Con SuperHomes Network si può ristrutturare casa per abbattere le emissioni CO2 del 60%

di Marco Grilli del 1 ottobre 2014

Anche quest’anno, durante la settimana europea delle energie sostenibili, l’UE ha conferito i premi del Sustainable Energy Europe and ManagEnergy Awards ai migliori progetti dedicati al risparmio energetico, alla tutela ambientale ed all’ottimizzazione dei costi. E tra i vincitori figura, nella categoria comunicazione un’interessante e originale iniziativa britannica, sostenuta dalla National Energy Foundation e denominata SuperHomes, per ristrutturare casa con interventi di efficienza energetica.

Obiettivo finale? Abbattere le emissioni di CO2 del 60% rispetto alle abitazioni tradizionali. Al momento del ritiro del premio, Gordon Glass della NEF ha dichiarato: «SuperHomes è un progetto britannico con un messaggio positivo, quello che vivere con un comfort a cinque stelle e basse emissioni di carbonio è possibile quando noi rinnoviamo le vecchie abitazioni di famiglia con l’energia in mente».

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Grazie a tale progetto, avviato nel 2007, sono stati recuperati e resi eco-compatibili ben 180 edifici di ogni epoca in tutta la Gran Bretagna. Numeri destinati ad aumentare, poiché oggi il portale web di SuperHomes conta ben 180mila visitatori all’anno, così che son già moltissime le persone che hanno deciso di intervenire per rendere più green le proprie abitazioni, con una spesa media di circa 3.000 euro a famiglia. Dati positivi frutto anche del proficuo lavoro svolto dai protagonisti di tale impresa, che organizzano giornate di visite gratuite (open day) alle proprie abitazioni sparse nel Regno Unito, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del risparmio energetico.

Attualmente l’85% della popolazione britannica può trovare una ‘super-casa’ nell’arco di 50 km da casa propria, ma sulla scorta degli ottimi risultati già ottenuti, la NEF punta al plausibile obiettivo futuro di ben 500 case rinnovate in senso ecologico.

Una tendenza che pare obbligata, se pensiamo che le abitazioni civili sono responsabili del 27% del totale delle emissioni di CO2 nel Regno Unito. Come sappiamo la lotta al cambio climatico passa principalmente attraverso il taglio dell’anidride carbonica e le case più antiche si ritrovano quindi di fronte ad un bivio: l’abbattimento con tutte le sue conseguenze negative in termini di costi e perdita d’identità, oppure la trasformazione all’insegna dell’eco-compatibilità. La seconda pare nettamente la via più percorribile, dato che nella sola Londra, ad esempio, vi sono zone quali Camden, Kensington e Chelsea dove quasi l’80%  degli edifici è stato costruito prima del 1919!

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Per riuscire a risparmiare energia e ridurre le emissioni servono una serie di interventi, basati prevalentemente sul ricorso agli impianti che sfruttano le fonti rinnovabili ed all’applicazione di tecniche di isolamento ad alta efficienza. In occasione degli open day, i proprietari delle superhome spiegano ai visitatori gli accorgimenti da mettere in pratica per trasformare una vecchia abitazione in una casa eco-friendly.

Tra i trucchi del mestiere rientrano: l’utilizzo di alcuni materiali ad alta efficienza come isolanti (aerogel, canapa, lana di pecora ecc); l’affidamento alle pompe di calore ad aria per il riscaldamento interno; il ricorso al fotovoltaico per generare acqua calda; l’adozione dei tripli vetri per l’isolamento; l’installazione d’impianti a LED per l’illuminazione; il continuo controllo e monitoraggio dei consumi energetici.

Il 96% degli ospiti delle superhome si è detto soddisfatto della visita, giudicandola come un ottimo mezzo per acquisire nuove conoscenze sul tema delle case eco-sostenibili. Questo progetto apre quindi nuove scenari sulla possibilità di vivere modernamente in vecchie dimore dal punto di vista green, mantenendo comunque inalterate le loro caratteristiche distintive, senza prescindere dal comfort e, non da ultimo, risparmiando sulle bollette energetiche.

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Già oggi alcune delle Superhome sono a zero emissioni e altre, seppur ancora poche, possono vantare un bilancio energetico positivo – ossia creano più energia di quanta ne consumino – con i benefici effetti sul clima che potete immaginare.

Nelle loro vesti di pionieri del risparmio energetico, i proprietari di una super-casa hanno già indicato la via per il futuro delle vecchie abitazioni.

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Davide ottobre 2, 2014 alle 10:59 am

“il ricorso al fotovoltaico per generare acqua calda”…??

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