Deforestazione e record ambientali negativi: l’Indonesia supera l’Amazzonia

di Jessica Ingrami del 6 agosto 2014

Non è sempre un segnale positivo detenere il primato in qualcosa: lo dimostra l’Indonesia, la quale ha scalzato per la prima volta il Brasile e si è guadagnata il record mondiale di deforestazione. Dopo l’Amazzonia e il Congo, le isole indonesiane ospitano la terza area di foreste tropicali più grande al mondo: questa zona è ancora più preziosa perché ha conservato la propria conformazione originaria, senza essere distrutta e ripiantata successivamente.

Secondo lo studio “Primary forest cover loss in Indonesia over 2000–2012”, si stima che in questa foresta vivano il 10% delle piante, il 17% delle specie di uccelli e il 12% dei mammiferi di tutto il Mondo, comprese specie protette e in via di estinzione come l’elefante indiano e la tigre del Bengala.

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L’Indonesia rappresenta, quindi, un patrimonio di valore inestimabile per la biodiversità del pianeta, un tesoro che dovrebbe essere preservato, protetto e favorito. I dati che emergono, invece, sono tutt’altro che rassicuranti: in 12 anni, questo territorio ha perso 6,02 milioni di ettari di foresta e solo nel 2012 la deforestazione ha riguardato ben 840 mila ettari, contro i 460mila del Brasile.

Ma secondo i ricercatori le quantità di ettari andati perduti sarebbero ancora di più, rispetto a quelli pubblicati ufficialmente dal governo.

Gli stessi ricercatori, inoltre, attribuiscono la principale causa della deforestazione alla produzione di olio di palma: uno tra gli oli vegetali maggiormente utilizzati nei cosmetici e molto ambito dalle multinazionali di tutto il mondo. L’Indonesia, infatti, è il primo produttore mondiale di tale olio, nonché secondo paese per numero di contratti stipulati sulla concessione dei propri terreni per uso agricolo. Tutte queste coincidenze sembrano indicare la presenza del triste fenomeno del land grabbing: aree di foresta tropicale completamente distrutte per essere poi vendute al miglior offerente  come appezzamenti di terreno da coltivare.

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Ma i record continuano, perché l’Indonesia è anche il terzo paese tra quelli classificati come i maggiori responsabili nella produzione di gas serra. La spiegazione è molto semplice ed è direttamente riconducibile alla grande foresta tropicale: questi fondamentali polmoni verdi, come è noto, sono in grado di assorbire e immagazzinare grandi quantità di gas serra come anidride carbonica e metano, contrastando attivamente l’inquinamento atmosferico e rallentando gli effetti del cambiamento climatico. Se, però, significative porzioni vengono deforestate, le grandi masse di gas inizialmente catturate dalle piante, si sprigionano nell’aria circostante.

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Il Brasile, da sempre minacciato e depauperato a causa della deforestazione, ha elaborato e messo in pratica numerose misure contro questo crescente fenomeno, tanto da scoraggiare, e in parte contenere, il dissolversi dell’Amazzonia. Anche l’Indonesia farebbe bene a correre ai ripari, prima che anche questa preziosa foresta venga irrimediabilmente compromessa.

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