Piccoli e grandi elettrodomestici? Giacciono inutilizzati nei cassetti

di Claudio Riccardi del 15 novembre 2012

Acquistate, utilizzate, dimenticate perchè vecchie, rotte o non più necessarie. Riposte in cantine, stanzini, cassetti, a prendere polvere e conservare intatto il loro potenziale inquinante. E’ questo il destino in Italia di oltre 2 miliardi di apparecchiature elettriche ed elettroniche, le cosiddette AEE, che una volta giunte a fine vita si trasformano in RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) assolutamente da conferire nelle piattaforme di raccolta e smaltimento.

Purtroppo però, per pigrizia o leggerezza, i cittadini spesso non assecondano l’indicazione ma buttano i vecchi apparecchi tra la spazzatura generica, o peggio, li ‘dimenticano’ tra le mura domestiche. Per mesi, se non per anni.

Così dice uno studio realizzato dalla società Ipsos su mandato di Ecodom, il consorzio italiano recupero e riciclo elettrodomestici. In casa rimangono soprattutto i condizionatori portatili, l’asciugatrice ed i boiler elettrici, tra i grandi elettrodomestici, il trapano e le vari macchine per pane, yogurtiere, friggitrici, tra i piccoli.

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L’allergia ‘a disfarsi’ di queste apparecchiature, anche ingombranti, coinvolge inoltre  le vecchie TV a tubo catodico, le tastiere musicali, i videoregistratori a cassetta, oppure oggetti che solitamente popolano i bagni, come spazzolini elettrici e  rasoi.

E così il 19% delle apparecchiature comprate da una famiglia risulta non utilizzato: una triste forma del consumismo sfrenato della nostra epoca. In realtà tra questi aggeggi c’è un potenziale tesoro di materie prime, che destinate al riciclo e reinserite nel ciclo produttivo, permetterebbero un notevole risparmio.

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Ma il’italica indolenza e  – consentiteci il termine – superficialità si traduce in cumuli di RAEE che alcune volte, vengono gettati in piazzole, abbandonati sul ciglio della strada e nei boschi o in una scarpata, dopo aver soggiornato anni negli angoli bui delle abitazioni.

Per fortuna, un dato attenua questa tendenza: nel 2011 l’acquisto di nuove apparecchiature è drasticamente crollato. Un -72% che va ascritto alla fase di crisi economica e dei consumi.

Una singolare ancora di salvataggio.

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