Biostone: come dall’urina e dai batteri si possono ottenere dei mattoni

di Luca Vivan del 14 luglio 2014

Da anni si discute della possibilità di una drastica dimunizione dei materiali da costruzione e dell’energia necessaria per assemblarli e comunque sia, il cemento che ha regnato sovrano per gli ultimi cento anni sta diventando sempre meno appetibile, per evidenti limiti legati alla salute umana e dell’ambiente.

Il designer Peter Trimble ha così deciso di sviluppare un macchinario rivoluzionario che grazie alla sabbia, all’urina e ai batteri crea un materiale chiamato biostone, “pietra biologica” in inglese.

Il progetto nasce all’Accademia d’arte di Edimburgo e per ora ha prodotto uno sgabello ma i limiti di applicazione sono infiniti. Trimble è partito dall’analisi dell’insostenibilità dell’attuale sistema edilizio, basato su uno spreco del quasi il 96% dell’intera filiera che va dall’estrazione alla produzione di materiale passando per il riscaldamento e altri processi chimici.

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Tutto questo non è più necessario perché Trimble ha scoperto che la sabbia e il clorato di calcio se vengono mescolati assieme, formano un vero e proprio cemento grazie all’azione di particolari batteri. Si tratta di un processo a temperature ambientali, che non sviluppa CO2, al contrario dell’industria edilizia moderna che è responsabile del 5% delle emissioni mondiali di anidride carbonica, e che è possibile da sviluppare ovunque ci sia della sabbia e dell’urina.

Questa invenzione si ricollega ad un tendenza della scienza che strizza l’occhio alla Natura e si basa sull’idea che imitando quello che esiste già, magari correggendolo o migliorandolo, potremmo avere vestiti, energia e plastiche senza inquinare o distruggere e solo utilizzando l’immensa capacità generativa di batteri o piante che è ogni giorno sotto l’occhio di tutti. I presupposti sono buoni, ora serve studiare ulteriormente gli aspetti applicativi di questa possibilità e fare sì che presto diventi appetibile per le industrie.

Ecco anche un interessante video:

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