Bellezza naturale

🧴 Quando buttare i cosmetici? La guida pratica per non spalmarti scadenze in faccia

Come capire se una crema è ancora sicura o va nel cestino

Ammettiamolo: nel bagno c’è almeno una crema ‘quasi nuova’ aperta da… troppo tempo. Un solare dell’estate scorsa, un siero costoso che usavate “solo ogni tanto”, ed un docciaschiuma che non finisce mai. Il problema non è solo l’ordine del mobiletto. I cosmetici scaduti o alterati possono perdere efficacia, irritare la pelle e diventare terreno fertile per batteri e muffe. E no, non basta che “abbiano ancora un buon profumo”. Ecco allora una guida chiara, pratica e davvero utile per capire quando buttare i cosmetici, quali segnali osservare e come comportarsi con i prodotti più comuni.

🧴 Quando buttare i cosmetici? La guida pratica per non spalmarti scadenze in faccia

Le informazioni fondamentali da controllare (prima di decidere)

Ci sono quattro indicatori che non dovresti mai ignorare:

1️⃣ Il PAO (Period After Opening)

È il PAO è contraddistinto dal simbolo del barattolino aperto con scritto 6M oppure 12M oppure 24M. Significa che il prodotto è sicuro per quel numero di mesi dopo l’apertura, non dalla data di acquisto.

Se avete aperto una crema 18 mesi fa e il PAO è 12M… beh, è ora di salutarla.

2️⃣ La data di scadenza (quando presente)

Non tutti i cosmetici la riportano, ma se c’è va rispettata. È obbligatoria quando la durata minima è inferiore a 30 mesi.

3️⃣ I cambiamenti evidenti

Un cosmetico scaduto fa male e va buttato subito. Aguzzate la vista e l’odorato, e se notate una di queste alterazioni, buttate senza pietà!

  • odore rancido o diverso dal solito
  • separazione delle fasi (olio e acqua divisi)
  • colore alterato
  • consistenza grumosa o troppo liquida
  • pizzicore anomalo sulla pelle

4️⃣ Le condizioni di conservazione

Caldo, luce e umidità accelerano il deterioramento. Il bagno, purtroppo, è uno dei luoghi peggiori per conservarli.

Quando buttarli…

1️⃣ Prodotti per la cura del viso (creme e sieri)

La pelle del viso è più delicata e reattiva. È importante essere ancora più scrupolosi perché sieri e creme per la pelle della zona viso, specialmente quelli con vitamina C o retinolo che sono particolarmente sensibili all’ossidazione.

Attenzione anche ai prodotti in vasetto: l’uso frequente delle dita aumenta il rischio di contaminazione. Se la crema cambia odore prima del previsto, non rischiare.

Durata media dopo apertura creme viso: 6–12 mesi
Durata media dopo apertura sieri: 6–9 mesi

Se notate che il colore è giallo intenso o marrone, si tratta della vitamina C che è scurita ed è probabile che sia ossidata e meno efficace.

2️⃣ Prodotti per la cura del corpo (lozioni e idratanti)

Le lozioni per il corpo tendono a durare un po’ di più rispetto alle creme viso. Sono meno concentrati in attivi delicati, ma possono comunque irrancidire.

Durata media dopo apertura: 12–24 mesi

Se notate separazione della fase oleosa o un odore strano, meglio non applicarle su aree estese. Un trucco utile? Scrivere con un pennarello la data di apertura sul flacone.

3️⃣ Solari

Qui non si scherza. Una crema solare aperta l’estate scorsa non è automaticamente da buttare, ma va controllata con attenzione. Il filtro solare degradato può non proteggere più adeguatamente dai raggi UV. La protezione inefficace è un rischio reale per la pelle.

Durata media dopo apertura: 6–12 mesi

Sostituitelo se notate cambiamenti come:

  • consistenza più liquida
  • colore diverso
  • ha passato un’estate al sole in spiaggia

4️⃣ Detergenti (saponi e docciaschiuma)

I docciaschiuma e i detergenti liquidi in flacone sono i più longevi, perché contengono tensioattivi, che rendono l’ambiente meno favorevole alla proliferazione batterica.

Durata media dopo apertura: 12–24 mesi

Sostituitelo se notate cambiamenti come:

  • cambio dell’odore
  • diventa troppo acquoso
  • irrita la pelle

Tabella riassuntiva

Categoria Durata media dopo apertura Segnali di deterioramento Quando buttare
Cura del viso (creme, sieri) 6–12 mesi Colore scuro, odore rancido, ossidazione Superato PAO o alterazioni visibili
Cura del corpo (lozioni) 12–24 mesi Separazione fasi, odore alterato Texture instabile o superato PAO
Solari 6–12 mesi Consistenza liquida, colore cambiato Dopo un’estate calda o oltre PAO
Detergenti 12–24 mesi Odore diverso, irritazione Alterazioni evidenti

Come smaltire correttamente flaconi e cosmetici (senza sbagliare)

Buttare un cosmetico non significa solo svuotare il mobiletto del bagno. Significa anche farlo nel modo giusto, evitando errori che pesano sull’ambiente. Ecco cosa sapere.

Flaconi e confezioni vuote: dove vanno davvero?

  • Plastica. La maggior parte di flaconi, tubetti e barattoli va nella raccolta della plastica. Prima però dovete svuotali completamente e se possibile, risciacquali. Un contenitore pulito si ricicla meglio.
  • Vetro. Profumi e creme in vasetto di vetro vanno nel contenitore del vetro, sempre privi di residui.
  • Alluminio e metallo. Deodoranti spray e contenitori metallici vanno nella raccolta plastica/metallo o nei punti dedicati del tuo Comune.
  • Spray e aerosol. Deodoranti, lacche e profumi in bomboletta sono sotto pressione. Non vanno perforati. Non vanno gettati nell’indifferenziato, ma conferiti come rifiuti specifici presso i centri di raccolta. Informati sulle modalità previste nel tuo Comune.

👉 Regola d’oro: controlla sempre le indicazioni locali sulla raccolta differenziata. Possono cambiare da città a città.

E i prodotti con residui o scaduti?

I flaconi di crema, sieri e lozioni non vanno quasi mai nello scarico. I residui liquidi vanno nel sacco dell’indifferenziato. Meglio provare a recuperare il residuo solido con una spatolina o un cotton fioc e non versarlo nello scarico, perché sono sostanze chimiche che finiscono nei sistemi idrici.

La soluzione migliore è portare i cosmetici nei centri di raccolta comunali o in farmacia, se aderisce a programmi di smaltimento dedicati.

🌿 Come ridurre lo spreco (prima ancora di buttare)

Il modo più sostenibile per smaltire un cosmetico? Non sprecate.

  • scegliete packaging ricaricabili o riciclabili
  • preferite formule naturali e meno impattanti
  • scrivetela data di apertura per usarli in tempo
  • acquistate solo ciò che davvero utilizzate

Meno accumulate, meno sprecate. E ci saranno meno rifiuti da smaltire.

Altro sulla data di scadenza

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Ultimo aggiornamento il 16 Febbraio 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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