Motori: più inquinante il diesel della benzina, perché?

di Salvo del 18 ottobre 2010

Perché è più inquinante il diesel della benzina? Come sono le emissioni dei motori diesel? proviamo a rispondere a questa domanda dopo lo scandalo dei filtri innescato dalla Volkswagen a ottobre 2015.

Dopo lo scandalo Volkswagen che ha investito come un uragano il colosso delle autovetture tedesco, il dibattito mediatico sulla pericolosità del diesel e delle emissioni inquinanti da esso generate, è tornato a far discutere esperti e studiosi di tutto il Mondo.

In realtà la storia dell’automobile è un susseguirsi di alti e bassi per i motori diesel: di volta in volta disprezzati perché poco performanti, oppure celebrati come più ecologici, ma anche scelti nei momenti di “austerity” grazie ai loro consumi più contenuti, non sempre hanno incontrato le preferenze del pubblico.

Negli ultimi anni il gradimento degli acquirenti era andato nuovamente nella direzione del gasolio, grazie anche all’esclusione di molte auto con questo tipo di alimentazione dai limiti della circolazione e agli incentivi del Governo.

Tuttavia, la situazione sembra pronta a ribaltarsi nuovamente, visto che lo scandalo Volkswagen dell’ottobre 2015 ha ‘scoperchiato’ il vaso di Pandora, mettendo forse la parola fine a un’epoca: più i limiti sulle emissioni diventeranno stringenti, infatti, più si alzeranno i costi poiché è impossibile abbattere i livelli di polveri sottili e di azoto mantenendo consumi ridotti e prestazioni elevate, motivazione d’acquisto fondamentale per gli amanti del diesel. Così il motore diesel torna ad essere considerato “più inquinante” di quello a benzina.

In realtà, ciò che fa la differenza tra gasolio e benzina in termini di inquinamento ambientale è il tipo di emissioni. Se si prende in considerazione la sola CO2, il Diesel produce emissioni inferiori: circa il 10-15% in meno di un motore a benzina. Tuttavia, questo tipo di motore è anche noto per generare, rispetto agli altri propulsori, una maggiore quantità di ossidi di azoto (NOx) e soprattutto di polveri sottili, che possono essere fino a 1000 volte maggiori rispetto a quelle liberate nell’atmosfera da un motore a benzina.

La domanda – a cui peraltro molti studi scientifici hanno già dato una risposta – è sempre la stessa: perché il diesel è più inquinante della benzina e quali sono gli effetti sulla salute umana? E visto che negli ultimi anni molti ricercatori hanno portato alla luce le evidenze scientifiche della sua pericolosità, quali sono le differenze tra un motore a gasolio e uno a benzina?

La prima differenza macroscopica tra questi carburanti è il tipo di emissioni che producono.
I motori a gasolio, di fatto, producono una minore quantità di CO2 (-10/15% rispetto ai benzina) ma generano anche molto più ossido di azoto – il NOx – e polveri sottili (il cosiddetto particolato) che se non trattenute dagli appositi filtri, possono disperdersi nell’atmosfera in una quantità fino a 1.000 volte superiore rispetto a quelle rilasciate dai propulsori alimentati a benzina.

In tal senso, dunque, i motori diesel sono infinitamente più inquinanti dei benzina e molto più pericolosi per la salute umana. Va detto che in virtù di queste peculiarità i motori alimentati a gasolio devono essere accessoriati di filtri anti-particolato, così come imposto dalle normative attualmente vigenti.

I filtri anti-particolato, infatti, sono gli unici in grado di trattenere una grande quantità di sostanze inquinanti prodotte durante la combustione e rilasciate nell’atmosfera, limitando quindi l’impatto ambientale dei motori a diesel e riducendo il potenziale inquinante a un valore pari, se non inferiore, a quello di un motore a benzina.  Considerando, poi, che a parità di potenza il diesel assicura consumi più ridotti (fino al 40% in meno rispetto alla benzina) e miglior performance, i numeri dicono che i motori diesel sono ecologicamente più sostenibili rispetto ai tradizionali propulsori a benzina.

Per questi motivi viene attualmente consigliata, oltre che imposta da diverse normative sul traffico, l’installazione di filtri antiparticolato: il più noto è il FAP, ideato già nel 2000 dal gruppo Peugeot Citröen. Questi filtri sono in grado di abbattere di 7 volte la massa (e di 10.000 volte il numero) delle particelle inquinanti emesse nell’atmosfera; la loro installazione permette quindi di limitare l’impatto inquinante dei motori diesel rendendolo pari, se non inferiore, a quello dei motori a benzina. Nel calcolo va considerato, infatti, anche il miglior rendimento del diesel, che può rendere i consumi di carburante anche del 40% inferiori rispetto a un motore a benzina, a parità di potenza.

Motori benzina o diesel: quale inquina di meno?

Motori benzina o diesel: quale inquina di meno?

E’ per tutte queste ragioni che fino a pochi anni fa le normative introdotte in tema di inquinamento hanno incentivato gli investimenti delle case automobilistiche sul diesel, nonché spinto alcuni gruppi a mettere a punto filtri anti-particolato sempre più innovativi e performanti.
L’introduzione dei filtri e di altri sistemi per limitare l’inquinamento ha spinto le case automobilistiche a investire sulle motorizzazioni diesel, lanciando sul mercato nuovi modelli e assicurandosi un immediato rientro economico.

Lo scandalo Volkswagen e i suoi test ‘pilotati’ mettono però tutto di nuovo in discussione. Si tornerà alla benzina o sarà spinta l’auto a motore elettrico e le ibride?

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rino ottobre 29, 2017 alle 9:53 am

Studi a parte non ci vuole molto a capire che un motore diesel inquina di più di un motore a benzina. Se siete dotati di olfatto basta uscire dall’abitacolo della vostra auto.
La differenza è lampante..

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PAOLO febbraio 5, 2017 alle 4:48 pm

Che dire Valerio ha già detto tutto….
non ritengo corretto dire che con il filtro antiparticolato i motori diesel inquinano meno dei benzina.. …eppure la respirano anche i loro figli.!!!

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valerio luglio 30, 2011 alle 10:28 pm

Purtroppo non è proprio così! per quanto riguarda il CO2 e il NOx la riduzione è possibile e lo sarà anche in futuro nelle prossime normative euro 6 perchè essendo dei gas i catalizzatori sono in grado di trasformarli in sostanze non inquinanti, e fin qui è tutto a posto!
Il problema sorge con le polveri sottili, o meglio dette particelle PM10, queste vengono accumulate dal FAP finchè questo non si riempie, quando diventa saturo di polvere avviene la RIGENERAZIONE.
Durante la rigenerazione tutta la polvere accumulata viene BRUCIATA ED ESPULSA DAL FILTRO, però questa polvere bruciando non scompare bensì SI SCOMPONE IN POLVERE PIU’ PICCOLA ultrafine il famoso PM2,5 ovvero particelle di polvere circa 7/8 volte più piccola!
Questa polvere una volta respirata finisce DIRETTAMENTE NEI POLMONI INTACCANDO GLI AILVEOLI E MOLTA DI QUESTA POLVERE TRAPASSA ADDIRITTUA LE PARETI POLMONARI FINENDO NEL SANGUE AUMENTANDO IN MODO MORTALE I RISCHI DI INFARTO O DI TUMORI!! QUESTA E’ LA TRISTE VERITA’ NASCOSTA DALLE CASE AUTOMOBILISTICHE!!
Perchè hanno fatto questo?????????????
Semplice! è stato posto un tetto limite di PM10 nell’ultima normativa euro 5 che le che le case automobilistiche non sarebbero mai riusciti a raggiungere per cui hanno inventato un modo per rendere questa POLVERE COSI SOTTILE DA NON ESSERE RILEVATA DA NESSUN APPARECCHIO DI RILEVAMENTO POLVERI NELLE CITTA’, forse più in la’ QUANDO TUTTO QUESTO VERRA’ A PETTINE E MIGLIAIA DI PERSONE SARANNO MORTE nelle prossime normative verrà messo un tetto anche per il PM2,5 ma nel frattempo saranno passati ALMENO 10 ANNI tutto il tempo necessario a finchè le case automobilistiche riescano a rientrare nella norma NEL FRATTEMPO COMPLIMENTI!! OTTIMO LAVORO! NON ERA MEGLIO ESSERE SINCERI E DIRE CHE NON ERA POSSIBILE RIDURRE IL PARTICOLATO CON LE TECNOLOGIE ATTUALI?? NEL FRATTEMPO A AVRESTE POTUTO CREARE MENO AUTO A DIESEL E PIU’ A GPL!! E POI FRA 10 ANNI QUANDO AVREMO MOTORI IN GRADO DI NON GENERARE PARTICOLATO ALLORA LE AVRESTE RIMESSE IN VENDITA!! LA VITA’ NON CONTA NIENTE DI FRONTE A GLI INTERESSI!!

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