Fukushima, aumentano le radiazioni. Possibile fissione esterna in corso?

di La Ica del 6 ottobre 2013

E’ sempre allarme a Fukushima, dove una perdita d’acqua 6,700 volte più radioattiva dei limiti legali ha riportato sulle prime pagine dei giornali internazionali l’impianto nucleare fortemente danneggiato dallo tsunami e dal terremoto del Marzo 2011.

Anche lo scorso mese nuovi livelli di radiazioni sono stati ripetutamente rilevati durante le ispezioni all’impianto di proprietà della TEPCO: “Il 31 agosto è stato rilevato un picco improvviso di 1,8 Sieverts (l’unità di misura internazionale delle radiazioni) all’ora. Il 2 di settembre ne è stato rilevato un altro, in un serbatoio vicino a quello precedente, a 1,7. A queste dosi, parliamo di morte certa entro 2-4 ore.” ha dichiarato il Professor Christopher Busby, Segretario Scientifico della Commissione Europea per il Rischio Radiazioni, ai microfoni di Russia Today.

Escluderei si tratti di una perdita dai serbatoi“, ha continua Busby “L’acqua dell’Oceano Pacifico sembra ribollire, in realtà sta evaporando. Questo è il sintomo del fatto che qualcosa sta reagendo non all’interno dei reattori bensì fuori, accanto all’acqua. Si sta avendo una fissione nucleare sotto l’acqua“.

La Società Giapponese per la Regolamentazione Nucleare, ha riportato il livello di allarme a 3, che sulla scala internazionale indica: ‘un grave incidente’.

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Ogni giorno vengono fatte scorrere 400 tonnellate di acqua, per fermare le presunte perdite dai serbatoi. Questa mole enorme d’acqua, che viene contaminata al passaggio sui reattori, viene stoccata in serbatoi perché non può più essere riutilizzata, se è vero che vi siano delle perdite, queste finiscono nelle falde acquifere e quindi nell’Oceano. Campioni d’acqua freatica sono stati recentemente prelevati nei dintorni dei serbatoi di stoccaggio dell’acqua, mostrando elevatissime tracce di radioattività: 3.200 becquerel per litro, quando i limiti governativi sono di 100 becquerel per kg nel cibo e 10 becquerel per litro nell’acqua da bere. Numeri esorbitanti che annunciano l’ennesima catastrofe naturale internazionale.

La TEPCO, l’azienda, ora nazionalizzata alla quale è stato affidato il compito di occuparsi del raffreddamento dei reattori, sembra essere in affanno.Nel frattempo, c’è anche che il governo giapponese è riuscito a farsi assegnare l’organizzazione delle Olimpiadi estive del 2020, a detta di alcuni commentatori minimizzando la gravità della situazione presso gli impianti di Fukushima.

C’è qualcosa che la comunità internazionale può o dovrebbe fare? “Sì, avrebbero dovuto” continua Busby, “dato che una catastrofe nucleare non è solo un affare locale. È inutile tenere le dita incrociate e sperare per il meglio, bisogna agire. Se sta accadendo ciò che sospetto, Tokyo dovrà essere evacuata al più presto; almeno fino a 100 kilometri da Fukushima“.

Insomma, Fukushima si conferma come la triste regola che caratterizza la storia del nucleare: non possiamo parlare solo di tecnologia, ma anche di errori umani e gli errori umani purtroppo avvengono ancora. A quale costo la tecnologia nucleare intende risolvere il problema della penuria energetica?

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