Verbania e il biodiesel

di Erika Facciolla del 4 febbraio 2013

Produrre biodisel utilizzando i rifiuti per far muovere un’intera rete di bus pubblici. È questa la sperimentazione promossa da VCO Trasporti (l’azienda del trasporto pubblico locale), in collaborazione con GreenLab e NanoiService, che consolida la leadership del comune piemontese in tema di sostenibilità e la sua fama di città più ‘green’ del Bel Paese.

Non che i rifiuti siano un problema, perché a Verbania la raccolta differenziata riguarda il 63% del totale prodotto in un anno, e già il 12% della frazione organica (12.000 tonnellate l’anno) viene impiegato in appositi impianti di compostaggio. Non contento dei numerosi traguardi e primati raggiunti grazie alle virtuose politiche ambientali messe in campo, lo splendido centro piemontese affacciato sul Lago Maggiore e capoluogo della provincia Verbano-Cusio-Ossola, ora vuole essere pioniere della sperimentazione di nuovi carburanti ecologici ottenuti dai rifiuti organici.

La prima fase di studio del ‘greendiesel’ è già terminata e la VCO – la prima in Italia ad aver promosso una simile iniziativa – è convinta che in poco tempo il biocarburante potrà sostituire i combustibili tradizionali per alimentare il parco macchine (50 mezzi che coprono 1.800.000 km/anno) e snellire ulteriormente la gestione dei rifiuti in tutto il comprensorio con enormi vantaggi economici e ambientali.

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Il processo produttivo del biocarburante si articola in due fasi: la trasformazione dei rifiuti in bio-olio (già terminata con successo) e quella del bio-olio in ‘greendiesel’. Tutto ciò farebbe di Verbania un interessante laboratorio di sperimentazione in chiave di sostenibilità e comporterebbe un significativo abbattimento dei livelli di Co2, dei costi di smaltimento dei rifiuti organici e degli investimenti necessari all’acquisto di carburante fossile.

Che sia la prova di come, anche in materia ambientale, l’Italia possa essere una fucina di idee, innovazione ed eccellenze ‘green’ ?

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