Cambiamenti climatici, ecco i cibi che rischiano di sparire

di Eryeffe del 21 dicembre 2014

Mais, caffè, cioccolato, vino, fagioli e frutti di mare sono solo alcuni tra i cibi che rischiano di sparire a causa dei repentini cambiamenti climatici cui stiamo assistendo

Il legame tra agricoltura e clima è tra i più delicati e stretti che si possano immaginare. Quando un cambiamento climatico diventa permanente, i suoi effetti negativi sulle colture sono immediatamente visibili e, nella maggior parte dei casi, irreversibili. Negli ultimi anni, poi, l’aumento dei livelli di Co2 nell’atmosfera, l’oscillazione delle temperature e la scarsità d’acqua hanno inciso profondamente sulle colture, anche quelle italiane, con inevitabili ripercussioni sui prezzi dei prodotti alimentari più comuni.

Al di là dell’aspetto economico, però, ciò che preoccupa gli esperti è la possibilità che alcuni cibi possano sparire dalle nostre tavole se i cambiamenti climatici in corso non subiranno un’immediata battuta d’arresto, con pesanti conseguente su tutto il sistema agro-alimentare mondiale.

Il Dipartimento di Sicurezza Alimentare guidato dal prof. David Lobell della Stanford University, ipotizza che l’impraticabilità di alcune coltivazioni a latitudini differenti da quelle naturali potrebbe condurci alla perdita di prodotti come mais, caffè, cioccolato, vino, fagioli, frutti di mare, ecc. In particolare, si ritiene che a causa del riscaldamento globale e della siccità, la coltivazione del mais sarà sempre più difficile e la sua progressiva perdita inciderà anche sul prezzo della carne, essendo il mais uno degli ingredienti principali dei mangimi per animali.

Per colpa di un fungo infestante, invece, presto potremmo dover fare a meno del caffè le cui coltivazioni in Sud America si stanno spostando gradualmente in Asia per fuggire alla micidiale ‘ruggine’ che ha ormai intaccato le piantagioni. L’aumento di anidride carbonica in mare sta facendo crescere il tasso di acidità degli oceani. Questo fenomeno indebolisce i gusci di ostriche e crostacei che sono così costretti a migrare verso acque più accoglienti.

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Tra i cibi che rischiano di sparire a causa dei cambiamenti climatici, ancora più importante è il caso dei raccolti di fagioli, alimento per il quale la diminuzione dei raccolti è anch’essa da mettere in relazione coi fenomeni sopra descritti. Molto diffusi in Africa e America Latina per l’altro valore nutrizionale, la disponibilità di fagioli potrebbe diminuire del 25% entro il 2050. Una data, quest’ultima, potenzialmente fatale anche per la viticoltura, particolarmente sensibile agli sbalzi termici.

Infine, gli studiosi autori della ricerca presumono che l’Australia e la California potrebbero perdere rispettivamente il 75 e il 70% dei terreni coltivabili. Ce n’è abbastanza per essere discretamente preoccupati…

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