Breve guida al Mater-bi

di Jessica Ingrami il 17 ottobre 2011 · 2 commenti

Il Mater-Bi è un moderno materiale che fa parte della famiglia di bioplastiche composta da sostanze vegetali, come l’amido di mais, e polimeri biodegradabili ottenuti sia da materie prime di origine rinnovabile che da materie prime di origine fossile.

Il Mater-Bi si presenta sotto forma granulare e può essere lavorato con i più comuni strumenti di trasformazione al fine di ottenere prodotti che, a parità di prestazioni, non hanno nulla da invidiare alle tradizionali plastiche a base di petrolio. Il valore aggiunto di questo materiale è quello di essere perfettamente biodegradabile e compostabile in un periodo pari a un ciclo di compostaggio: un minimo di 90% del prodotto in un massimo di 180 giorni. L’impatto ambientale, quindi, è ridotto al minimo.

Inoltre, l’estrema flessibilità del Mater-Bi ne consente l’utilizzo nei più svariati settori ed è in grado di soddisfare tutte le esigenze: dall’industria ai materiali usa e getta, dall’agricoltura all’imballaggio, dai giocattoli agli accessori più disparati.

Questa straordinaria versatilità è favorita dal fatto che lo stesso materiale può essere creato in diverse forme, ognuna delle quali si distingue dalle altre per i “gradi” di amido che contiene. L’amido, infatti, è “complessato” insieme a quantità variabili di agenti complessanti e polimerici biodegradabili per ottenere strutture molecolari con diverse proprietà e destinazioni d’uso.

Ci sono, per esempio, le palline da golf che si sciolgono nell’acqua (VEDI ARTICOLO), nei supermercati europei della grande distribuzione, le retine per la frutta e le shoppers. Numerosi sono i siti online che propongono servizi di catering utilizzando questo materiale o forniscono le stoviglie per sostituire l’usa-e-getta tradizionale in feste e ricorrenze. Molte aziende si stanno totalmente convertendo al suo utilizzo, come la nota catena di gelaterie artigianali “Grom”.

Nel 2001 Goodyear ha lanciato anche un pneumatico realizzato con una miscela non più contenente nerofumo e silice ma amido di mais. In questo caso, non vi è stato un vantaggio solo per l’ambiente, ma anche per le tasche del consumatore: diminuendo la resistenza al rotolamento, grazie all’amido di mais che pesa di meno e riduce l’attrito con l’asfalto, sono stati drasticamente limitati i consumi di carburante.

Con il progresso delle conoscenze, anche questo materiale è destinato a evolversi e migliorare. Infatti, sono già in sperimentazione nuovi “gradi” di Mater-Bi, nati dalla ricerca su materie prime ottenute anche da oli vegetali.

Voci correlate:
Mater-Bi: che cos’è?
Biolice: che cos’è?

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Pierluigi Merlin ottobre 22, 2011 alle 3:25 pm

La domanda che ritengo più interessante però è quanto Mater-bi si riesce a produrre da un certo quantitativo di mais, e se ciò che rimane del mais dopo la produzione del Mater-bi è ancora utilizzabile a scopo alimentare. Questo per due motivi: il primo è che sarebbe utile per dare ai nostri contadini una seconda possibilità di guadagno sullo stesso prodotto, il secondo è per evitare che si scateni una lotta al rialzo delle materie prime alimentari come già successo a causa della produzione di biocarburanti.

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