Airpod: scopriamo i piani dell’auto ad aria compressa francese

di Jonas del 27 luglio 2011

Parliamo oggi di una storia controversa: quella di un’auto ad aria compressa, sorta contro ogni aspettativa sulle ceneri di uno dei più grandi bluff della storia dell’auto dei nostri giorni.

Per capire Airpod, dobbiamo scavare nella storia di Cyril Guy Nègre, ingegnere francese con un passato da progettista di vetture di Formula1, che dieci anni fa diede una bella scossa al mondo dei motori, presentando al Motorshow di Bologna del 2001 una vettura alimentata ad aria compressa che sollevò un vero e proprio vespaio tra pubblico e addetti ai lavori.
Si trattava di un’auto ad aria compressa che avrebbe potuto percorrere 100 km con una spesa di 1.500 lire di allora (0,77 euro).
Un’auto che non avrebbe inquinato l’aria delle nostre città e che emetteva solo aria fredda, riusata in parte per il raffrescamento nei mesi caldi.
Si trattava di un’auto in alluminio e fibra di resina, leggera e reesistente, concepita per l’uso urbano che non avrebbe avuto bisogno nemmeno di una goccia di benzina: il suo nome era Eolo, come il dio dei venti della mitologia greca.

Immediatamente Nègre fu subissato di richieste di partecipazione, co-produzione, licenze e quant’altro e – anche se in cuor suo doveva essere certo che Eolo non fosse pronta per l’esordio sulle strade – si arrivò per qualche motivo all’accordo di aprire uno stabilimento produttivo in Italia, nel reatino, che avrebbe dovuto cominciare a sfornare Eolo a partire dal 2002.
Cosa successe dopo è storia: novanta progettisti e operai furono assunti per poi essere messi in cassa integrazione praticamente il primo giorno di lavoro.
Eolo non era semplicemente pronto per essere prodotto su scala industriale e addirittura si narra che un giornalista di un famoso magazine motoristico italiano ebbe occasione di provare Eolo con risultati fantozziani: ebbene, percorso appena mezzo chilometro, l’auto ad aria compressa che avrebbe dovuto cambiare il mondo si fermò per non ripartire più. Si erano formati dei pezzi di ghiaccio nel motore (è noto come durante il processo di espansione dell’aria, la stessa si raffreddi e se non si è in grado di prelevare calore dall’ambiente circostante per fare rimanere costante la temperatura, quest’ultima si abbasserà drasticamente).
I meccanici fecero sparire dalla vista dei giornalisti Eolo e non se ne seppe più nulla, si tornò a leggere di Eolo solo in relazione alla causa intentata a Guy Nègre da parte degli stakeholder e dipendenti italiani.

Per chi pensava che non si sarebbe mai sentito più parlare di Guy Nègre, ecco invece che nel 2008, in concomitanza con una crisi che scosse l’economia globale, spunta fuori un nuovo veicolo, una specie di triciclo ad aria compressa. Dietro c’è sempre Guy Nègre e la sua nuova impresa, che si chiama MDI (Motor Development International – http://www.mdi.lu).

Il nuovo veicolo ad aria compressa si chiama Airpod.

Molto piccolo (lungo appena due metri e sette centimetri, largo uno e alto 1 e 74) e leggero (appena 220 kg), Airpod porta fino a tre passeggeri: guidatore (che usa una sorta di joystick per guidare Airpod) e due passeggeri, seduti contromarcia, più eventuale posto per bambino.
Questa piccola vettura ad aria compressa è dotata di un motore bicilindrico alimentato da aria compressa a 350 bar.
L’autonomia – secondo Nègre – è di 220 km e nella versione base raggiunge i 45 km/h. Una seconda versione dovrebbe raggiungere i 70 km/h.

Anche stavolta Nègre si era sbilanciato, indicando una data di produzione nel 2009 e successiva messa sul mercato ad un prezzo di circa 7.000 €.
Passano i mesi anche stavolta, ma della entrata in commercio di Airpod non si sente più parlare.
Se non altro, nel frattempo, qualche Airpod si è visto in giro, per esempio come vettura di cortesia all’Aeroporto Charles de Gaulle di Parigi, oltre che in qualche apparizione dimostrativa.
Pare che AirFrance / KLM stia testando un paio di queste vetture e che qualche ordine sia stato fatto da aziende ed enti transalpini, come Lyonnaise des Eaux e il Comune di Nizza.
Ma per quanto riguarda l’ingresso sul mercato consumer, le ultime indiscrezioni danno per la fine del 2011 l’approdo sul mercato di Airpod. Stiamo a vedere se la deadline verrà centrata.

Chiaramente, per come si presenta, Airpod non pretende certo di essere una alternativa alle auto a benzina: più probabile ambisca a fare concorrenza a qualche triciclo o quadriciclo elettrico urbano, ma le perplessità da parte nostra su questa tecnologia non mancano.
La scarsa densità energetica immagazzinabile in bombole trasportabili è sicuramente il primo punto: citando Ugo Bardi, professore del Dipartimento di Chimica dell’Università di Firenze e presidente di ASPO Italia, “….l’aria compressa come mezzo di stoccaggio di energia si presenta come pratica soltanto per grandi volumi, ovvero per sistemi stazionari di grande potenza…“.
L’efficienza complessiva e l’affidabilità di motori ad aria compressa rimane tutta da dimostrare ed anche la loro presunta migliore impronta ecologica: anche in termini di emissioni prodotte, non va infatti dimenticato che per produrre l’aria compressa ci vuole energia, che tipicamente viene prodotta in modo non rinnovabile.

Se non altro, Airpod parrebbe funzionare, come si vede dal video della CNN sotto, senza incappare nelle disavventure di Eolo.

Ma quale il futuro per Airpod?
Dubitiamo fortemente che Airpod possa avere prospettive concrete nel mercato privato, visto anche che disporre di un

compressore d’aria è una cosa esotica e non esiste una rete di rifornimento.

Possibile invece che presso porti, aeroporti, grossi impianti industriali ed altri contesti in cui si fa un uso abituale dell’aria compressa, Airpod o i suoi successori entrino a far parte di una flotta o vengano usate come auto di cortesia. Specie all’interno degli aeroporti, dove il cherosene e la benzina bruciati sono costantemente sopra livelli desiderabili, Airpod potrebbe essere un’alternativa alla mobilità elettrica.

In ogni caso, rimane sempre da dimostrare l’affidabilità e l’efficienza di questo piccolo veicolo ad aria compressa.

Eccovi comunque anche un bel video della CNN su Airpod:

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