Il Geoparco del Beigua: un Tuffo bio nella preistoria

di Claudio Riccardi il 18 luglio 2011 · 0 commenti

Tra le molte attrattive che propone l’Alta Via dei Monti Liguri, non possiamo di certo tralasciare il Parco Regionale del Monte Beigua. Con i suoi 8.715 ettari, divisi tra le province di Genova e Savona, il comprensorio rappresenta la più vasta area protetta della Liguria. Si estende parallelamente alla costa, con cime che superano abbondantemente l’altitudine dei 1000 metri, raggiungendo quota 1287 con il monte Beigua, da cui prende il nome tutta la zona.

Evidente si presenta il contrasto tra i due versanti: quello meridionale è caratterizzato da un paesaggio roccioso ed aspro, reso tale dai venti mediterranei e interrotto da cascate o specchi d’acqua chiarissima. Scollinando in direzione nord, invece, il territorio assume forme più dolci,  il clima si fa continentale, boschi rigogliosi e praterie scendono fino a valle disegnando preziose zone umide, come la Torbiera del Lajone.

Parco del Beigua, la cascata del serpente

Parco del Beigua, la cascata del serpente. Clicca sull'immagine per altre foto del Parco Del Beigua

I numeri nel carniere sono di assoluto rispetto: 500 km di rete escursionistica, 26 km di crinali montuosi dal Colle del Giovo al passo del Turchino, 3 Siti di importanza comunitaria, 1 Zona a protezione speciale, 1 zona a protezione integrale, 3 foreste demaniali, a Deiva, Lerone, e Tiglieto. Dal 2005, inoltre, il Beigua ha ricevuto dall’Unione Europea il titolo di  Geoparco, in virtù del raro,  ricco e ben conservato patrimonio geologico e geomorfologico.

Lungo i crinali si possono apprezzare diverse tipologie di rocce, forme e processi di notevole valore scientifico. L’area è caratterizzata da una grande estensione di ofioliti, che rappresentano un frammento di un originario bacino oceanico giurassico, come se ne vedono ben pochi sul resto dell’arco alpino e  in Europa. Presenze diffuse sono anche quelle di fossili e depositi periglaciali, testimonianze visive dell’attuale modellamento fluviale, come i terrazzi che registrano le variazioni del livello marino presenti nella fascia costiera tra Arenzano e Varazze. Qua e là affiorano poi decine e decine granati, siti mineralogici inseguiti da appassionati di tutto il mondo.

Forte di queste attrattive, il comprensorio offre diverse opportunità di fruizione: percorsi a tematismo naturalistico, aree verdi attrezzate, visite guidate, attività didattiche e divulgative presso i centri di interpretazione, iniziative di ricerca scientifica, corsi di formazione specialistica, programmi educativi. I visitatori possono scegliere il periodo più adatto e le diverse opportunità di soggiorno presenti nel territorio: dai rifugi ai ripari non custoditi, dalle aziende agrituristiche Biologiche, agli alberghi collocati nel cuore dell’area protetta, passando per le numerose locande e bed&breakfast frequenti nell’entroterra e le più comode strutture nei Comuni costieri.

Il Parco del Beigua vanta la più estesa rete escusionistica della Liguria, con oltre 500 km di sentieri, e la possibilità di  praticare attività sportive a contatto con la natura come la mountain bike, l’equitazione, l’alpinismo e il canyoning.

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