In Puglia parte il recupero di edifici industriali dismessi per darli ai giovani

di Roberta Razzano del 5 settembre 2014

In un momento economico così complesso cambiare la prospettiva sembra l’unica cosa da fare; ecco allora che in Puglia parte il progetto per il recupero di edifici industriali dismessi da destinare ai giovani. Un modo per rivalutare risorse altrimenti abbandonate e recuperare la piena potenzialità di luoghi in cui, prima, si vedevano solo problemi: una soluzione sostenibile per un cambiamento efficace.

In questa ricerca di controtendenza nasce, in Puglia, il programma per le Politiche Giovanili ‘Bollenti Spiriti’, un progetto che si propone di fare delle nuove generazioni un propulsore per la rinascita sociale e culturale della regione.

All’interno il progetto si dirama in campi diversi: dai BarCamp (incontri ed eventi pubblici dedicati alla creatività e all’attivazione giovanile) ai Cantieri della Legalità (riutilizzo dei beni sottratti alla criminalità allo scopo di diffondere il concetto di legalità tra i giovani) .

Scopri questo progetto: Se il cinema era un’area industriale dismessa: ecco il nuovo cineporto di Lecce

Tra le numerose attività ed iniziative proposte, però, forse la più impegnativa ed ambiziosa è quella del finanziamento dei Laboratori Urbani, che ha inserito, nell’ottica della riqualificazione,  un intenso sistema di recupero di immobili dismessi.

Con l’intrigante slogan – ‘vecchi edifici per giovani idee’ – la regione Puglia apre le porte alle capacità imprenditoriali e creative di organizzazioni giovanili ed associazioni che hanno voglia di mettersi in gioco e  scommettere sul proprio futuro.

Con un investimento di oltre 50 milioni di euro (40 dei quali stanziati dalla regione) 151 immobili dismessi, come scuole in disuso, siti industriali abbandonati, ex-monasteri, mattatoi, mercati e caserme, vengono recuperati per diventare nuovi spazi pubblici per promuovere arte e cultura, creare luoghi d’incontro, recuperare le tradizioni e soprattutto dare prospettive per il futuro sfruttando ciò che i giovani hanno da dare: energia, creatività ed entusiasmo.

Leggi anche: Spazi pubblici abbandonati ridisegnati come nuovi paesaggi

La gestione degli spazi di questi il recupero di edifici industriali dismessi è affidata, attraverso bandi pubblici, ad imprese ed associazioni il cui fine ultimo sia comunque la rinascita sociale attraverso la cultura; un utile esempio può essere Ex-viri.

Nata dal recupero di un’autorimessa per i camion per la raccolta dei rifiuti (ditta Viri, appunto) la ex-viri è stata creata da un’associazione temporanea d’impresa che si propone di ‘dare spazio al possibile’ senza porre limiti alla creatività, privilegiando teatro, musica e cinema.

Corsi di scultura o per la realizzazione di gioielli, laboratori didattici, campi estivi, contest fotografici ed eventi di vario genere (musicale, teatrale, cinematografico) fanno di questo luogo un ‘centro di incubazione creativa’ (come l’hanno definito i suoi ideatori) in cui passare il tempo significa crescere culturalmente, espandere i propri limiti mentali, sviluppare una sensibilità verso ciò che è bello, tutte caratteristiche che rendono l’essere umano più ricco interiormente e capace di affrontare il futuro in maniera  più consapevole positiva e propositiva. Questo significa recupero.

Non ci resta che sperare che quella di Exviri sia una realtà a cui seguano tante altre e che la Regione Puglia venga presa d’esempio da tutte quelle regioni che vedono i propri giovani con le mani legate, costretti a partire o ad affrontare un futuro sempre più senza prospettive.

{ 1 comment… read it below or add one }

Stella settembre 8, 2014 alle 3:50 pm

Questa si che e´un ottima idea; cosi´si rida´vita a quei edifici abbandonati. Líniziativa e´davvero bella, sicuramente sarebbe anche un´ottima attrazione turistica e quindi entrate anche per la regione. La cosa piu´bella e´che a farne uso saranno i giovani (il futuro di una nazione); loro con le loro idee, sapranno sicuramante creare dei progetti volti ad incentivare la cultura e l´aumento delturismo.

Rispondi

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *