Nuovo materiale rifette i raggi solari e abbassa la temperatura del tetto

di Marco Grilli del 26 ottobre 2015

Per mitigare il fastidioso eccesso di calore delle aree urbane, che oltre alle spiacevoli sudate provoca inconvenienti quali i picchi di consumo di aria condizionata e l’aumento delle emissioni di gas serra, la soluzione potrebbe arrivare dal tetto.

La notizia arriva dall’Australia, dove i ricercatori della University of Technology di Sidney hanno messo a punto una copertura in grado di riflettere i raggi solari, che rimane molto più fresca rispetto alla temperatura dell’ambiente esterno, anche sotto il cocente sole australiano di mezza estate.

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Una scoperta all’insegna del risparmio energetico, frutto dello studio condotto dal dott. Angus Gentle e dal professore Geoff Smith, che è stato pubblicato dalla rivista scientifica Advanced Science ed è disponibile gratuitamente anche sul sito online.

Il segreto di questa superficie riflettente sta in una combinazione di poliesteri appositamente selezionati, posti su uno strato d’argento. Il materiale plastico utilizzato per i test è facilmente reperibile in commercio e può essere adattato per qualsiasi copertura.

Per la dimostrazione è stato utilizzato il tetto del palazzo della facoltà di Scienze dell’Università, posto al di sopra di una strada molto trafficata. I dati sono stati raccolti per diversi giorni da una nuova superficie priva di protezione e da una ben più vecchia. Il tipico ambiente esterno estivo e inquinato è servito per valutare l’impatto delle polveri e dell’umidità.

Le conclusioni dello studio non hanno lasciato adito a dubbi: la superficie ha mantenuto elevate prestazioni in tutte le condizioni. Questo nuovo materiale plastico di colore bianco posto sulle coperture, che riflette i raggi solari diminuendo il loro assorbimento da parte dell’atmosfera, consente di mantenere temperature più fresche all’interno delle abitazioni, poiché la superficie registra una temperatura di circa 11° in meno rispetto a quella di un tetto tradizionale.

Siamo quindi in presenza di un vero e proprio tetto rinfrescante, ossia di un obiettivo finora a lungo inseguito ma mai raggiunto dal mondo scientifico. Un’interessante soluzione che qualora trovasse un’ampia diffusione permetterà di mitigare le numerose spiacevoli conseguenze delle isole di calore delle aree urbane, abbattendo i consumi di aria condizionata e quindi di energia.

Chi sorriderà sarà anche l’ambiente, perché il risparmio energetico comporta anche una minore emissione di nocivi gas serra, ossia dei principali responsabili del surriscaldamento climatico che minaccia il Pianeta. Non trascurate inoltre i benefici aggiuntivi della nuova copertura, che consistono in una maggiore efficienza sia della normale ventilazione che delle installazioni per l’aria condizionata poste a tetto.

Dato che molta parte della popolazione mondiale vive in climi decisamente caldi, questa superficie rinfrescante potrebbe trovare un largo impiego in futuro, alleviando i disagi e aiutando l’ambiente. Non che avessimo dubbi, ma la terra dei canguri dimostra ancora una volta di essere davvero un Paese all’avanguardia.

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