Fritjof Capra e la visione sistemica: natura e società sono integrate

di Luca Vivan del 9 giugno 2014

Natura e società possono essere integrate nella visione sistemica di Fritjof Capra

Da decenni l’attuale modello di sviluppo suscita allarmi e critiche. Autorevoli voci si sono levate per ricordarci dei rischi di uno sfruttamento irresponsabile delle risorse naturali. Fritjof Capra, fisico e ricercatore austriaco, si è spinto oltre affermando che serve una visione diversa della vita, che sappia cogliere l’interconnessione di tutti gli aspetti, da quello prettamente ambientale a quello psicologico. Una visione dove natura e società sono integrate.

Ho avuto il piacere di essere presente alla presentazione del suo ultimo libro a Pordenone e di cogliere alcuni spunti che vorrei condividere.

Capra ha raggiunto la fama internazionale con un vero e proprio bestseller, “Il Tao della fisica“, in cui ripercorre i tentativi dello psichiatra Carl Jung e del premio Nobel per la fisica Wolfagang Pauli negli anni ’20 e ’30 del Novecento di creare una visione del mondo in cui scienza, psicologia e spiritualità convergono. Da allora ha deciso di mettere la sua ricerca professionale al servizio dell’ecologia.

Quello che emerge dai suoi studi è una visione del mondo non frammentato in singoli elementi isolati, come spesso accade nel pensiero comune e nelle scuole, ma come un sistema interconnesso di processi in continua evoluzione. Questo significa che l’essere umano è collegato alle piante, agli animali, alla terra e che il cambiamento di un parametro ha ripercussioni in tutto il sistema. Capra prosegue così  il filone di James Lovelock e della sua famosa “ipotesi Gaia” in cui il pianeta Terra è concepito come un unico organismo vivente, dove tutto, dai batteri al clima, concorre ad un equilibrio biologico.

Qual è il ruolo dell’essere umano in questa visione? E’ quello di creare e mantenere comunità ecologiche capaci di sostenere l’intera rete della vita. Capra parla di aziende e realtà sostenibili il cui fine non è la crescita del PIL ma un sostegno attivo alla creatività insita nei sistemi naturali, attraverso la responsabilità sociale ed ambientale delle imprese e un coinvolgimento attivo delle comunità.

Capra però ci avverte che il vero cambiamento può avvenire solo all’interno di noi, attraverso una presa di coscienza e la ricerca di un benessere olistico che rimette in discussione anche la medicina ufficiale, elementi che ci portano a comprendere che siamo parte di un sistema complesso e articolato, e che le nostre azioni possono incidere molto sulla realtà, nel bene e nel male. Per questo invita a sviluppare quello che chiama ecoliteracy ossia un “alfabetismo ecologico” che ci aiuti a comprendere meglio il mondo e l’ecodesign, ovvero la capacità di progettare strumenti e sistemi veramente sostenibili.

La situazione mondiale è grave, ci avverte Capra, ma l’essere umano ha tutte le capacità per invertire la rotta e diventare un valido sostegno alla creatività della Natura.

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