I ragazzi degli Istituti Penali Minorili ricominciano dal bio

di Corinne Montana del 16 luglio 2013

Un’opportunità per mettersi in gioco, anche in condizioni di disagio, attraverso la pratica dell’agricoltura biologica. Questa la chance che l’AIAB  ha voluto dare a 90 ragazzi e ragazze sottoposti a misure penali restrittive presso diversi istituti penali minorili italiani, una buona percentuale se si considera che i minori reclusi in Italia sono circa 500.

Il progetto “Ricomincio dal Bio” infatti, si pone come obiettivo quello di responsabilizzare i ragazzi, con la prospettiva di un reinserimento sociale e professionale già durante il periodo della detenzione. La vita all’aria aperta, il contatto con la terra e il lavoro agricolo, svolgono un ruolo particolarmente importate nel rendere responsabili i ragazzi, soprattutto in questa delicata fase riabilitativa.

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Anche il personale penitenziale e le aziende agricole coinvolte hanno partecipato attivamente al progetto, che tra i vari obiettivi ha anche quello di favorire lo scambio dei minori con l’ambiente esterno. Per ottimizzare il tutto, poi, l’AIAB vorrebbe attivare tirocini e borse di lavoro, al fine di facilitare l’inserimento lavorativo dei carcerati in aziende agricole e florovivaiste.

Il programma del progetto è vario e articolato. Previste varie attività di formazione, tra cui: corsi di orticoltura biologica per i giovani detenuti, seminari per gli operatori dei Servizi Minorili, seminario per operatori agricoli, sociali e volontari.

Gli Istituti Penali che hanno partecipato all’iniziativa sono stati quattro: Palermo, Airola (BN), Pontremoli (MS) e Casal del Marmo (RM), con ragazzi e ragazze coinvolti internamente; Comunità ITCA Borgo Amigò (RM) e L’Aquila, in area penale esterna.

Il progetto ha avuto inizio a settembre 2012 e terminerà a settembre 2013, con una festa in cui verranno preparati piatti con i prodotti degli orti.

Una seconda opportunità per chi è ancora giovane per ricominciare ma è già duramente provato dalla vita.

 

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