Sensore per cellulare per conoscere il livello di smog

di Marco Grilli del 10 giugno 2014

Le funzionalità degli smartphone si ampliano ormai a dismisura grazie alle app sempre più varie e numerose. Al di là di quelle curiose e divertenti, ve ne sono altre estremamente utili che mostrano enormi potenzialità anche in campo ambientale. Per esempio il sensore per cellulare per conoscere il livello di smog!

Qui siamo oltre l’app, perché il sistema si basa sullo studio delle potenzialità dei sensori ottici esterni al fine del monitorare le polveri sottili presenti nell’aria.

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I ricercatori dell’Istituto tedesco di tecnologia di Karlsruhe (Kit) sono partiti dall’assunto di poter utilizzare la luce emessa dai flash delle fotocamere incorporate negli smartphone, proprio per rilevare la quantità di smog che avvelena i contesti urbani.

In pratica, basterà collegare questo sensore ottico esterno allo smartphone di ultima generazione e, con un semplice scatto fotografico, la luminosità dei pixel sarà in grado di rilevare il livello di sostanze inquinanti presenti nell’aria.

Non aspettatevi nulla di miracoloso però. Questo semplice e pratico congegno è naturalmente meno costoso e ingombrante dei tradizionali e complessi apparecchi specialistici utilizzati nelle due stazioni di rilevamento del Baden-Württemberg – la regione di Karlsruhe – ma non può garantire la loro stessa affidabilità e precisione.

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Per sopperire a tale limite, i ricercatori tedeschi hanno pensato di incrementare la quantità delle rilevazioni, così da limitare il margine d’errore, tramite una misurazione condivisa che riesca a coinvolgere il maggior numero di cittadini, sparsi in differenti aree del contesto urbano. In tal modo si otterrà una maggiore numerosità d’informazioni che potranno esser facilmente messe a disposizione di tutti, migliorando la precisione del rilevamento.

Per realizzare tutto ciò entrano in campo ancora una volta le “magiche” app, poiché i ricercatori di Karlsruhe ne stanno sviluppando una adatta allo scopo, che i cittadini trasformatisi in rilevatori acchiappa-smog dovranno semplicemente scaricare. I sensori, a loro volta, dovrebbero esser applicati direttamente sugli smartphone mediante magneti, senza dover quindi ricorrere ad altri componenti aggiuntivi.

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Secondo tale procedimento, coloro che effettueranno le misurazioni in diverse aree cittadine scatteranno una semplice foto che rileverà il quantitativo di polveri sottili presenti nei punti in questione e, grazie alla app, metteranno tali dati in condivisione per avere una visione più chiara e completa sullo stato dell’inquinamento generale.

Queste tecnologie alla portata di tutti potranno quindi svolgere importanti compiti nel monitoraggio delle condizioni dell’aria cittadina, accrescendo al contempo la coscienza civica e la sensibilità verso le tematiche ecologiche di coloro che vorranno esser veramente tali, spendendosi per il bene della collettività.

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A Karlsruhe, intanto, fervono le novità: dal prossimo anno i ricercatori del Kit potrebbero essere in grado di mettere a punto un nuovo prototipo capace di rilevare anche le polveri più sottili, grazie al ricorso a delle innovative lenti emisferiche che uniranno le loro funzioni a quelle del tradizionale flash.

Le vie di fuga dello smog… paiono davvero finite.

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