Anche a Dubai varati i primi programmi di green economy

di Salvo del 16 maggio 2013

Abbiamo scritto in passato di Dubai che è – e continua ad essere – uno dei simboli più eclatanti di quanto ci sia di poco o per nulla sostenibile nel suo modello di sviluppo: piste da sci mezzo al deserto e grattacieli da record sono solo alcuni tra gli eccessi che delineano il profilo di questa metropoli sorta letteralmente dal nulla nell’ultimo quarantennio e divenuta in breve una success story del villaggio globale.

Ebbene, anche in quel tempio del consumismo estremo che è Dubai non sono mancati di recente esempi di iniziative votate a tingere di verde l’economia locale, partendo da due ambiti di interesse pubblico, i trasporti ed i rifiuti.

La leadership dell’Emirato più scintillante, infatti, guarda lontano e vuole assicurare un futuro a lungo termine a questo modello apparentemente insostenibile.

Per quanto riguarda i trasporti, un progetto che dovrebbe assicurare un sostanziale taglio delle emissioni e offrire sollievo alle sempre più congestionate arterie di Dubai è il varo di 3 nuove linee di metropolitana e di una linea tramviaria che taglierà in due la città.

FOCUS: Masdar City, un nuovo modo di produrre energia dal vento

Con le tre nuove linee della metropolitana, il cui completamento è previsto per il 2030, Dubai vanterà una rete di metropolitana interamente automatizzata con 197 stazioni.

L’altro programma che in un certo senso ha sorpreso chi come noi osserva con interesse lebuone pratiche a livello di sostenibilità è dato dal progetto sviluppato dalla municipalità di Dubai in collaborazione con la principale impresa di utilities locale, la Emirates Gas: si tratta di un impianto che convertirà rifiuti in bio-metano, comprimendolo in modo da potere essere usato come combustibile per auto metanizzate.

L’impianto, che sarà ultimato entro il 2013 e convertirà i rifiuti dei centri di raccolta di Al Aweer e Al Qusais, produrrà bio-metano sufficiente a rifornire su base continuativa una flotta di 15mila automobili. Certo, una goccia nel mare di Dubai, ma comunque indicativo del fatto che un modello di sviluppo sostenibile comincia ad essere presente nell’agenda locale.

L’interesse per un’economia ad impatto zero, che a queste latitudini pareva essere incarnata solo dalla cartina di tornasole di Masdar City, la prima città a zero emissioni del mondo, dunque in realtà sta permeando altri settori della vita economica.

La corsa dell’economia verde, dunque, non s’arresta neppure a Dubai, che tra l’altro lo scorso Aprile ha tenuto il primo green festival della sua storia, con una serie di seminari e focus group dedicati al tema dello sviluppo sostenibile. E se anche Dubai comincia a strizzare l’occhio alla green economy, a maggior ragione dobbiamo farlo noi, eredi di un modello di sviluppo in crisi non da oggi.

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