Dopo Fukushima rischio-cancro aumentato: un rapporto dell’OMS desta preoccupazioni

di Erika Facciolla del 20 marzo 2013

Non c’è pace per la popolazione giapponese colpita dal terremoto e dallo tsunami più devastanti della sua storia che hanno causato 19.000 morti e dal successivo disastro nucleare di Fukushima. Quella serie di eventi catastrofici portò 160.000 persone a scappare dalla loro terra.

Questa volta a lanciare l’allarme è l’OMS che ha diffuso un rapporto inquietante sul rischio di cancro a cui gli abitanti delle aree contaminate dall’incidente della centrale potrebbero andare incontro, per la dispersione di sostanze radioattive a cui sarebbero stati e sono ancora esposti.

Tra chi viveva in prossimità dell’impianto e tra chi era in un’area più ampia ma è stato evacuato tardi – anche dopo 4 mesi- c’è un rischio superiore alla media di contrarre un tumore, rischio che aumenta nei soggetti più vulnerabili, i bambini: 7% di possibilità in più di sviluppare leucemie, 6% di avere tumori seno in età adulta, e possibilità molto alta di sviluppare forme tumorali a carico della tiroide essendo l’organo più esposto alle radiazioni.

Discordante il parere degli scienziati nipponici che – forse per sedare ulteriori allarmismi – minimizzano il pericolo contestando i dati  e le conclusioni a cui è giunto l’OMS e indicano in un rischio minimo per le dosi di radiazioni sostenute, la possibilità di avere forme tumorali.

Di sicuro, sottolineano gli esperti, occorrerà monitorare costantemente il grado di contaminazioni in persone, animali e luoghi prima di stabilire le reali conseguenze sulla salute umana, e bisognerà svolgere ulteriori analisi e follow-up.

Quel che è certo è che Fukushima passerà alla storia come il disastro nucleare più grave dopo Chernobyl.

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