Mobilità sostenibile, forse in treno da New York a Parigi dal 2030

di Marco Grilli del 9 marzo 2014

La Guerra Fredda pare ormai un lontano ricordo, relegato ai manuali scolastici. Usa e Russia sembrano interessate a realizzare un sogno coltivato oltre un secolo fa dallo zar Nicola II: un collegamento ferroviario.

L’idea è quella di realizzare un tunnel sotto lo stretto di Bering per dar vita ad un itinerario ad una lunga strada ferrata che consenta di collegare, agli estremi, le città di Parigi e New York, avvicinando così due nazioni che si sono confrontate così aspramente lungo tutto il “secolo breve”.

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Un progetto così faraonico necessiterebbe naturalmente di un investimento molto importante. Si calcola che solo per realizzare il tunnel sotto lo stretto di Bering, della lunghezza di circa 100 Km, occorrerebbero ben 12 miliardi di euro, per difetto. La spesa totale per la realizzazione dell’opera raggiungerebbe invece una cifra impressionante: 75 miliardi di euro!

Chissà se stavolta verrà veramente alla luce questa ferrovia transcontinentale che mira a rivoluzionare il mondo dei trasporti, attraverso quei binari che uniranno il ‘Vecchio Continente’ al ‘Nuovo Mondo’. In realtà, son già diversi anni che trapela questa notizia capace di colpire l’immaginario collettivo, ma ad aggi nulla è stato realizzato.

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Secondo le ultime indiscrezioni, però, i russi sarebbero seriamente interessati a realizzare il treno capace di raggiungere in 15 giorni la Francia da New York. Naturalmente, questa imponente strada ferrata avrebbe importanti ricadute non solo sul movimento passeggeri e merci da un continente all’altro, permettendo un notevole risparmio di emissioni di CO2 legate all’intenso traffico aereo che oggi viaggia sull’Oceano Atlantico.

Alla luce dei suoi interessi economici, già dal 2007 il Cremlino aveva pensato all’ipotesi di finanziare un’opera così grandiosa. Quattro anni dopo filtrò la notizia che la Russia sarebbe stata pronta a stanziare 65 miliardi di dollari per il progetto, mentre nel 2012 fu lo stesso presidente delle ferrovie russe, Vladimir Yakunin, a rivelare ad un giornalista che in un periodo dai 3 ai 5 anni sarebbe stato deciso definitivamente se metter mano all’opera o meno. Non prima di aver confessato il forte interesse per lo sviluppo delle aree più orientali del Paese.

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Qualora i lavori fossero veramente ufficializzati e partissero rapidamente, occorreranno però tempi lunghi per la conclusione dell’opera, che nelle ipotesi più ottimistiche potrebbe vedere la luce solo nel lontano 2030. Chissà, forse solo i nostri eredi saranno in grado di compiere questa mirabolante avventura di due settimane, che potrebbe catapultarli, via terra e all’interno di un vagone ferroviario, dal cuore della vecchia Europa al centro della città più famosa degli Usa…

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