I dati sul riciclo: carta bene, cala l’umido

di Claudio Riccardi del 30 gennaio 2013

Calano i consumi, per effetto della crisi, e si producono di conseguenza meno rifiuti. Nonostante questo, gli italiani conservano la buona abitudine della raccolta differenziata di carta e cartone: è questo il ritratto del 17esimo rapporto Comieco.

Il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degl imballaggi a base cellulosica riferisce che nel corso dell’anno solare 2011 si sono raccolti oltre 3 milioni di tonnellate di rifiuti a base di cellulosa, con una media pro-capite di 50.6 kg. A fronte della negativa congiuntura economica, il calo è stato contenuto allo 0,9%, dall’altra parte si sono evitate 26 nuove discariche, per un totale di 248 dalla nascita del Consorzio.

LO SAPEVI? Nella top ten dei paesi ricicloni c’è anche l’Italia, ma solo per gli imballaggi

Il settore è vivo, produce benefici ambientali ma anche economici, 478 milioni di euro nel solo anno preso in considerazione. In 14 anni di collaborazione i Comuni hanno inoltre incassato da Comieco ben 1 miliardo di euro: come dire, il business piace anche alle casse degli enti locali. L’Italia si posiziona come un’eccellenza europea nel campo del recupero e riciclo degli imballaggi: per il 2011 l’incidenza è salita al 79,6%.

Entrando nello specifico, i dati migliori arrivano da Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, che guidano con quantitativi ad personam di 85, 8 kg e 83,3 kg. Seguono la Toscana e le altre regioni del nord, al centro-sud si sono compiuti significativi progressi ma i valori rimangono distanti. Male Campania, Puglia e Sicilia.

Crisi e recessione si fanno sentire eccome, invece, sul fronte dell’umido. Colpa sì delle amministrazioni poco virtuose, tuttavia l’indice va puntato soprattutto contro il crollo dei consumi. A ciò segue, come per un effetto domino, un calo nella produzione di rifiuti e quindi un calo nella creazione di nuova materia prima a partire dalla frazione organica.

E considerati i venti poco confortanti dello scenario socio-politico-economico nazionale, temiamo che anche il 2013 per l’umido sarà avaro di soddisfazioni.

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