Land art a Utoya, un artista immagina il taglio di una collina per commemorare la strage norvegese

di Luca Vivan del 6 aprile 2014

Le opere d’arte si iscrivono nella terra come la memoria delle ferite inferte dalla follia dell’essere umano rimangono nelle menti e nei cuori dei sopravvissuti.

Land art evocativa e drammatica quella proposta dall’artista Jonas Dahlberg per commemorare la strage di decine di persone ad opera di un fanatico di estrema destra nel luglio del 2011 ad Utoya, in Norvegia.

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Il vincitore del concorso indetto dal governo norvegese ha progettato di tagliare un pezzo di terra, riproducendo l’esperienza fisica, materica del portare via, del sottrarre la vita. Un sentiero nel bosco di conifere conduce i visitatori fino ad un tunnel in fondo al quale si osserva la ferita della terra e di fronte, sulla pietra, sono incisi i nomi delle vittime della strage.

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La bellezza del paesaggio nordico, con le acque che riflettono un cielo in continuo movimento e la quiete dei boschi, è così scossa dal sentimento della perdita che il taglio nella terra evoca e rende permanente. L’opera d’arte che sarà inaugurata nel 2015 è in grado di richiamare non solo l’idea della morte ma quella più forte e violenta della scomparsa, di incarnarla nella terra dove è il sangue è stato versato. La ferita della terra, questo taglio volontario e netto, diventa simbolo delle ferite nella coscienza collettiva della Norvegia.

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Terra e alberi asportati dal sito dell’opera, nel progetto dell’artista, andranno nella vicina Oslo, dove è continuata la sparatoria del 2011, per diventare dapprima un sentiero e poi un anfiteatro con i nomi delle vittime.

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