Ambiente

Come si riciclano gli elettrodomestici

Cosa fare se non si compra un nuovo elettrodomestico

Sapete come si riciclano gli elettrodomestici e cosa dovete fare se se ne rompe uno e lo dovete gettare senza sostituirlo con uno nuovo? La nostra guida vi aiuterà.

Come si riciclano gli elettrodomestici

Dopo aver affrontato il tema del riciclo degli elettrodomestici vecchi in caso se ne acquisti uno nuovo, ecco cosa fare in caso non ne acquistiate uno e vi troviate nella necessità di smaltire comunque quello vecchio.

Cosa fare per smaltire un elettrodomestico vecchio o rotto

Il fenomeno è imponente in Italia, dove ogni anno si crea una vera e propria montagna di elettrodomestici da smaltire : 4 milioni tra frigoriferi, lavatrici, cappe, scalda-acqua e lavastoviglie ogni anno. In peso fanno 70 mila tonnellate di ferro, rame, alluminio e diverse tipologie di plastiche.

Questi i dati sugli apparecchi che giunti a fine vita vengono recuperati, smaltiti (la parte non riciclabile) e soprattutto sottratti all’inquinamento estetico e ambientale delle nostre città e campagne.

Un buon successo rispetto agli anni senza coscienza ecologica, la normativa specifica si è sviluppata ed è entrata in vigore negli ultimi vent’anni, ma c’è ancora tanto da fare però oggi il sistema della raccolta differenziata è ben radicato un po’ ovunque per quanto riguarda i rifiuti domestici, mentre per quelli speciali o di grandi dimensioni c’è ancora molto da imparare.

In termini generali, è importante seguire questi step:

  1. Informarsi sulle opzioni di riciclo: prima è sempre bene verificare se nella zona in cui si vive ci sono dei servizi di ritiro o punti di raccolta dedicati al riciclo dei grandi e piccoli elettrodomestici. Potete cercare nel sito del comune o della locale società municipalizzata per i rifiuti, oppure, se si tratta solo di piccoli apparecchi elettronici, visitare il sito dedicato ai RAEE (cdcraee.it).
  2. Verificare il ritiro a domicilio: alcuni comuni o aziende di raccolta e di gestione dei rifiuti offrono un servizio a pagamento di ritiro a domicilio per gli elettrodomestici voluminosi. Potete fissare un appuntamento online e organizzare il ritiro direttamente su piano strada, ma anche al piano, con un piccolo sovrapprezzo.
  3. Portare gli elettrodomestici presso i punti di raccolta: se non è disponibile il ritiro a domicilio, si devono portare gli elettrodomestici nei punti di raccolta specifici definiti dal comune. Questi punti possono essere centri di riciclo, stazioni di trasferimento dei rifiuti o rivenditori autorizzati. Assicuratevi di controllare quali tipi di elettrodomestici accettano e se richiedono una prenotazione o un’appuntamento.

Come funziona il ciclo degli elettrodomestici

Il ciclo di recupero degli elettrodomestici parte dal cittadino e dai distributori, i più grandi produttori di elettrodomestici fanno parte del Consorzio Ecodom che ha il fine del riciclo degli elettrodomestici, attraverso il conferimento nelle isole ecologiche gestite dai Comuni.

Come si riciclano gli elettrodomestici

Si raccolgono ogni anno 1,8 kg per abitante ma ciascun cittadino ne produce ben 14. Dal centro di raccolta il consorzio si occupa del trasporto del materiale nei centri di trattamento. Negli impianti, gli elettrodomestici vengono stoccati e messi in sicurezza attraverso la rimozione delle componenti pericolose.

Per frigoriferi e congelatori, gli elementi più pericolosi sono i gas ozono lesivi presenti nei circuiti refrigeranti. Quindi il primo passaggio è l’estrazione degli oli e dei gas CFC/HCFC e lo smontaggio del compressore dalla carcassa dell’elettrodomestico. Si ha quindi la raccolta dei gas e del poliuterano. Poi si passa alla fase della triturazione che si svolge in un ambiente ermetico ed al chiuso per evitare la dispersione delle sostanze nocive nell’ambiente.

Processo più facile per gli elettrodomestici che non generano freddo (lavatrici, lavastoviglie, cappe) che si possono triturate anche all’aperto ma prima si devono rimuovere (manualmente) elementi pericolosi come interruttori e condensatori. A questo punto si passa alla separazione dei materiali (procedimenti meccanici e fisici) con il recupero di ferro, alluminio, rame, plastiche mentre si procede allo smaltimento del poliuterano.

Il consorzio è senza fini di lucro e riesce a recuperare l’80% dei materiali dagli elettrodomestici. Da un frigo, per fare un esempio, si ricavano e si recuperano: 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e 3 kg tra rame e alluminio.

Per saperne di più andate sul sito ecodom.it

Claudia Raganà

Classe 1977, romana di nascita, cittadina del mondo di adozione. Una laurea in Economia e un master in mobilità sostenibile in tasca, la aiutano ad approfondire un tema per lei sempre caro, la sostenibilità dello sviluppo economico e la green economy. Ha un'innata passione per la scrittura fin da quando è bambina ed è così che, coniugando le due cose, nel 2012 entra nel mondo di tuttogreen.it. Nel tempo libero ama viaggiare, fotografare, leggere, stare a contatto con la natura, praticare yoga e sognare.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sullo stesso argomento
Chiudi
Pulsante per tornare all'inizio