Bioedilizia

Tufo: cos’è, caratteristiche e principali impieghi

Scopriamo il materiale da costruzione più utilizzato in Italia

Il tufo è un materiale frequentemente utilizzato per la realizzazione di muretti, recinzioni, ed anche come rivestimento di pareti sia esterne che interne. Dall’aspetto granuloso, il tufo è anche molto poroso. Poiché aderisce molto bene alla malta, viene spesso impiegato anche nell’edilizia moderna. Di origine vulcanica, il tufo costituisce un materiale tecnico, antisismico non cancerogeno.

Tufo: cos’è, caratteristiche e principali impieghi

Che materiale è il tufo

Di origine vulcanica, il tufo è un materiale da costruzione molto diffuso in Italia, in special modo nelle regioni del Centro-Sud, dove infatti è considerato come il materiale più usato per realizzare qualsiasi genere di costruzione. In ambito edile viene usato sotto forma di mattoni/blocchetti, così come anche sotto forma di lastre o di blocchi dalle dimensioni grandi.

A testimonianza dell’importanza storica di questo materiale in edilizia, in Italia abbiamo addirittura i cosiddetti “borghi del tufo”, borghi storici edificati su base di roccia tufacea, come per esempio la splendida Pitigliano (che potete vedere nella foto in apertura), Sorano (nota anche per le sue terme) e Sovana: il territorio delle città del tufo, l’Area dei Tufi, è dal 1996 tutelato anche grazie all’istituzione del Parco Archeologico del Tufo.

Che colore ha il tufo

Ha grana molto fine e un colore chiaro, simile al beige ma tendente al verdognolo per via della presenza di muffe che spesso compaiono sulla sua superficie.

Che tipo di roccia è il tufo

Dal punto di vista mineralogico, il tufo rientra nella classe di rocce piroclastiche eruttive, eccezion fatta per i tufi calcarei di origine sedimentaria.

In pratica, i vari tipi di tufo sono costituiti da polveri, brandelli vetrosi, cristalli… che col passare del tempo si sono accumulati come sedimenti incoerenti a seguito di eventi eruttivi, e poi rinsaldati fra loro in un secondo momento a causa di trasformazioni chimico-fisiche avvenute durante e dopo la deposizione.

tufo
Un’antica muratura in tufo: si nota immediatamente la porosità del materiale.

Come viene estratto

Per secoli, l’estrazione del tufo è avvenuta secondo un sistema denominato “letti di cava”, assecondando cioè i naturali piani di sedimentazione della roccia. Una volta liberato il banco dal materiale non utilizzabile presente in superficie (vegetazione, terreno inutilizzabile etc…), i cavamonti, chiamati anche “zoccatori”, stendevano una corda per tracciare il solco profondo quasi 30 cm. Con un ramo d’olivo si segnava quindi l’altezza del blocco e si praticavano delle incisioni cosiddette “finte”. A questo punto, inserendo nel solco fatto prima dei cunei di pietra o facendo leva con un palo di ferro, il blocco veniva staccato dal piano di cava.

Fino agli anni ’50 del Novecento, l’estrazione veniva effettuata completamente a mano, utilizzando strumenti rudimentali. Poi, dalla metà del secolo scorso, l’estrazione della pietra ha cominciato ad essere effettuata tramite l’impiego di macchinari.

Una volta preparato un piano di scavo livellato, lo si incide ad una profondità di 25 cm circa eseguendo solchi paralleli con una sega a disco verticale dentata, che che crea solchi distanti fra loro 50 cm. Dopodiché entra in azione la macchina scalzatrice, che taglia la pietra in senso orizzontale. A questo punto, i blocchi vengono estratti per poi essere trasportati in altro luogo.

Tipologie

In base all’area e al luogo di estrazione, esistono vari tipi di tufo.

  • Calcareo: costituito in prevalenza da calcite o dolomite, viene originato tramite deposito concrezionale di acque calcarifere
  • Basaltico: presenta struttura brecciata, spesso fossilifera, con intrusioni laviche. Tipico delle aree alpine e prealpine dell’Italia del Nord-Est
  • Diabasico: ha profonde alterazioni chimiche e dinamiche
  • Porfirico: presenta un aspetto ben cementato e compatto, con frequenti presenze di piccolissimi frammenti vetrosi
  • Cristallino: simile ai tufi porfirici ma senza però la presenza vetrosa
  • Porfiritico melafirico: in genere associato a rocce eruttive, di frequente presenta inclusioni di algite e leucite- In base alla zona di estrazione ha colore bigio (tipico delle Alpi Carniche) o rossastro (varietà dei Colli Albani)
  • Liparitico: ha struttura pomicea con abbondanti componenti vitrei
  • Trachitico: tipico delle zone Flegree, presenta grana e aspetto variabile, con intrusioni di lave antiche frequenti
  • Palagonitico: varietà di tufi basaltici caratterizzati da tessitura amorfa o criptocristallina, di colore bruno o giallastro
  • Pomiceo: varietà giallastra dei tufi trachitici, con frequenti intrusioni di pomice

Cosa sono i mattoni di tufo

Il tufo è un materiale costituito da roccia vulcanica. Si viene infatti a creare a seguito del deposito di lapilli di eruzioni vulcaniche, dalla granulometria variabile compresa fra 0,25 mm e 3,2 cm. Tale roccia, a seconda dell’utilizzo che ne viene fatto, viene tagliata in blocchi, che sono una sorta di mattoni.

Proprietà

Il tufo presenta numerose caratteristiche tecniche:

  • leggerezza
  • varietà cromatica
  • resistenza
  • lavorabilità

Proprio queste proprietà, lo rendono un materiale adatto per svariati contesti costruttivi.

Per cosa viene utilizzato il tufo

Per via delle sue caratteristiche, il tufo è indicato per la realizzazione di strutture leggere ma comunque resistenti e dalla elevata compressione. Vediamo ora nello specifico alcuni ambiti di utilizzo del tufo:

  • murature portanti sia interne che esterne
  • muretti
  • recinzioni
  • rivestimento di pareti esterne ed interne
  • decorazioni di case, giardini e monumenti

Come si utilizza il tufo

Per realizzare un lavoro di muratura, comprensivo di struttura e pareti, occorre avere a disposizione blocchi di grandi dimensioni, in modo da riuscire ad eseguire il lavoro in tempi rapidi ed avere al tempo stesso una buona resa estetica.

Se si utilizza il tufo litoide, è possibile costruite murature anche senza legante, sistemando i vari elementi, giustapponendoli fra loro, meglio se inumiditi con dell’acqua per rimuovere eventuali particelle fini nei pori.

In alternativa, i blocchi di tufo vengono messi in opera assemblandoli fra loro con malta composta da un acqua, sabbia e un materiale legante.

Come si puliscono le pietre di tufo

In commercio esistono detergenti specifici, a base alcalina, adatti per la pulizia delle pietre in tufo. Tali prodotti detergenti vanno diluiti in acqua abbondante e poi applicati sulla superficie da pulire con un pennello oppure a spruzzo.

Quanto è resistente il tufo

Dal punto di vista meccanico, il tufo viene considerato una pietra tenera. Inoltre, la sua resistenza alla compressione e le sue caratteristiche sia fisiche che meccaniche variano in base a vari fattori, come la cava stessa e il livello da cui il materiale è stato estratto.

Dove si acquista

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Approfondimenti tematici

Sempre in tema ambito edile, potresti reperire altre utili informazioni nei seguenti articoli:

Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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