Dal Messico una pianta per sostituire l’ambra grigia nell’industria del profumo

di Alessia del 5 gennaio 2015

Una scoperta recente potrebbe rendere più sostenibile l’industria dei profumi: scoperta una pianta per sostituire l’ambra grigia, la secrezione intestinale delle balene.

Non tutti lo sanno, ma anche il costoso mondo della produzione di profumi è caratterizzato da bassa sostenibilità in generale e ha non indifferenti impatti ambientali.

Dal Messico una pianta per sostituire l’ambra grigia nell’industria del profumo

Nonostante il divieto d’utilizzo negli USA nel lontano 1973, molti profumieri europei continuano ad utilizzare come fissativo dei profumi l’ambra grigia, che altro non è se non la secrezione intestinale delle balene.

Questo prodotto, simile alla cera, è talmente ricercato e raro da aver raggiunto una quotazione molto elevata, tanto che gli stessi ricercatori hanno messo a punto un nuovo prodotto sintetico per ovviare ai costi.

L’Ambrox, questo il suo nome, ha però un limite non da poco: la sua produzione comporta notevoli sprechi di energia, visto che necessita di alte temperature e di alta pressione.

Come si potrebbe ovviare al problema? Una soluzione sembra arrivare proprio da Madre Natura: in Messico, precisamente nello Stato di Michoacán, alcuni ricercatori hanno scoperto che esiste una pianta, chiamata Snakeweed, che sembra avere le stesse proprietà dell’Ambrox.

Non è ancora chiaro in quali altri luoghi questa pianta può essere coltivata e per il momento Snakeweed dovrebbe viaggiare dal Messico verso l’Europa, dove la domanda delle industrie di profumi è molto elevata.

Se l’economia locale riuscisse a trovare i fondi per investire sul settore, magari il Messico potrebbe diventare leader nel settore e rifornire le maggiori economie di questa pianta per sostituire l’ambra grigia, creando così anche nuovi posti di lavoro.

Per ora si tratta solo di ipotesi e congetture, ma nel frattempo le aziende dovrebbero iniziare a valutare la possibilità di rendere i profumi più naturali, considerato che molte delle sostanze utilizzate potrebbero alla lunga diventare nocive.

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