Lo sfruttamento delle acque minerali svenduto alle multinazionali

di Luca Scialò del 24 luglio 2014

L’acqua in bottiglia è un business che in Italia supera il giro d’affari di 2,3 miliardi di euro, nelle mani di 156 società e 296 diversi marchi. Un vero e proprio Lo sfruttamento delle acque minerali svenduto alle multinazionali.

Infatti il profitto è a fronte di costi irrisori: le aziende imbottigliatrici, infatti, hanno un costo in media di 1 euro ogni 1.000 litri, ovvero, appena 1 millesimo di euro per litro imbottigliato. Il 90% del prezzo di una bottiglietta d’acqua minerale è legato alla produzione della bottiglietta, al trasporto, alla pubblicità e al margine.

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Come mai il costo è così basso? A causa di canoni di concessione per le acque minerali stabiliti dalle Regioni estremamente bassi, perfino in aree dove vi sono difficoltà di approvvigionamento idrico.

Eppure nel 2006 la Conferenza Stato-Regioni aveva provato a mettere ordine nel settore con un documento di indirizzo che proponeva canoni uniformi con l’obbligo di pagare sia in funzione degli ettari dati in concessione sia per i volumi imbottigliati, indicando come cifre di riferimento almeno 30 euro per ettaro e un importo tra 1 -2,5 euro per mc imbottigliato.

Le Regioni che concedono canoni più irrisori sono il Molise, la Provincia autonoma di Bolzano, l’Emilia-Romagna e la Sardegna. Seguono Basilicata, Campania e Toscana.

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Al di là dell’aspetto meramente economico, vi è anche la ricaduta ambientale. L’imbottigliamento di acqua minerale inquina sia per la produione che per l’uso di bottigliette di PET, che poi vengono lasciate spesso per terra e non sono biodegradabili, sia per il trasporto, tutte attività che incidono sull’emissione di CO2.

Per capirci, nel 2014 sono state infatti utilizzate oltre 6 miliardi di bottiglie di plastica da 1,5 litri, per un totale di più di 450mila tonnellate di petrolio utilizzate e oltre 1,2 milioni di tonnellate di CO2 emesse.

Insomma un settore da riformare assolutamente con vere e proprie leggi. E non con accordi che poi nella sostanza non vengono rispettati.

Ma perché comunque pagare quando si potrebbe avere acqua gratuita dalla rete idrica, dalle fontane pubbliche? Eppure gli italiani continuano a preferire la bottiglia. Nel 2012 si acquistavano 192 litri d’acqua minerale per abitante, una bottiglietta da mezzo litro al giorno a testa, portando l’Italia ai primo posto in Europa come consumo di acqua minerale.

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