Riciclo creativo

Una tazzina di caffé coltivabile

Il caffé, bevanda conosciuta e amata in tutto il mondo. Ogni Paese, e talvolta ogni città all’interno di un Paese stesso, lo prepara in modo differente. Ma una domanda è d’obbligo: che fine fanno quelle confezioni una volta terminato il contenuto?

Una tazzina di caffé coltivabile

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Una domanda che si è posta anche la neonata azienda californiana fondata a San Luis Obispo, che si chiama Reduce. Reuse. Grow., la quale, per fortuna, ha anche avanzato una soluzione.

Lo scorso febbraio, infatti, ha lanciato sulla piattaforma online di crowdfunding Kickstarter una campagna al fine di mettere a punto la Plantable Coffee Cup, ovvero una tazza da asporto realizzata in materiali biodegradabili.

Tazza di caffé piantabile
Un primo piano della tazzina (o meglio tazzona) di caffè
(Immagini via: kickstarter.com)

Il fondatore del progetto, Alex Henige, è partito dal presupposto che, basandosi sui dati del Carry Your Cup, gli americani consumano 146 miliardi di tazze di caffè ogni anno generando circa 23 kg di rifiuti. Inoltre, secondo uno studio condotto da Starbucks e l’Alliance for the Environmental Innovation, ogni tazza di carta prodotta è responsabile per 0,30 euro di emissioni di CO2.

Ma non si tratta di un semplice materiale biodegradabile, bensì anche coltivabile. Il contenitore, una volta aperto, si può piantare nel proprio giardino, così come in ogni altro spazio verde. Il tutto è semplicissimo: basta immergere in acqua la tazza, per circa 5 minuti e, successivamente, è pronta per il nuovo utilizzo. Grazie ai semi integrati all’interno, nel giro di un paio di settimane con questa questa tazzina di caffé coltivabile sarà possibile assistere alla germinazione, il tutto risparmiando all’atmosfera circa una tonnellata di emissioni di anidride carbonica.

Se poi non si dispone di un giardino o non si vuole crescere neppure una semplice pianta, si può buttare tranquillamente la confezione. La quale in un massimo di sei mesi si degrada completamente rilasciando i semi in essa contenuti nel terreno.

Luca Scialò

Nato a Napoli nel 1981 e laureato in Sociologia con indirizzo Mass Media e Comunicazione, scrive per TuttoGreen da maggio 2011. Collabora anche per altri portali, come articolista, ghost writer e come copywriter. Ha pubblicato alcuni libri per case editrici online e, per non farsi mancare niente, ha anche un suo blog: Le voci di dentro. Oltre alla scrittura e al cinema, altre sue grandi passioni sono viaggiare, il buon cibo e l’Inter. Quest’ultima, per la città in cui vive, gli ha comportato non pochi problemi. Ma è una "croce" che porta con orgoglio e piacere.

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