Discarica di Roma: cosa si cela dietro il business rifiuti della Capitale?

di Luca Scialò del 21 settembre 2013

Roma resta ancora in alto mare per quanto concerne la gestione dei rifiuti. La discarica che ha servito Roma per oltre tre decenni chiude il 30 settembre e il nuovo sito scelto dalla’Amministrazione capitolina è sulla via Ardeatina, a Falcognana. Il commissario straordinario Goffredo Sottile, scelto dal governo Monti e confermato da Letta, ha individuato lo spazio che per i prossimi due anni dovrebbe raccogliere i rifiuti trattati di Roma, consigliando l’affidamento diretto alla società proprietaria del sito: la Ecofer ambiente srl.

Ma proviamo a conoscere più da vicino questa società.

Grazie ad una indagine de ‘Il Fatto Quotidiano’ possiamo raccontarvi la storia della Ecofer, una srl con un assetto societario simile a una matrioska: l’1% è controllato dall’imprenditore Valerio Fiori, mentre la società Aria srl, che ne detiene il 60%, e sua volta è controllata dalla Sofir al 95%. Il restante 39% della Ecofer è nelle mani di un’altra società fiduciaria, la Cordusio.

Il vero nodo della vicenda è la Sofir, nel 2012 si scoprì che tra i suoi clienti c’erano diversi personaggi che avevano portato milioni di euro all’estero ed è così stata soggetta ad una ispezione dell’unità contro il riciclaggio della Banca di Italia, con strascichi penali. Una delle persone di spicco della società è un certo Nicola Femia, arrestato lo scorso gennaio e ritenuto boss della ‘ndrangheta, con precedenti penali e sorvegliato speciale.

La vicenda Sofir è stata anche al centro anche di una interrogazione parlamentare. La Commissione parlamentare sulle eco-mafie aveva l’incarico di chiarire chi si celasse dietro una società a capitale pubblico.

A proposito di Falcognana, le cronache locali del Messaggero, nell’approfondimento sul caso, hanno riportato che la reale proprietà della Ecofer ambiente srl, potrebbe rimandare al gruppo abruzzese Maio, che da anni è attivo nel settore, e fa affari anche nel business dei rifiuti napoletani. Sarebbe la seconda società abruzzese coinvolta nell’affare spazzatura capitolino dopo quella dei Di Zio.

Anche qui non manca qualche grana giudiziaria: il patron Franco Maio è sotto processo per reati fiscali, rinviato a giudizio lo scorso dicembre.

Ma a parte questi intrallazzi societari in chiaroscuro, i romani sono contro anche la nuova discarica di Falcognana, con i residenti del quartiere che hanno protestato pure a Ferragosto.

Una nuova emergenza rifiuti è alle porte, dopo i casi Napoli, Reggio Calabria e Palermo?

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