci.

GU10: il faretto con due piedini che si blocca ruotando

L’attacco GU10 ha due contatti corti e piuttosto robusti, con l’estremità allargata. Si inserisce nel portalampada e si blocca con una breve rotazione.

È molto comune nei faretti da soffitto e negli spot orientabili.

Nelle normali applicazioni domestiche italiane, le lampadine GU10 sono generalmente progettate per la rete a 220–240 V. Controllate comunque il valore riportato sul prodotto.

GU5.3: il faretto con due spilli sottili

L’attacco GU5.3 ha due pin sottili e dritti, distanti 5,3 mm tra loro. L’inserimento avviene normalmente a pressione, senza il movimento di blocco del GU10.

È frequente nei faretti a 12 V, alimentati attraverso un trasformatore o un alimentatore compatibile.

Un GU5.3 e un GU10 possono avere una parte frontale molto simile, ma non sono ricambi equivalenti.

MR16 non è il nome dell’attacco

La scritta MR16 descrive un formato del riflettore, non identifica da sola il collegamento elettrico. Se la trovate su una confezione o in un annuncio online, controllate anche l’attacco e la tensione.

G9 e G4: piccole lampadine, differenze importanti

Sono spesso utilizzate in apparecchi compatti, ma non vanno confuse.

G9: due contatti generalmente ripiegati ad anello

Le lampadine G9 hanno una base con due contatti tipicamente a forma di piccola asola. Si incontrano in applique e lampade decorative.

I comuni ricambi domestici funzionano generalmente a tensione di rete. La versione LED può essere più grande della vecchia capsula alogena: controllate anche che entri nel diffusore.

G4: due pin sottili e ravvicinati

Le G4 hanno due piccoli pin dritti, con distanza nominale di 4 mm. Sono frequenti negli apparecchi compatti a bassa tensione, spesso a 12 V.

Per un ricambio LED non basta scegliere la stessa base: bisogna verificare la compatibilità con l’alimentazione esistente, compreso l’eventuale requisito AC, DC o AC/DC indicato dal produttore.

Nei cataloghi dei produttori, G4 e G9 sono infatti famiglie separate.

Gli altri attacchi che potreste trovare in casa

GX53: la lampadina piatta e rotonda

La GX53 ha spesso l’aspetto di un piccolo disco. I contatti posteriori consentono il fissaggio mediante inserimento e rotazione.

Si utilizza in apparecchi poco profondi, anche per l’illuminazione di mobili. Prima dell’acquisto controllate diametro e spessore, oltre all’attacco.

R7s: la lampadina lineare con contatti alle estremità

L’attacco R7s si trova sulle lampadine lineari, con un contatto a ciascuna estremità.

Qui bisogna verificare soprattutto la lunghezza: tra le misure diffuse ci sono 78 e 118 mm. Una R7s della lunghezza sbagliata non può sostituire quella precedente.

Controllate anche l’ingombro del corpo LED, che potrebbe non entrare nel vano della vecchia alogena. Le diverse lunghezze sono presenti.

G13: l’attacco dei comuni tubi T8

Molti tubi fluorescenti T8 e relativi ricambi LED utilizzano l’attacco G13, con due pin a ciascuna estremità.

Ma attenzione: stesso attacco e stessa lunghezza non garantiscono la compatibilità elettrica. Il tubo LED deve essere adatto al sistema di alimentazione dell’apparecchio.

Esistono prodotti per alimentatori elettronici, per sistemi tradizionali e per collegamenti a rete con specifiche modalità di installazione. Eventuali modifiche al cablaggio vanno affidate a un elettricista.

Tabella rapida: quale attacco state cercando?

Attacco Come si riconosce Controllo da non dimenticare
E27 Vite grande, diametro nominale 27 mm Ingombro del bulbo
E14 Vite piccola, diametro nominale 14 mm Non confonderlo con E27
GU10 Due piedini corti con testa allargata Tensione e profondità del faretto
GU5.3 Due pin sottili, distanti 5,3 mm Tensione e compatibilità del trasformatore
G9 Due contatti generalmente ad asola Dimensioni della capsula LED
G4 Due pin sottili, distanti 4 mm Alimentazione richiesta
GX53 Corpo spesso piatto, fissaggio a rotazione Diametro e spessore
R7s Contatti alle due estremità Lunghezza e ingombro
G13 Due pin per estremità sui tubi Compatibilità con l’alimentatore

Questa tabella aiuta a riconoscere le famiglie più comuni: la conferma deve arrivare dalla sigla e dai dati tecnici del prodotto.

Il metodo più semplice per non sbagliare acquisto

Prima di andare in negozio o ordinare online, preparate queste informazioni.

1. Fotografate la lampadina vecchia

Fate una foto dell’attacco e una delle scritte presenti sul corpo. Non fotografate soltanto la parte che emette luce: proprio la base permette di distinguere modelli apparentemente identici.

Se dovete rimuoverla, scollegate la lampada dalla presa oppure togliete alimentazione al circuito interessato e aspettate che si raffreddi. Non introducete oggetti nel portalampada.

2. Cercate il codice dell’attacco

Annotate la sigla completa: per esempio E14, non soltanto “vite piccola”; oppure GU5.3, non semplicemente “faretto”.

Se il codice è illeggibile, consultate il manuale dell’apparecchio o portate il vecchio ricambio in negozio.

3. Leggete la tensione

La scritta 12 V non è equivalente a 220–240 V. Non collegate una lampadina a bassa tensione direttamente alla rete domestica.

Se è presente un alimentatore, verificate le indicazioni del produttore prima di cambiare tecnologia.

4. Controllate le dimensioni

Misurate lunghezza e diametro della lampadina, soprattutto se deve entrare in un diffusore stretto o in un faretto incassato.

5. Verificate le condizioni d’uso

Una lampadina destinata a un apparecchio chiuso, a un forno o a un altro impiego particolare deve essere dichiarata adatta a quell’utilizzo. Il solo attacco corretto non basta.

Attacco, watt, lumen e kelvin: non sono la stessa cosa

Una volta individuata la base, restano da scegliere le caratteristiche della luce.

  • Attacco: indica come si collega la lampadina.
  • Watt, W: indicano la potenza elettrica assorbita.
  • Lumen, lm: indicano la quantità di luce emessa.
  • Kelvin, K: descrivono la tonalità della luce bianca.

Per confrontare la luminosità di due lampadine guardate soprattutto i lumen, non soltanto i watt.

Per la tonalità, valori intorno a 2700–3000 K corrispondono normalmente a una luce calda; intorno a 4000 K la luce appare più neutra, mentre valori più elevati producono una tonalità più fredda. Il rapporto tra temperatura di colore e aspetto della luce.

Non superate la potenza massima ammessa dall’apparecchio: considerate i watt effettivamente assorbiti, non la potenza equivalente pubblicizzata sulla confezione.

Posso sostituire una vecchia lampadina con un LED?

Spesso sì, ma bisogna controllare più del solo attacco.  Verificate che il ricambio abbia:

  • la tensione corretta
  • dimensioni compatibili
  • una luminosità adeguata
  • compatibilità con eventuali trasformatori
  • compatibilità con il dimmer, se presente
  • idoneità all’apparecchio in cui sarà montato

La dicitura dimmerabile significa che la luminosità può essere regolata, ma serve anche un regolatore compatibile. Non tutte le lampadine LED sono dimmerabili e non tutti i vecchi dimmer funzionano correttamente con qualsiasi LED.

FAQ – Le domande più comuni sugli attacchi delle lampadine

E27 significa 27 watt?

No. Il numero 27 indica il diametro nominale della base a vite in millimetri, non la potenza.

Una lampadina più piccola ha sempre l’attacco E14?

No. Le dimensioni del bulbo non identificano necessariamente l’attacco: controllate la base e la sigla.

GU10 e GU5.3 sono intercambiabili?

No. Hanno contatti diversi e, nelle applicazioni domestiche più comuni, anche alimentazioni differenti.

Posso scegliere il ricambio soltanto guardando i watt?

No. Prima vengono attacco, tensione e compatibilità con l’apparecchio. Per la luminosità bisogna poi confrontare i lumen.

Se la lampadina entra nel portalampada, va sicuramente bene?

No. L’inserimento corretto conferma soltanto una parte della compatibilità. Restano da verificare alimentazione, potenza ammessa e condizioni d’uso.

Il promemoria da tenere sul telefono

Prima di comprare, annotate: attacco, volt, dimensioni, lumen, kelvin ed eventuale dimmer. Una foto della vecchia lampadina e pochi dati leggibili valgono più di una scelta fatta “a occhio”: aiutano a evitare acquisti inutili e a trovare subito il ricambio adatto.

Ultimo aggiornamento il 1 Settembre 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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