Bioedilizia

Passive House vs Classe A: 5 differenze che fanno risparmiare

Quando si parla di costruzioni sostenibili, lo standard Passive House è spesso considerato il riferimento massimo. Ma cosa lo differenzia realmente da un edificio in classe A? In un cantiere a Milano, una famiglia ha deciso di migliorare una casa già efficiente in classe A per raggiungere lo standard Passive House. La differenza principale? Una riduzione dei consumi energetici del 90% rispetto a una casa tradizionale, grazie a una progettazione integrata e a materiali avanzati.

Passive House vs Classe A: 5 differenze che fanno risparmiare

Efficienza energetica: una questione di dettagli

Lo standard Passive House è sinonimo di un’eccezionale efficienza energetica. Mentre una casa in classe A ha una trasmittanza termica U mediamente inferiore a 0,20 W/m²K, una Passive House può scendere a valori di 0,15 W/m²K o meno. Questo si traduce in un isolamento termico superiore, che riduce drasticamente le perdite di calore durante l’inverno e il surriscaldamento estivo.

  • Trasmittanza U: ≤ 0,15 W/m²K
  • Consumo energetico per riscaldamento: ≤ 15 kWh/m²anno
  • Tenuta all’aria: n50 ≤ 0,6 ricambi/ora

Ventilazione meccanica controllata: un must

Una delle caratteristiche distintive di una Passive House è l’uso della ventilazione meccanica controllata (VMC) con recupero di calore. Questa tecnologia è fondamentale per garantire un’aria interna sana e confortevole, mantenendo al contempo bassi i consumi energetici. La VMC, infatti, recupera fino al 90% del calore dall’aria esausta, riducendo la necessità di riscaldamento supplementare.

La ventilazione meccanica controllata consente un risparmio energetico significativo, mantenendo un’aria interna salubre.

Se vuoi approfondire l’argomento, leggi il nostro articolo sulla pompa di calore geotermica, un’altra tecnologia che può integrarsi perfettamente in una Passive House.

Materiali e costruzione: non solo marketing

Per raggiungere lo standard Passive House, è essenziale utilizzare materiali con alta efficienza termica e sostenibilità certificata. Ad esempio, l’uso di sughero o fibra di legno, certificati FSC o PEFC, garantisce un ottimo isolamento termico e acustico, con valori di conducibilità termica lambda intorno a 0,040 W/mK.

  • Fibra di legno: λ 0,038-0,040 W/mK
  • Sughero: λ 0,038-0,045 W/mK
  • Certificazioni: FSC, PEFC, Natureplus

Costi e benefici economici

La costruzione di una Passive House richiede un investimento iniziale maggiore rispetto a una casa in classe A. I costi possono variare da 1.800 a 2.500 €/m², a seconda dei materiali e delle tecnologie scelte. Tuttavia, i risparmi sulla bolletta energetica e le detrazioni fiscali disponibili (fino al 65% fino al 2026) rendono l’investimento conveniente nel lungo termine.

Il ritorno economico può avvenire in 10-15 anni, a seconda delle condizioni climatiche e dell’uso dell’edificio. Un’analisi accurata dei costi e dei benefici è fondamentale per determinare la fattibilità del progetto.

Cosa fare in concreto

Se stai considerando di costruire o ristrutturare una casa secondo lo standard Passive House, il primo passo è contattare un tecnico abilitato per un sopralluogo e una valutazione energetica dettagliata. La collaborazione con un architetto esperto in bioedilizia è essenziale per selezionare i materiali giusti e ottimizzare il progetto.

Assicurati che i professionisti coinvolti abbiano esperienza in edifici certificati Passive House e che possano fornire le necessarie certificazioni e documentazioni. La scelta di un costruttore con comprovata esperienza in questo tipo di progetti può fare la differenza tra successo e fallimento.

Fonti

Fonte Documento o Studio Anno
ENEA Rapporto sull’efficienza energetica in Italia 2023
ANIT Guida tecnica Passive House 2022
Normativa UNI UNI EN 15251:2008 – Prestazioni energetiche degli edifici 2008
CNAPPC Linee guida per la progettazione sostenibile 2021

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Ultimo aggiornamento il 16 Giugno 2026 da Rossella Vignoli

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Rossella Vignoli

Fondatrice e responsabile editoriale, è esperta di bioedilizia, design sostenibile e sistemi di efficienza energetica, essendo un architetto e da sempre interessata al tema della sostenibilità. Pratica con passione Hatha yoga, ed ha approfondito vari aspetti dello yoga. Inoltre, è appassionata di medicina dolce e terapie alternative. Dopo la nascita dei figli ha sentito l’esigenza di un sito come tuttogreen.it per dare delle risposte alla domanda “Che mondo stiamo lasciando ai nostri figli?”. Si occupa anche del sito in francese toutvert.fr, e di designandmore.it, un magazine di stile e design internazionale.

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