Come usare l’aria condizionata correttamente e… risparmiare!

di Luca Scialò del 22 maggio 2017

Usare l’aria condizionata in modo efficiente ed economico nei vari ambienti è importante, per evitare spiacevoli problemi di salute collegati ad un cattivo utilizzo e per risparmiare sulla bolletta.

Ma siete sicuri di sapere come usare il condizionatore correttamente? Nelle estati torride, specie nei centri urbani maggiormente soggetti all’afa, questo elettrodomestico diventa per molti quasi irrinunciabile. Un fedele alleato nella guerra al caldo.

Molti però non sanno che usarlo male provoca danni alla propria salute ed all’ambiente. Si generano consumi elettrici eccessivi che si riversano sulle bollette e sul nostro bilancio familiare (o individuale).

Non si accende l’aria condizionata quando fa caldo, indipendente dall’ora del giorno e sena o controllo. Rischiamo di spendere molto di più e rendere questo elettrodomestico poco efficiente. Eccovi una serie di consigli utili e mai scontati che non tutti conoscono.

  • Mattina e sera niente condizionatori. Usate i condizionatori d’aria solo nelle ore più calde del giorno e solo nei casi di necessità reale.
  • Spegnete se non serve. Non tenetelo acceso per abitudine o fino a tarda sera se non fa caldo e se non siete presenti in una stanza o in casa.
  • Chiudete porte e finestre. Per evitare che l’aria fredda esca dalla casa o entri aria calda è bene tenere le aperture di casa chiuse e, se possibile, le tapparelle abbassate.
  • Evitare dispersione di calore. Evitate che entri calore attraverso le finestre. Potete farlo con tende parasole o abbassando le tapparelle. Un buon metodo per impedire al calore è applicare ai vetri pellicole solari. Sono speciali pellicole in poliestere che bloccano il calore e i raggi UV lasciando passare la luce. Sono in grado di bloccare fino all’80% dell’energia solare.
  • Deumidificare. Un buon metodo per alleviare il calore senza raffreddare troppo l’ambiente è usare la funzione di deumidificatore (non tutti i condizionatori aria hanno però questa funzione). L’umidità ottimale è tra il 40% e il 60%.
  • No al forno. Evitate di usare elettrodomestici che producono calore (lavastoviglie, lavatrice…) nelle ore calde del giorno.

Il modello giusto per la vostra casa

Ad ogni casa il suo modello. Prima di procedere all’acquisto valutate attentamente le caratteristiche tecniche dell’apparecchio e scegliete quello che, per dimensioni e prestazioni, meglio si adatta all’ambiente da refrigerare.

Sceglietelo della giusta potenza. Utilizzare macchine di potenza non superiore alle esigenze, con classe di efficienza elevata e dotate di inverter.

I modelli ad alta efficienza sono tutti classificati con la lettera A, ma a causa di una normativa non proprio stringente, l’indice di efficienza fissato a 3,2 kW non è indicativo delle reali prestazioni: in poche parole, ci sono apparecchi che raggiungono appena questo parametro e altri che lo superano e di molto. Occhio dunque alle etichette.

La progettazione

Una progettazione intelligente prevede che l’aria possa circolare senza problemi. Non devono esserci split dietro colonne, mobili o troppo attaccati ai muri.

Altro passo fondamentale è il corretto posizionamento dell’unità esterna. Un po’ come il frigorifero, infatti, il climatizzatore prende calore da un ambiente più fresco per poi cederlo ad uno più caldo: ecco perché è meglio collocare l’unità esterna in un punto all’ombra e proteggere vetri e vetrate dalla luce diretta del sole.

Se è possibile, dunque, meglio posizionare il compressore esterno in una posizione che resta all’ombra per la maggior parte del giorno. Al sole si arriva a consumare fino al 5% in più di energia rispetto a quelli all’ombra.

E infine, ricordate di recuperare la condensa. Assicuratevi che l’acqua prodotta dalla condensa sia evacuata senza problemi. Ricordate che è acqua distillata, perfetta dunque per stirare.

Una corretta manutenzione

Una corretta manutenzione garantisce prestazioni ottimali. Ricordate di pulire il filtro dell’aria ogni due mesi se utilizzate l’apparecchio in maniera continuativa, anche come pompa di calore, e la serpentina refrigerante una volta all’anno. Questo controllo annuale permette di tenere i condizionatori a una temperatura meno bassa per raffreddare di più e fa consumare meno.

Sempre annualmente è necessario far controllare da un tecnico il livello del gas refrigerante.

In generale, tenete presente che attività come programmare il condizionatore, scegliere la funzione ‘dry’ e provvedere alla manutenzione annuale dell’apparecchio, possono farvi risparmiare fino a 150 euro all’anno.

Analogamente, in inverno, il risparmio ottenibile da un riscaldamento programmato a 19° (anziché 20-21°) equivale ad un possibile risparmio medio di ben 120 euro.

aria condizionata

Un suggerimento fondamentale

Sembra banale, ma è invece fondamentale. Anzi, è il principio base di come usare l’aria condizionata correttamente.

Non esagerate con la differenza tra la temperatura esterna e quella interna.

La temperatura ideale all’interno è 5 o 6 gradi più bassa di quella esterna. Una temperatura più bassa fa anche male alla salute. La temperatura nell’ambiente domestico dovrebbe essere intorno a 25-27°C.

Valori inferiori quando fuori fa caldo causano un aumento eccessivo dei consumi energetici ed espongono a bruschi sbalzi termici. Anche perché impostare la temperatura sempre a 18° è dannoso per la salute (oltre che per il portafoglio!).

Meglio quindi impostare la giusta temperatura, magari utilizzando il timer e quando possibile deumidificare anziché condizionare. In quest’ultimo caso il risparmio medio annuale è di ben 85 euro.

I rischi di un utilizzo sbagliato dell’aria condizionata

Riallacciandoci a quest’ultimo punto, occorre dire che a causare guai, comunque, non sono solo le temperature troppo basse. Altri rischi per la salute derivano dai filtri che, se sporchi o non efficienti, possono veicolare agenti dannosi: allergeni, come pollini o polveri, ma anche batteri e virus, come quelli del raffreddore.

Un esempio tipico è quello della Legionella pneumophila, un batterio che deve il nome proprio a un’epidemia acuta che nel 1976 colpì, in un albergo di Filadelfia, un gruppo di veterani proprio perché nell’albergo non erano stati puliti i filtri dell’aria condizionata.

L’infezione da legionella può dare una forma più lieve, con malessere generale e cefalee seguiti da febbre che si risolve in pochi giorni, oppure una malattia più grave accompagnata anche da tosse e talora sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci. In Italia si registrano, mediamente, qualche centinaio di casi ogni anno.

Nella maggior parte dei casi i filtri si sfilano facilmente e si possono lavare con acqua e sapone di Marsiglia, lasciandoli poi asciugare all’aria e al sole. Esistono anche filtri che si rigenerano al sole, come quelli alla zeolite e filtri a carbone attivo che vanno semplicemente spazzolati.

Informazioni dettagliate possono comunque essere reperite, per ciascun apparecchio, nel manuale di istruzione o dal rivenditore.

Consumo dell’aria condizionata

Parlando dell’aria condizionata, non si può non toccare l’aspetto del consumo di elettricità. 

Lo sapevi? Alzando la temperatura del condizionatore di 1 grado si risparmia il 7% di energia elettrica.

In generale va detto che i condizionatori sono tra gli elettrodomestici quelli più energivori, al pari degli scaldabagni elettrici. Inoltre, il consumo è legato alla loro potenza assorbita. 

Un condizionatore portatile da 8.500-9.000 BTU consuma circa 900 watt.

Una casa molto surriscaldata può aumentarne i consumi. E questo può avvenire se ci sono:

  • fonti di calore interno per l’uso di altri elettrodomestici che generano calore (forno acceso, asciugatrice)
  • l’abitazione è poco isolata
  • il caldo esterno è molto elevato
  • ci sono diverse persone presenti, perché ciascuna è fonte di calore

Tra i vari condizionatori, quelli inverter consumano meno, ma sarà l’indice di efficienza energetica (indice EER o SEER) a dare informazioni sul reale consumo stagionale dell’elettrodomestico (in genere il dato medio annuo è 130 kWh).

Ipotizzando un assorbimento di 0,5 kWh, a fronte di un costo dell’energia elettrica pari a 0,2 Euro/kWh, in 10 ore spenderemo 2 euro che in una stagione estiva di 2 mesi diventano 120 euro. Ma è un valore spannometrico perché il reale consumo si abbatte dopo che l’aria condizionata ha portato la temperatura a regime, e non deve più abbassarla ma solo mantenerla.

Insomma, un condizionatore ci consente di avere un refrigerio più forte e immediato, e in fondo, fa anche più chic rispetto al classico e ormai superato ventilatore a soffitto. Ma a fronte dell’impatto che il primo ha sui consumi e sulla salute se utilizzato male rispetto al secondo, un ritorno al buon vecchio ventilatore a soffitto potrebbe giovarci e rinfrancarci lo stesso.

Leggi anche altri articoli sul condizionamento d’aria:

Outbrain

{ 1 comment… read it below or add one }

Edilnet agosto 14, 2015 alle 9:59 am

Abbiamo letto con piacere la vostra guida e abbiamo trovato molto interessante i punti che parlano della pulizia dei filtri e di fare attenzione con le temperature impostate , grazie della piacevole guida.
Saluti Team di Edilnet

Rispondi

Leave a Comment