Ambiente

NZEB: 5 fatti reali sugli edifici a energia quasi zero

Durante una recente ispezione in cantiere, mi sono trovato di fronte a un progetto NZEB che, sulla carta, prometteva performance energetiche eccezionali. Tuttavia, i dettagli tecnici e la reale attuazione sul campo erano ben lontani dalle aspettative. Spesso, la definizione di edificio a energia quasi zero viene fraintesa o semplificata, portando a scelte di progettazione che non raggiungono i risultati sperati.

NZEB: 5 fatti reali sugli edifici a energia quasi zero

Cos’è un edificio a energia quasi zero (NZEB)?

Gli edifici NZEB rappresentano una nuova frontiera dell’edilizia sostenibile. Secondo la direttiva europea 2010/31/UE, questi edifici devono avere un fabbisogno energetico molto basso, coperto in gran parte da fonti rinnovabili. In Italia, la normativa ha stabilito criteri specifici per garantire che un edificio possa essere effettivamente classificato come NZEB.

  • Trasmittanza U: inferiore a 0,20 W/m²K per le pareti esterne.
  • Valore lambda: materiali isolanti con λ ≤ 0,040 W/mK.
  • Fonti rinnovabili: almeno il 50% del fabbisogno energetico.

Questi parametri sono fondamentali per ridurre al minimo le dispersioni termiche, sia in estate che in inverno.

I principali requisiti tecnici

Per essere considerato NZEB, un edificio deve rispettare una serie di requisiti tecnici e normativi. Tra questi, l’isolamento termico e l’efficienza degli impianti giocano un ruolo cruciale. Gli infissi, ad esempio, devono garantire un’elevata tenuta all’aria, e l’uso del triplo vetro è spesso preferenziale per ridurre le perdite di calore.

Altri aspetti importanti includono l’uso di impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) e l’integrazione di tecnologie come le pompe di calore. In un precedente articolo, abbiamo esplorato come la pompa di calore geotermica possa contribuire in modo significativo all’efficienza energetica di un edificio.

Costi e benefici degli edifici NZEB

L’investimento iniziale per costruire un edificio NZEB può essere superiore rispetto a una costruzione tradizionale, con costi che variano tra i 1.500 e i 2.500 €/m². Tuttavia, i vantaggi a lungo termine sono significativi. Gli edifici NZEB riducono i consumi energetici, abbassando le bollette e migliorando il comfort abitativo.

Un edificio NZEB può ridurre le spese energetiche fino al 70% rispetto a una costruzione tradizionale.

Inoltre, grazie alle detrazioni fiscali disponibili fino al 2026, come l’Ecobonus, è possibile recuperare una parte significativa dell’investimento iniziale.

Normativa e certificazioni

Per garantire che un edificio soddisfi i requisiti NZEB, è essenziale seguire la normativa UNI e ottenere le certificazioni necessarie. Gli edifici devono essere progettati e realizzati in conformità con gli standard europei e nazionali. Le certificazioni come CasaClima e ITACA sono strumenti utili per verificare il raggiungimento degli obiettivi energetici e ambientali. L’ente ENEA e ANIT sono risorse preziose per la consulenza tecnica e normativa.

Cosa fare in concreto

Se stai considerando di costruire o ristrutturare un edificio con standard NZEB, il primo passo è consultare un tecnico abilitato. È essenziale un sopralluogo per valutare le caratteristiche dell’immobile e definire un progetto su misura. La scelta dei materiali, come il sughero per l’isolamento, può fare la differenza. Per saperne di più sui materiali sostenibili, dai un’occhiata alla nostra guida sui pavimenti in sughero.

Fonti

Fonte Documento o Studio Anno
ENEA Linee guida per gli edifici a energia quasi zero 2020
ANIT Standard NZEB in Italia, un’analisi 2021
Normativa UNI UNI/TS 11300: Parte 1-2 2022

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Ultimo aggiornamento il 16 Giugno 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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