L’effetto Dunning-Kruger: perché spesso chi sa meno parla più forte (soprattutto sui social)
Il motivo per cui nel lavoro e sui social network il rumore supera spesso la competenza
🧠 C’è sempre quello che ha visto due video su YouTube e ora si sente pronto a spiegarci medicina, economia, geopolitica e pure come educare i figli degli altri. No, non è solo arroganza: è scienza. Si chiama effetto Dunning-Kruger. Ed è uno dei motivi per cui oggi, tra lavoro e social network, il rumore supera spesso la competenza.

Sommario
- Cos’è l’effetto Dunning-Kruger (spiegato facile)
- Come è stato scoperto l’effetto ‘So tutto’
- Perché questa scoperta è così importante
- La curva della sicurezza: dall’ignoranza all’umiltà
- 2) L’effetto sui social network: il paradiso del Dunning-Kruger
- Chi sa poco scrive in maiuscolo
- 5 antidoti pratici
- Altro sulla psicologia
Cos’è l’effetto Dunning-Kruger (spiegato facile)
L’effetto Dunning-Kruger è un bias cognitivo descritto nel 1999 dagli psicologi David Dunning e Justin Kruger. In sintesi,
👉 Chi sa poco tende a sopravvalutarsi
👉 Chi sa molto tende a sottovalutarsi
L’effetto Dunning-Kruger nasce quasi per caso, da una domanda molto semplice e molto scomoda:
perché alcune persone completamente incompetenti sono così convinte di essere bravissime?
Gli psicologi, allora alla Cornell University, decisero di trasformare questa intuizione in un esperimento scientifico.
Perché succede?
Perché le stesse competenze necessarie per fare bene qualcosa servono anche per capire quanto si è scarsi. Se non le hai… non ti accorgi dei tuoi limiti. È come guidare bendati convinti di essere piloti di Formula 1.
Come è stato scoperto l’effetto ‘So tutto’
L’idea di partenza è un errore doppio. Dunning e Kruger ipotizzarono qualcosa di controintuitivo.Chi è poco competente non commette solo errori, ma non ha nemmeno gli strumenti mentali per accorgersene. In altre parole, non solo si sbaglia, ma non si sa di sbagliare.
Gli esperimenti usati furono molto concreti. I ricercatori sottoposero gruppi di studenti universitari a test oggettivi su tre ambiti, logica, grammatica e senso dell’umorismo (ovevro la capacità di valutare battute).
Dopo ogni test chiesero ai partecipanti una cosa semplice: secondo te, quanto sei andato bene rispetto agli altri? Il risultato che li ha spiazzati. I dati mostrarono un pattern chiarissimo. Chi otteneva i risultati peggiori si collocava tra i migliori, mentre chi otteneva i risultati migliori tendeva a sottovalutarsi
Anzi, il gruppo con le performance più basse sovrastimava le proprie capacità anche del 30–40%. Non era arroganza nel senso classico, ma pura incapacità di valutare se stessi.
La scoperta chiave (il cuore del bias) fu quando Dunning e Kruger capirono che le competenze servono 2 volte, sia per fare bene qualcosa, sia per capire se lo stai facendo bene.
Se non si hanno le competenze di base, non è possibile neppure riconoscere i propri errori, e non si capisce cosa fanno meglio gli altri, perché non si hanno parametri realistici di confronto.
Questo è il punto centrale dell’effetto Dunning-Kruger. La prova definitiva porta. questa verità: imparando, si cambia idea. E per dimostrarlo i due ricercatori fecero un ultimo esperimento decisivo. Presero i partecipanti meno competenti e li formarono (corsi di logica, grammatica, ecc.). Poi chiesero di nuovo di autovalutarsi. Risultato? Dopo aver imparato qualcosa, la sicurezza crollava. Più capivano l’argomento, più diventavano prudenti nel giudicarsi.
Perché questa scoperta è così importante
L’effetto Dunning-Kruger dimostra che l’insicurezza spesso è un segno di competenza, mentre la sicurezza assoluta spesso è un campanello d’allarme. Inoltre, l’autocritica non è debolezza, ma maturità cognitiva!
Ed è per questo che oggi questo bias è usato per spiegare:
- comportamenti sul lavoro
- dinamiche decisionali sbagliate
- la diffusione della disinformazione
- il successo di opinioni semplici ma sbagliate sui social
La curva della sicurezza: dall’ignoranza all’umiltà
L’effetto è spesso fu rappresentato dai due ricercatori come una curva:
- Monte della stupidità. Dopo poche nozioni si arriva ad una sicurezza alle stelle! Della serie: ho capito tutto.
- Valle della disperazione. Più studi e più ti rendi conto di non sapere. Della serie: non so niente.
- Pendio della competenza. Con l’esperienza torna la fiducia, ma è accompagnata da dubbi e prudenza. della serie: più impari, meno urli.
L’effetto Dunning-Kruger sul lavoro
In ufficio è una presenza fissa, anche se nessuno la invita. Ecco come si manifesta.
1) Chi parla di più non è quello più preparato
I meno competenti:
- interrompono
- semplificano problemi complessi
- danno soluzioni facili
I più competenti:
- usano frasi tipo ‘dipende’
- chiedono dati
- parlano meno, ma meglio
👉 Risultato: promozioni sbagliate, decisioni affrettate, team frustrati.
Se l’effetto Dunning-Kruger fosse un luogo, sarebbe un commento Facebook. Perché i social lo amplificano:
- premiano sicurezza e semplificazione
- penalizzano complessità e dubbi
- non distinguono tra un esperto con 20 anni di studio, uno con 3 post virali
Così nascono degli esperti di vaccini senza laurea, degli economisti da reel, i nutrizionisti da stories
e tanti geopolologi da divano…
Chi sa poco scrive in maiuscolo
Sui social questo meccanismo esplode in modo quasi perfetto. Chi sa poco tende a scrivere in maiuscolo, usare toni assoluti, semplificare tutto. Chi ha studiato davvero, invece, spesso legge, valuta, e poi passa oltre, perché sa quanto la realtà sia più complessa di un post o di un commento.
Ed è proprio qui che l’effetto Dunning-Kruger smette di essere una semplice curiosità psicologica e diventa un problema sociale.
Quando l’eccesso di sicurezza prende il posto della competenza, le conseguenze si fanno sentire: la disinformazione circola più veloce dei fatti, le posizioni si irrigidiscono, la fiducia negli esperti si erode e le decisioni collettive diventano più fragili e meno razionali.
Si crea così un paradosso pericoloso: chi è davvero competente tende al silenzio, mentre chi è meno preparato occupa tutto lo spazio. Il rumore cresce, la qualità del confronto cala.
La buona notizia è che l’effetto Dunning-Kruger non è una condanna. Colpisce tutti, nessuno escluso, perché fa parte del modo in cui funziona la mente umana.
La notizia ancora migliore è che si può tenere sotto controllo: coltivando il dubbio, ascoltando chi è prudente, studiando di più e ricordandoci ogni tanto che dire “potrei sbagliarmi” non è un segno di debolezza, ma di intelligenza.
5 antidoti pratici
- Diffidare delle risposte troppo semplici
- Ascoltare chi usa il dubbio come strumento
- Studiare prima di condividere
- Circondarsi di chi è più bravo di noi
- Ripetere spesso ‘potrei sbagliarmi’, che è una frase potentissima
In conclusione
L’effetto Dunning-Kruger non è solo una curiosità psicologica. È una lente per capire perché oggi parlano tutti… e ascoltano in pochi. E ricordiamolo sempre che la vera intelligenza non urla, ma sussurra, verifica, corregge.
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Ultimo aggiornamento il 7 Gennaio 2026 da Rossella Vignoli
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