Bioedilizia

CasaClima Classe A: 5 vantaggi che aumentano il valore della tua casa

Una certificazione che è sinonimo di buon comfort termico in casa senza sprechi energetici

In un cantiere edile, quando si parla di certificazione CasaClima Classe A, spesso si pensa automaticamente a edifici a basso consumo energetico. Tuttavia, dietro questa etichetta si nasconde un mondo di parametri tecnici e benefici che è fondamentale comprendere a pieno. Soprattutto in un periodo di caldo estivo che è soggetto a caldi sempre più estremi, garantire un ambiente interno confortevole senza sprechi energetici diventa essenziale.

CasaClima Classe A: 5 vantaggi che aumentano il valore della tua casa

Cosa significa certificazione CasaClima classe A

La certificazione CasaClima è un marchio di qualità che valuta l’efficienza energetica degli edifici. La Classe A rappresenta uno degli standard più elevati, sinonimo di un consumo energetico ridotto e di un impatto ambientale minimo. Per ottenere questa certificazione, un edificio deve rispettare criteri rigorosi.

  • Trasmittanza termica (U): inferiore a 0,20 W/m²K
  • Indice di prestazione energetica (IPE): massimo 30 kWh/m²a
  • Tenuta all’aria: verificata tramite blower door test

Questi valori indicano la capacità di un edificio di mantenere il calore all’interno durante l’inverno e di evitare il surriscaldamento estivo, riducendo la necessità di climatizzazione artificiale.

Infografica minimalista su CasaClima Classe A che spiega cos’è la certificazione, i vantaggi concreti per la casa e i principali passaggi per ottenerla

Vantaggi concreti di una casa in Classe A

Gli edifici certificati CasaClima Classe A offrono numerosi vantaggi. Primo fra tutti, il risparmio energetico che si traduce in una riduzione significativa delle bollette. Inoltre, questi edifici tendono a mantenere temperature interne più stabili, migliorando il comfort abitativo.

Un altro aspetto importante è l’aumento del valore immobiliare. Le case con certificazione CasaClima sono spesso preferite sul mercato per la loro efficienza e sostenibilità ambientale.

Una casa certificata in Classe A può ridurre i consumi fino al 50% rispetto a una casa tradizionale.

Infine, vivere in una casa energeticamente efficiente significa contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2, un passo importante verso la sostenibilità ambientale.

Come ottenere la certificazione CasaClima Classe A

Per ottenere la certificazione, è necessario seguire un processo preciso che coinvolge diverse fasi dalla progettazione alla costruzione. Un tecnico specializzato esamina il progetto e verifica che tutti i requisiti siano rispettati. Le fasi principali includono:

  • Progettazione: deve considerare orientamento, isolamento e sistemi di riscaldamento e raffreddamento efficienti.
  • Costruzione: materiali e tecniche devono rispettare standard elevati.
  • Verifica: test finali, come il blower door test, assicurano la qualità dell’edificio.

È importante notare che il supporto di un professionista esperto è essenziale per navigare tra le normative e le specifiche tecniche.

Detrazioni, bonus e normativa 2026-2027 per arrivare a una CasaClima Classe A

Raggiungere una CasaClima Classe A significa progettare o riqualificare un’abitazione in modo che consumi poco, disperda meno energia e garantisca comfort stabile in estate e in inverno. Gli interventi più importanti sono quasi sempre gli stessi: isolamento dell’involucro, serramenti efficienti, impianti a basso consumo, fonti rinnovabili e corretta tenuta all’aria.

La buona notizia è che molti di questi lavori possono rientrare nei bonus edilizi e nelle detrazioni fiscali disponibili nel 2026 e, con aliquote più basse, anche nel 2027. Attenzione però: la certificazione CasaClima non è di per sé un “bonus”, ma un risultato tecnico che si ottiene rispettando requisiti precisi e sottoponendo l’edificio a verifiche progettuali e finali.

Bonus casa ed ecobonus: cosa si può usare nel 2026

Nel 2026, per gli interventi finalizzati al miglioramento energetico dell’abitazione, i due strumenti principali sono:

  • Bonus ristrutturazione, utile per lavori edilizi e interventi di recupero del patrimonio edilizio;
  • Ecobonus, più specifico per interventi di efficienza energetica, come isolamento, serramenti, schermature solari, impianti efficienti e riqualificazione energetica.

Per il 2026, l’impostazione generale prevede una detrazione più alta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e una detrazione più bassa per gli altri immobili.

Agevolazione Aliquota 2026 Aliquota 2027 Interventi utili per Classe A Note pratiche
Bonus ristrutturazione 50% per abitazione principale; 36% per altri immobili 36% per abitazione principale; 30% per altri immobili Opere edilizie, rifacimento impianti, lavori collegati alla riqualificazione Massimale ordinario di 96.000 euro per unità immobiliare; detrazione in 10 rate annuali
Ecobonus 50% per abitazione principale; 36% per altri immobili 36% per abitazione principale; 30% per altri immobili Cappotto, isolamento del tetto, serramenti, schermature solari, impianti efficienti Richiede requisiti tecnici specifici e comunicazione ENEA entro i termini previsti
Conto Termico 3.0 Contributo in conto capitale fino a percentuali elevate della spesa ammissibile Da verificare in base a disponibilità fondi e regole GSE Pompe di calore, solare termico, sistemi ad alta efficienza e produzione di energia termica rinnovabile Non è una detrazione fiscale: il contributo viene gestito dal GSE
Bonus mobili 50% per acquisti collegati a ristrutturazione, entro il limite previsto Da verificare in base alla normativa vigente Non migliora direttamente la Classe A, ma può essere collegato a lavori di ristrutturazione Utile solo per arredi ed elettrodomestici nuovi quando c’è un intervento edilizio agevolato

Quali interventi aiutano davvero ad arrivare in Classe A

Non tutti i lavori hanno lo stesso peso. Per arrivare a una CasaClima Classe A, di solito non basta cambiare una caldaia o sostituire qualche finestra. Serve una strategia complessiva, perché la classe energetica dipende dal comportamento dell’intero edificio.

Gli interventi più risolutivi sono:

  • cappotto termico esterno, per ridurre le dispersioni dalle pareti;
  • isolamento del tetto o del solaio, fondamentale perché il calore tende a disperdersi verso l’alto;
  • serramenti ad alte prestazioni, con posa corretta e attenzione ai ponti termici;
  • pompa di calore o impianto efficiente per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda sanitaria;
  • fotovoltaico ed eventuale accumulo, per aumentare l’autoconsumo e ridurre l’energia acquistata dalla rete;
  • ventilazione meccanica controllata, utile nelle case molto isolate e ben sigillate;
  • correzione dei ponti termici, spesso decisiva per comfort, muffe e dispersioni;
  • tenuta all’aria, verificata con test specifici come il blower door test.

Il principio è semplice: prima si riduce il fabbisogno dell’edificio, poi si installano impianti efficienti. Mettere una pompa di calore in una casa che disperde molto può aiutare, ma non basta a ottenere una prestazione davvero elevata.

Ecobonus: quando è il più adatto

L’ecobonus è lo strumento più coerente quando l’obiettivo è migliorare la prestazione energetica dell’abitazione. Può riguardare interventi sull’involucro edilizio, come isolamento e serramenti, oppure sugli impianti, come generatori efficienti e sistemi evoluti di regolazione.

È particolarmente interessante per chi vuole fare lavori per installare schermature solari, impianti di climatizzazione, fare interventi di riqualificazione energetica globale, e per fare il cappotto termico e l’isolamento di coperture, solai e pareti e la sostituzione di finestre e portefinestre.

Per non perdere la detrazione, bisogna rispettare i requisiti tecnici richiesti, conservare la documentazione e inviare la comunicazione all’ENEA quando prevista. In molti casi servono asseverazione tecnica, schede prodotto, dichiarazioni di conformità, bonifici parlanti e fatture complete.

Bonus ristrutturazione: quando può servire

Il bonus ristrutturazione può essere utile per lavori edilizi collegati alla riqualificazione energetica, soprattutto quando l’intervento non rientra direttamente nell’ecobonus o quando si eseguono opere più ampie di manutenzione straordinaria.

Può riguardare, ad esempio:

  • rifacimento o adeguamento degli impianti
  • opere murarie necessarie per installare nuovi impianti
  • interventi su singole unità abitative o parti comuni
  • lavori collegati a una ristrutturazione più ampia

Per gli interventi che comportano risparmio energetico o uso di fonti rinnovabili, può essere richiesta anche la comunicazione ENEA nell’ambito del bonus casa.

Conto Termico 3.0: quando può essere interessante

Il Conto Termico 3.0 è diverso dai bonus fiscali: non funziona come detrazione IRPEF, ma come incentivo gestito dal GSE. Può essere interessante soprattutto per interventi di piccole dimensioni destinati a migliorare l’efficienza energetica e a produrre energia termica da fonti rinnovabili.

Può riguardare, in particolare, sistemi come:

  • pompe di calore
  • solare termico
  • sistemi ibridi ad alta efficienza
  • interventi legati alla produzione di energia termica rinnovabile
  • alcuni interventi di efficienza energetica previsti dalle regole GSE

È una strada da valutare con un tecnico, soprattutto quando l’intervento riguarda la sostituzione di un vecchio generatore e si vuole ottenere un contributo più rapido rispetto alla detrazione fiscale in 10 anni.

Fotovoltaico e accumulo: aiutano la Classe A?

Il fotovoltaico può aiutare molto, ma va letto nel modo giusto. Non isola la casa e non riduce da solo le dispersioni, però abbassa il fabbisogno di energia acquistata e rende più efficiente il bilancio energetico complessivo, soprattutto se abbinato a una pompa di calore.

Per una CasaClima Classe A, il fotovoltaico funziona meglio quando arriva dopo o insieme agli interventi sull’involucro: prima si riducono i consumi, poi si produce energia pulita per coprire una parte del fabbisogno residuo.

L’accumulo può aumentare l’autoconsumo, ma va dimensionato con attenzione. Non sempre conviene nello stesso modo per tutte le famiglie: dipende da consumi, orari di utilizzo, potenza dell’impianto e presenza di pompa di calore o auto elettrica.

Bonus mobili: utile, ma non per la certificazione

Il bonus mobili può essere collegato a un intervento di ristrutturazione, ma non è uno strumento per migliorare direttamente la classe energetica. Può servire per acquistare mobili ed elettrodomestici nuovi, rispettando i requisiti previsti, ma non sostituisce gli interventi tecnici su involucro e impianti.

In un articolo sulla CasaClima Classe A va quindi citato come bonus accessorio, non come incentivo principale.

Normativa: cosa bisogna sapere in modo semplice

La certificazione CasaClima è un sistema di certificazione energetica e qualitativa degli edifici. Non coincide con l’APE, cioè l’Attestato di Prestazione Energetica, anche se entrambi parlano di consumi e prestazioni dell’edificio.

In modo semplice:

  • APE: è il documento energetico obbligatorio in molte situazioni, come compravendita, locazione, nuova costruzione e ristrutturazioni importanti;
  • CasaClima: è una certificazione volontaria di qualità energetica e costruttiva, salvo casi particolari in cui regolamenti locali la richiedano;
  • Classe A CasaClima: indica un edificio con fabbisogno energetico molto basso e verifiche tecniche più rigorose rispetto a una semplice dichiarazione commerciale.

Le norme e i riferimenti da considerare sono diversi:

  • D.Lgs. 192/2005, riferimento base italiano sulla prestazione energetica degli edifici;
  • DM 26 giugno 2015, con le linee guida nazionali per la certificazione energetica e i requisiti minimi;
  • DPR 75/2013, sui requisiti dei certificatori energetici;
  • D.Lgs. 199/2021, sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili;
  • DM 6 agosto 2020, importante per requisiti tecnici e massimali dell’ecobonus;
  • regolamenti edilizi comunali e regionali, che possono imporre prescrizioni aggiuntive su isolamento, impianti, rinnovabili e titoli edilizi;
  • protocollo CasaClima, con requisiti, controlli e procedure proprie della certificazione.

Per questo motivo, prima di iniziare i lavori, è fondamentale coordinare tre livelli: il progetto energetico, la pratica edilizia e la strategia fiscale.

Pratiche edilizie: CILA, SCIA o permesso?

Gli interventi per arrivare in Classe A possono richiedere pratiche diverse. La sostituzione di serramenti, il cappotto, l’isolamento del tetto o la modifica degli impianti non hanno sempre lo stesso inquadramento edilizio.

In generale:

  • interventi semplici possono rientrare nell’edilizia libera o richiedere comunicazioni minime
  • manutenzione straordinaria può richiedere una CILA
  • interventi più invasivi su struttura, facciata, copertura o parti comuni possono richiedere SCIA o altri titoli
  • edifici vincolati possono richiedere autorizzazioni paesaggistiche o pareri specifici
  • condomini richiedono anche verifiche su regolamento condominiale, delibere assembleari e parti comuni

La pratica edilizia va definita dal tecnico in base al Comune, al tipo di edificio e alla natura dei lavori. È un passaggio da non sottovalutare: un intervento fiscalmente agevolabile può diventare problematico se eseguito senza il corretto titolo edilizio.

Documenti da conservare

Per usare correttamente detrazioni e bonus, è importante conservare tutta la documentazione. In particolare:

  • fatture dettagliate
  • bonifici parlanti, quando richiesti
  • titolo edilizio o dichiarazione di edilizia libera, se applicabile
  • schede tecniche dei materiali
  • certificazioni di serramenti, isolanti e impianti
  • asseverazioni del tecnico, quando necessarie
  • APE prima e dopo, se previsto o utile per dimostrare il miglioramento
  • ricevuta di trasmissione ENEA
  • documentazione CasaClima, se si avvia l’iter di certificazione
  • dichiarazioni di conformità degli impianti

La strategia migliore: diagnosi prima, bonus dopo

Per arrivare davvero a una CasaClima Classe A, la scelta più corretta non è partire dal bonus, ma dalla diagnosi energetica. Un tecnico deve valutare consumi, dispersioni, ponti termici, esposizione, impianti, ventilazione e comportamento dell’edificio.

Solo dopo si decide quali agevolazioni usare. In alcuni casi conviene puntare sull’ecobonus, in altri sul bonus ristrutturazione, in altri ancora sul Conto Termico 3.0 per impianti specifici. Spesso la soluzione migliore è una combinazione ordinata di interventi, evitando sovrapposizioni non ammesse e rispettando i limiti di spesa.

In sintesi: i bonus aiutano a ridurre il costo dei lavori, ma non sostituiscono un progetto energetico fatto bene. Per ottenere una CasaClima Classe A servono materiali corretti, posa accurata, impianti ben dimensionati, verifiche finali e documenti in ordine.

Cosa fare in concreto

Se stai considerando di certificare la tua casa in Classe A, il primo passo è contattare un tecnico abilitato per una valutazione iniziale. Questo esperto ti guiderà nella scelta dei materiali e delle tecnologie più adatte al tuo progetto.

Valuta la possibilità di integrare sistemi come la pompa di calore geotermica e vetri tripli per migliorare ulteriormente l’efficienza energetica. Per evitare sorprese durante il processo, assicurati che ogni fase sia seguita da professionisti qualificati.

Fonti

Fonte Documento o Studio Anno
ENEA Rapporto annuale sull’efficienza energetica 2022
ANIT Guida tecnica sulle prestazioni termiche degli edifici 2023
Normativa UNI UNI EN ISO 52016-1:2018 Prestazione energetica degli edifici 2018

Altro sull’edilizia green

Altre guide di risparmio energetico su TuttoGreen

Ultimo aggiornamento il 23 Giugno 2026 da Rossella Vignoli

Iscrivetevi alla newsletter di Tuttogreen.it per rimanere aggiornati sulle ultime novità.

Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio
×