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Città Slow: quando rallentare migliora la vita

Città Slow: quando rallentare migliora la vita

Vi segnaliamo un’altra bellissima idea che è nata sotto l’egida di Slow Food, geniale fucina di progetti in ambito di compatibilità ambientale e di sviluppo sostenibile ideati dal grande Carlo Petrini.

Città Slow: quando rallentare migliora la vita

Città Slow nasce circa 10 anni addietro come Rete Internazionale delle Città del Buon Vivere con i comuni di Comuni di Bra, Greve in Chianti, Orvieto e Positano e ha come filosofia di vita l‘elogio della lentezza intesa come valore positivo, opposto allo stress quotidiano in cui tutte le grandi città sono immerse.

Dal manifesto di Città Slow citiamo ” Città Slow è un modello da conoscere e mutuare che tocca non solo il cibo, la cultura e il sociale, ma anche l’urbanistica, l’ambiente, l’energia, i trasporti, il turismo, il mondo agricolo, la formazione dei giovani…”

L’approccio di Slow Food al cibo viene quindi declinato sulle città ma attenzione, non ai grandi centri metropolitani ma su città che non superino i 50.000 abitanti e i cui amministratori sottoscrivono le condizioni per la domanda di ammissione a diventare Slow City.

Il movimento Slov City sta prendendo piede ormai in tutto il mondo ed è un modello italiano di successo da esportare nel mondo: in tutti i cinque continenti ci sono Slow Cities e ne potete trovare un elenco aggiornato qui: Città slow esistenti.

 

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2 Commenti

  1. ..Rallentare, per assaporare, per recuperare, per riprendersi l’identità sbiadita dalla globalizzazione e dalla frenesia dei ns. tempi, slowing down per essere migliori e non peggiori per essere avanti e non indietro.
    Evviva Cittaslow!

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