Agrinido e agriscuole, cosa sono?

di Chiara Greco del 3 luglio 2014

Quello tra bambini e natura è decisamente un binomio positivo, ma non così scontato come sembra. La vita in città, le nuove tecnologie, sono tutte cose che allontanano i più piccoli dal mondo naturale. Ma per riavvicinare i bimbi alla natura si può partire dalla scuola, luogo deputato all’educazione non solo della mentre. In questo senso si stanno affermando nel nostro Paese nuovi progetti decisamente green per le scuole: gli agrinido e agriscuole, ma cosa sono?

Prima c’erano le green school, progetti didattici nati in Europa e negli Stati Uniti per educare i piccoli studenti alla sostenibilità, alternative all’insegnamento classico che privilegia materie come storia e matematica. Adesso, anche in Italia cominciano a prendere piede le cosiddette scuole verdi. Si tratta degli agrinido e agriscuole, che si danno l’obbiettivo di insegnare ai più piccoli il rispetto per l’ambente e il risparmio delle risorse, invitandoli a riscoprire i ritmi della natura.

In particolare gli agrinidi sono degli asili ospitati all’interno di vero e proprio agriturismo. La differenza con il kindergarten la fanno le attività all’aria aperta, che nell’agrinido sono tante e tutte legate al contatto con la natura: i bambini imparano a coltivare le piante, a conoscere e accudire gli animali e scoprono i lavori contadini.

Importato dai Paesi del Nord Europa, in particolare in Danimarca e Svizzera, gli agrinidi stanno oggi diventando una realtà anche in Italia e si vogliono proporre come un’alternativa ai nidi tradizionali, specialmente nei piccoli centri.

Questa nuova concezione di asilo in agriturismo è specificatamente introdotta nei piani di sviluppo rurale di alcune regioni confermando l’interesse ufficiale per le fattorie come luoghcon valenza anche sociale ed educativa. Oltre al nido tradizionale, nelle fattorie e negli agriturismi trovano posto anche dei servizi integrativi diretti all’infanzia, magari a tempo, come ludoteche e laboratori didattici.

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Le agriscuole sono invece ideate per bambini dai tre anni di età in su, e hanno corsi più strutturati per imparare la coltivazione dell’orto e la cura delle erbe e delle piante, la realizzazione con il fai-da-te di strumenti per il giardinaggio, la cucina a base di ingredienti naturali, coinvolgendo ad esempio i bimbi nella preparazione della merenda in classe. S’imparano a distinguere distinguere le varie piante e i vari odori, ad occuparsi degli animali, socializzando con loro e assumendosi dei compiti di cura specifica.

Vicine, come concezione, ci sono poi le cosiddette fattorie didattiche, aziende agricole aperte ai bambini che cercano di diffondere la cultura contadina presso i più piccoli.

Così accade che si organizzino centri estivi per ragazzi con percorsi didattici per la realizzazione di ricette partendo dalla spiga per arrivare alla preparazione del pane, guide alla natura attraverso i cinque sensi, manipolazione e costruzione con  materiali di recupero.

Sono necessari degli investimenti anche con alcuni importati interventi economici, per adeguare gli edifici agli standard piuttosto rigidi previsti dalle normative nazionali, specifiche sui servizi alla prima infanzia ma i soldi spesi ne valgono la pena. Alcuni progetti sono già attivi mentre altri cercano di spuntarla tra iter burocratici e normative varie.

Gli agrinidi e le agrisciuole sono un modo efficace per aiutare le stesse aziende agricole ad aprirsi al mondo educativo e diversificare l’offerta per affrontare la crisi economica in modo diverso.

Se i bambini quindi non distinguono più bene gli angry birds dagli uccelli veri e non ricordano che le galline hanno le piume, forse esiste ancora un modo sano e intelligente per farglielo sapere.

Per saperne di più vai al sito : www.agrinido.com

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