La densità degli alberi: ovvero le differenze sociali viste dall’alto

di Giulia Magnarini del 11 Settembre 2012

Molte volte, per poter rendersi conto di alcuni particolari, il modo migliore è quello di osservarli un po’ più da lontano, spostarsi e cambiare punto di vista. Come succede, per esempio, quando ci troviamo in aereo a guardare giù dal finestrino: tutto ha un altro aspetto.

La densità degli alberi: ovvero le differenze sociali viste dall’alto

Le città sembrano mattoncini, i fiumi ‘solcano’ valli e pianure mostrando il loro percorso, le catene montuose ci affascinano per la loro potenza ed estensione, i boschi ed i campi sembrano tante pezze di un enorme patchwork dai colori bruciati…

Se non avete in programma un viaggio aereo a breve, potete farvi un viaggio panoramico comodamente dalla vostra scrivania utilizzando Google Earth.

E c’è chi utilizza questo sistema geografico per compiere ricerche sociali: una di queste si è posta l’obiettivo di mettere in evidenza la possibile relazione tra la presenza di alberi nelle aree urbane e il livello di benessere sociale.

Il risultato ottenuto è stato sorprendente: la relazione esiste ed è anche molto stretta. La spiegazione fornita dai ricercatori è che le città, o comunque i quartieri, più agiati possono permettersi di abbellire le loro strade con molti più alberi, i quali inoltre prevedono alti costi di manutenzione sia da parte dell’amministrazione cittadina e dei singoli proprietari.

Agli occhi dei ricercatori è emerso come gli alberi risultino un bene di lusso da parte di città che a mala pena riescono a mantenere le proprie strade o i servizi fognari.

Alcune città hanno iniziato a capire l’importanza dei ‘polmoni verdi‘ nelle loro strade, perché portano ombra d’estate e combattono l’inquinamento dell’aria, solo per citare due esempi dei benefici indotti dagli alberi.

Si tratta di amministrazioni agiate, come New York, Londra, Chicago, Roma. Ma le tante piccole o medie cittadine nelle regioni più depresse economicamente ancora non si possono ‘permettere’ del verde urbano quando i bisogni sono ben più prosaici e i soldi in cassa pochi.

Dunque alberi come lusso da ricchi. Eppure di verde ce ne sarebbe maggiormente bisogno nelle aree più povere dove gli alberi possono aiutare ad abbattere i costi delle bollette (grazie al raffrescamento naturale che inducono, riducendo l’uso dei condizionatori) o migliorare le condizioni dell’aria, spesso più inquinata in queste zone, diminuendo i problemi respiratori di molti abitanti, per non parlare del loro effetto positivo sullo stress!

Se siete incuriositi da questa ricerca, vi segnaliamo il blog Per Mile Square (http://persquaremile.com/) dove si invitano i lettori ad inviare immagini delle proprie città che mettono in evidenza proprio questo aspetto del verde legato alla condizione sociale.

Nel nostro piccolo, come sempre, possiamo fare qualcosa. Se abbiamo la fortuna di avere un piccolo spazio da destinare al verde, prendiamocene cura; oppure partecipiamo ad iniziative locali di rinverdimento di angoli pubblici o di guerrilla gardening; o ancora promuoviamo azioni di questo genere nel nostro quartiere.

Prendendosi cura del proprio micro-mondo, possiamo cambiare una grande parte del mondo in cui abitiamo!