La carica degli eco nidi: per bimbi a crescita sostenibile

di Massimiliano del 16 Marzo 2011

Bavaglini, asciugamani, lenzuola, sacche per il ricambio in tessuto biologico certificato. Poi pannolini lavabili, cibo biologico e giochi realizzato con materiale riciclato. Infine pannelli solari per l’acqua e fotovoltaici per l’elettricità; acqua piovana il giardino, tinte e vernici naturali sui muri; baby orto  e corsi di psicomotricità. Benvenuti nell’asilo nido tutto eco e molto sostenibile che si sta affermando in Italia tra bio architettura e risparmio energetico.

La carica degli eco nidi: per bimbi a crescita sostenibile

Si tratta, purtroppo, solo di esperimenti, visto che in Italia spesso mancano ancora gli spazi “normali” per i bimbi. Ma da alcuni anni, in particolare al Centro Nord, si stanno realizzano i primi asili nidi a basso impatto ecologico e basso consumo energetico. Presentiamo alcune di queste esperienze, tutte da imitare. Sono segnali importanti, come le prime mense biologiche nelle scuole italiane.

Bologna: si chiama “Gaia Nido“, si trova in via Felice Battaglia ed è una produzione della Cooperativa Sociale Cadiai, che ha creato questo “format” di eco – nido.  La struttura risponde ai criteri della bio architettura: “un ambiente salubre dal punto di vista fisico e psicologico“. Ma come sostengono dalla Cadiai “Alla sostenibilità ambientale della costruzione si è voluta affiancare una sostenibilità declinata quotidianamente nelle prassi organizzative e nei comportamenti”. Parole che si traducono nella scelta accurata dei prodotti per il gioco, il sonno, l’alimentazione, quindi “prodotti tessili e biologici di nuovo design, con certificazione di provenienza dal commercio equo e, per il consumo usa e getta, prodotti compostabili e biodegradabili“. Si sposa la sostenibilità ambientale con quella sociale.

Roma: è un nido pubblico del XIX Municipio, costruito con l’apporto di privati, costruito completamente con materiali eco-compatibili: legno lamellare, linoleum e tinte naturali. Massima attenzione all’orientamento della struttura che così garantisce il riscaldamento passivo in inverno e di stare freschi l’estate. Le fonti energetiche sono rinnovabili: pannelli solari per l’acqua calda, fotovoltaici per l’elettricità, elementi radianti sotto il pavimento, acqua piovana (raccolta in apposito serbatoio e trattata) per l’irrigazione del giardino. I bimbi giocano ma imparano il valore della terra grazie ad un semenzaio e ad un baby orto.

Trentino:  si trova a Canezza, si chiama  “Girogirotondo” e fa giocare i suoi piccoli ospiti con giochi realizzati con materiale riciclato, si usano pannolini di cotone lavabili e si mangia cibo biologico. I giochi sono ispirati alla psicomotricità e i bimbi si divertono con oggetti poveri: bottiglie di plastica, giornali, riviste e scatoloni. Interessante il “palinsesto quotidiano” : l’attività inizia con una specie di risveglio muscolare, sempre accompagnato da una filastrocca poi giochi “ecologici”. Alle 10 la merenda è rigorosamente a base di frutta, il pranzo  con cibi biologici e biodinamici. Biologici anche il sapone, la crema e la carta igienica. I pannolini sono di cotone lavabili, sia per salvaguardare l’ambiente che la salute dei bambini. La struttura: un “open space” senza pareti, in legno, dipinto con vernici e colori ecologici.

Firenze:  si chiama Fata Isaba ha arredi ecologici. Massima attenzione  alle forme e ai colori non aggressivi per creare un ambiente solare. Massima cura anche per il cibo e per l’educazione:  spazio al teatro, al percorso sonoro, alla musicoterapia e psicomotricità.

Scandicci:  il nido d’infanzia Albero Mago di Badia a Settimo è costruito con la filosofia della bioedilizia. Si usano i pannelli solari, la copertura  è in legno lamellare per un migliore ricambio dell’aria, c’è riuso dell’acqua piovana per l’irrigazione del giardino. Si tratta di 350 mq che ospitano lo spazio per la manipolazione, l’orto, le piante aromatiche e un frutteto.

Pescara: il Gabbiano è un asilo comunale sostenibile. Si sfruttano le alberature preesistenti per sfruttare al massimo la regolazione naturale del microclima mentre gli spazi verdi per il gioco dei bambini  si trovano ad una quota maggiore rispetto a quella stradale. In questo modo si ottengono vantaggi come una favorevole esposizione ai raggi solari e una migliore qualità dell’aria.

Friuli Venezia Giulia: è il primo eco-nido della regione quello di Pordenone ed ha appena compiuto cinque anni. Il Farfabruco è un nido d’infanzia della Cooperativa sociale Itaca a Pordenone aperto nel 2006, di cui si trovano diversi dettagli nel sito del Farfabruco.

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