Orti urbani a Roma, sorgono al posto della tangenziale

di Erika Facciolla del 30 ottobre 2014

Come trasformare una ex-tangenziale in orti urbani a Roma. Questo sembra essere lo slogan perfetto per descrivere quello che si appresta a fare il Comune di Roma aderendo al progetto pilota ‘Coltiviamo la città’ grazie al quale un intero tratto in disuso e ormai dismesso della tangenziale est diventerà un modernissimo giardino agronomico di oltre 2 km di lunghezza per 20 di larghezza. Il progetto, nato nell’ambito di Agenda 21 della Carta di Aalborg, ha come obiettivo principale la riqualificazione delle aree urbane in stato di degrado e abbandono e la loro riconversione in ‘spazi sociali’, in aree sostenibili e verdi utilizzabili come luoghi di aggregazione sociale culturale e di attività agricole in ambito urbano.

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Da Batteria Nomentana fino ad arrivare a via Lorenzo il Magnifico, l’opera di riqualificazione progettata dall’associazione responsabile dell’iniziativa consisterà nella creazione di un giardino pensile di forte impatto estetico, al quale seguiranno attività didattiche, culturali e commerciali connesse e un muro verde ricoperto da piante rampicanti che fungerà da barriera isolante per l’inquinamento atmosferico e acustico.

All’interno del giardino ogni spazio sarà declinato ad attività agricole ben precise: ci sarà un’area dedicata a nonni e bambini, un’area agronomica gestita direttamente ed esclusivamente dalle scuole, il giardino dei meli dove si coltiveranno 16 tipologie di mele del Lazio, un fruttaio e un auditorium. Per arrivare al giardino capitolino più grande della città (52.000 ettari di superficie verde) si potrà utilizzare una nuova pista ciclabile creata ad hoc e un percorso pedonale.

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Un’occasione unica per la nostra capitale e per tutte le città italiane ed europee di riaffermare il valore delle risorse naturali in ambito urbano. Un passo significativo verso la riconversione delle aree urbane degradate tanto caldeggiata dall’Unione Europea. Si tratta di una chance concreta per rilanciare un modello di urbanizzazione sostenibile e di sviluppo ‘dal basso’ che possa offrire alla comunità un’opportunità di crescita socio-culturale davvero importante.

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