L’osservatorio delle alci in Norvegia: una eco-architettura ispirata al paesaggio nordico

di Alessandra Mambri del 23 novembre 2011

La principale attrazione della Norvegia è senza dubbio il suo paesaggio: i fiordi del sud-ovest,  Capo Nord denominato “la terra del sole di mezzanotte” dove è possibile osservare questo fenomeno dal 14 maggio al 29 luglio e dove la notte polare dura dal 18 novembre al 24 gennaio, e l’entroterra montuoso che offre un paesaggio ideale per gli amanti della natura.

L’osservatorio delle alci in Norvegia: una eco-architettura ispirata al paesaggio nordico

FOTO: vedi le più belle immagini dell’osservatorio delle alci norvegese

Proprio al paesaggio nordico è ispirato il padiglione panoramico norvegese del Wild Reindeer Centre in prossimità del Parco Nazionale del Dovrefjell realizzato dallo studio di architettura Snøhetta. La realizzazione dell’opera parte dall’idea dei suoi architetti di fondere nei loro progetti architettura e paesaggio.

I processi architettonici che Snøhetta promuove si fondano sull’ascolto, la comunicazione, la valorizzazione delle culture locali, l’impegno sociale e soprattutto sul creare un legame stretto con il contesto ambientale in cui si inseriscono. Il padiglione dell’osservatorio delle alci norvegese pur essendo una costruzione robusta si sposa perfettamente con la filosofia dei suoi architetti permettendo ai visitatori di immergersi nella splendida cornice paesaggistica del luogo, sede del bue muschiato, delle volpi artiche e delle renne che vagano in mezzo a una ricca varietà di piante e vedute mozzafiato.

Il padiglione è stato commissionato dalla fondazione norvegese renne selvatiche per consentire ai visitatori di poter osservare la vasta gamma di renne presenti. Un telaio in acciaio rettangolare contiene il nucleo in legno del padiglione e una parete a vetrata costituisce l’area di osservazione panoramica che si affaccia  sulla montagna Tverrfjellet ad un’altitudine di 1200 metri. La struttura in legno di pino dell’interno del padiglione è stata appositamente modellata per crea un effetto ondulato che riprendesse le curve delle montagne circostanti. I posti a sedere dedicati ai visitatori sono dello stesso legno e riscaldati da un camino sospeso.

Accanto ai messaggi sempre ugualmente riconoscibili, ricchi di contenuti intellettuali rivolti al mondo globalizzato caratteristici delle opere architettoniche di Snøhetta, il padiglione norvegese sottolinea la  ricerca di un rapporto vero con il paesaggio ambientali ed umano del territorio in cui si colloca, creando al visitatore la sensazione incredibile di fondersi con ciò che sta osservando, diventando parte di quella natura e di quella vegetazione incontaminata.

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FOTO:  l’osservatorio delle alci nel Parco Nazionale del Dovrefjell

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MrsCassandra gennaio 5, 2012 alle 9:51 pm

Sarà anche “eco”… ma è un cubo, non si fonde per niente nel panorama di sfondo, come la foto ben enfatizza. Ma con tutta la tecnologia disponibile, almeno non gli potevano fare delle curve invece di farla squadrata o comunque un design più in sintonia con il paesaggio? Nessun dubbio che da dentro si goda una bella vista… ma magari un po’ di attenzione così tanto per evitare che sia un cazzotto in un occhio per tutti coloro che – invece – guardano in quella direzione?! (che so, le renne, le volpi…) …Sono controcorrente? Boh… meglio controcorrente che cieca!

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