Sicurezza in piscina: i punti più pericolosi e le regole che possono evitare un incidente
Bocchette di aspirazione, accessi senza protezione, tuffi, pavimenti scivolosi: i rischi più sottovalutati. Bambini, anziani e persone che non sanno nuotare richiedono sorveglianza continua

Una piscina può diventare pericolosa in pochi secondi e spesso senza rumori o richieste di aiuto evidenti. Gli incidenti più gravi non dipendono soltanto dalla profondità dell’acqua: possono essere provocati da una caduta, da un malore, da un tuffo in una zona bassa, dall’intrappolamento presso una bocchetta di aspirazione o dall’accesso incontrollato di un bambino.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel biennio 2024-2025 in Italia si sono verificati complessivamente oltre 600 annegamenti tra mare, acque interne e piscine. I dati disponibili indicano inoltre che gli annegamenti in piscina sono circa 30-40 l’anno e riguardano soprattutto i più piccoli. Tra i bambini da 1 a 14 anni, circa la metà degli episodi mortali avviene in piscina, spesso in impianti domestici.
La sicurezza nasce quindi dall’unione di tre elementi: impedire l’accesso non sorvegliato, eliminare i punti tecnicamente pericolosi e controllare costantemente chi è in acqua.
Sommario
- Quante piscine ci sono in Italia
- Quanti annegamenti avvengono in Italia
- Perché l’annegamento può passare inosservato
- Chi corre più rischi
- I punti più pericolosi di una piscina
- Come funziona il filtraggio di una piscina tradizionale
- Il filtro protegge dall’annegamento?
- Come funziona una piscina naturale
- Perché succedono gli incidenti raccontati dalle cronache
- Come impedire ai bambini di entrare da soli
- La sorveglianza corretta
- Che cosa fare in caso di incidente
- Manutenzione corretta per una piscina sicura
- Gli errori di manutenzione più pericolosi
- Una piscina sicura richiede più barriere
- Sicurezza in piscina in breve
Quante piscine ci sono in Italia
Non esiste un censimento pubblico unico che includa con gli stessi criteri piscine private, condominiali, alberghiere, sportive, interrate e fuori terra. Assopiscine ha indicato nel 2025 la presenza di oltre 700.000 piscine interrate e circa 15.000 nuove installazioni ogni anno. Altre analisi di mercato forniscono numeri decisamente inferiori, intorno alle 156.000 unità nel 2023, perché considerano categorie e metodologie differenti. È quindi più corretto parlare di stime del settore, non di un dato ufficiale consolidato.
La diffusione degli impianti domestici rende particolarmente importante la prevenzione nelle abitazioni private, dove spesso non sono presenti bagnini, regolamenti visibili o controlli quotidiani professionali.
Quanti annegamenti avvengono in Italia
L’ISS ha comunicato che nel 2024 e nel 2025 sono stati registrati complessivamente oltre 600 annegamenti. I casi sono avvenuti soprattutto in mare e nelle acque interne, ma la piscina assume un peso rilevante nella fascia pediatrica.
Le stime precedenti dell’Osservatorio nazionale parlano di:
- circa 342 decessi per annegamento ogni anno in Italia
- 30-40 annegamenti annuali nelle piscine
- più della metà delle vittime in piscina rappresentata da bambini
- 206 morti per annegamento tra 0 e 19 anni nel periodo 2017-2021, pari a circa 41 all’anno
- oltre l’80% delle giovani vittime di sesso maschile
Questi dati descrivono gli esiti mortali. Gli episodi non fatali, i ricoveri, i traumi da tuffo, le cadute e le aspirazioni d’acqua sono più numerosi, ma non vengono raccolti in modo uniforme a livello nazionale.
Perché l’annegamento può passare inosservato
Nella realtà una persona in difficoltà non sempre agita le braccia o grida. Può non riuscire a tenere la bocca fuori dall’acqua, respirare o richiamare l’attenzione. Un bambino può scivolare sotto la superficie in silenzio mentre gli adulti sono a pochi metri di distanza.
Per questo la sorveglianza non consiste nell’essere semplicemente presenti in giardino. Significa guardare continuamente la vasca, non usare il telefono, non leggere e non svolgere altre attività.
L’OMS raccomanda di controllare da vicino i bambini vicino a qualsiasi specchio d’acqua, separare le piscine con barriere e insegnare nuoto e sicurezza acquatica.
Chi corre più rischi
Bambini piccoli
Sono il gruppo più esposto nelle piscine domestiche. Possono raggiungere l’acqua durante una breve distrazione, uscire da una porta aperta o utilizzare una sedia per superare una barriera.
Per un bambino il concetto di acqua bassa è ingannevole: anche vasche gonfiabili, piscine fuori terra, fontane e contenitori possono essere sufficienti a provocare un annegamento.
Bambini e ragazzi che sanno nuotare poco
Aver frequentato alcune lezioni non rende immuni dal pericolo. Panico, stanchezza, acqua fredda, giochi collettivi e urti possono mettere in difficoltà anche chi possiede capacità di base.
Persone anziane
Problemi di equilibrio, ridotta forza muscolare, malori, aritmie, effetti dei farmaci e difficoltà a risalire dalla vasca possono aumentare il rischio.
Persone con epilessia, cardiopatie o altre patologie
Non dovrebbero nuotare da sole. È opportuno concordare con il medico le precauzioni necessarie e informare chi le accompagna.
Chi ha consumato alcol o sostanze
L’alcol riduce coordinazione, capacità di valutare il pericolo e velocità di reazione. Aumenta anche il rischio di tuffi imprudenti e malori.
Chi non conosce la piscina
Ospiti, turisti e bambini possono non sapere dove cambia la profondità, dove si trovano gradini e bocchette o se una zona consente il tuffo.
I punti più pericolosi di una piscina
Bocchette e sistemi di aspirazione
La pompa aspira acqua dalla vasca per inviarla al filtro. Se un’apertura concentra una forza eccessiva, capelli, indumenti o parti del corpo possono restare intrappolati, perché il blocco dell’area crea un effetto vuoto a contatto con la bocchetta di aspirazione. Il rischio aumenta quando:
- la griglia è mancante o danneggiata
- il componente non è adatto alla portata della pompa
- esiste un unico e solo punto di aspirazione
- le bocchette sono troppo vicine
- la pompa è stata potenziata senza adeguare l’impianto
- vengono effettuate modifiche artigianali
- una presa laterale o sul fondo resta accessibile
La norma UNI EN 13451-3:2025, in vigore dal 10 luglio 2025, stabilisce requisiti di sicurezza e metodi di prova per componenti di immissione e aspirazione destinati alle piscine pubbliche. Per le piscine domestiche occorre comunque fare riferimento alle norme applicabili, alle istruzioni del costruttore e alla valutazione di un tecnico qualificato.
Una piscina che aspira esclusivamente attraverso skimmer superficiali non presenta una bocchetta di fondo attiva, ma ciò non garantisce automaticamente la sicurezza dell’intero impianto: vanno controllati skimmer, prese per pulitori, collegamenti, potenza della pompa e condizioni delle protezioni.
La regola pratica è semplice: se una griglia è allentata, rotta o assente, la piscina non deve essere usata finché il problema non è stato risolto (Fonte: Operating and Managing Public Pools, Hot Tubs and Splash Pads, Center for Disease Control, 2025).
Gradini, scalette e bordi
Le cadute sono frequenti attorno alla vasca. Possono causare traumi alla testa, perdita di coscienza e successiva caduta in acqua. È importante controllare:
- stabilità delle scalette
- corrimano ben fissati
- gradini visibili e non scivolosi
- bordi privi di spigoli taglienti
- illuminazione serale
- assenza di giochi, tubi e oggetti nei passaggi
Zone di cambio della profondità
Il passaggio improvviso tra acqua bassa e profonda può sorprendere bambini, persone basse o nuotatori inesperti. La variazione dovrebbe essere chiaramente visibile e segnalata.
Tuffi e scivoli
Un tuffo in acqua troppo bassa può provocare lesioni cervicali, danni neurologici permanenti o morte. Non bisogna tuffarsi:
- nelle piscine fuori terra
- in vasche gonfiabili
- in aree non espressamente progettate per il tuffo
- dove non si vede bene il fondo
- dopo aver bevuto alcol
- da tetti, muretti, balconi o strutture improvvisate
Coperture e teli
Un telo galleggiante non sostituisce una barriera. Un bambino o un animale può salirvi sopra, essere avvolto dal materiale e non riuscire a riemergere. Le coperture di sicurezza devono essere progettate per quello scopo, montate correttamente e mantenute in tensione. Anche una copertura resistente non autorizza a lasciare incustodito un bambino vicino alla piscina.
Locale tecnico e prodotti chimici
Cloro, correttori del pH e altri prodotti possono sviluppare gas tossici o provocare ustioni se mescolati. I prodotti devono essere:
- conservati nei contenitori originali
- tenuti asciutti, separati e ventilati
- chiusi a chiave
- lontani da bambini, animali e fonti di calore
- dosati seguendo l’etichetta
Il CDC ricorda che i prodotti chimici proteggono dai microrganismi, ma possono causare lesioni gravi quando sono utilizzati o conservati in modo scorretto (Fonte: Pool Chemical Safety, Center for Disease Control, 2025).
Come funziona il filtraggio di una piscina tradizionale
Il sistema non si limita al filtro. È un circuito formato da raccolta dell’acqua, pompa, filtrazione, trattamento e reimmissione.
Skimmer o canalina di sfioro
Gli skimmer, aperture rettangolari lungo il bordo, aspirano l’acqua vicino alla superficie, dove si accumulano foglie, insetti, oli solari e altri residui. Nelle piscine a sfioro, invece, l’acqua supera il bordo e raggiunge una canalina collegata a una vasca di compenso.
Pompa di ricircolo
Muove l’acqua attraverso il circuito. Deve essere dimensionata insieme a tubazioni, filtro, bocchette e volume della vasca. Una pompa più potente non è automaticamente migliore e può aumentare velocità e forza di aspirazione.
Filtro
I sistemi più comuni sono:
- Filtro a sabbia o vetro filtrante. L’acqua attraversa un letto granulare che trattiene le particelle. Periodicamente richiede il controlavaggio.
- Filtro a cartuccia. Utilizza elementi pieghettati rimovibili. Non richiede controlavaggio, ma deve essere estratto e pulito.
- Filtro a Diatomee. Offre una filtrazione molto fine, ma richiede una gestione più tecnica e lo smaltimento corretto del materiale.
Il filtro rimuove particelle, ma non sostituisce la disinfezione.
Disinfezione
Cloro e bromo inattivano gran parte dei microrganismi. UV e ozono possono essere impiegati come trattamenti complementari, ma normalmente non eliminano la necessità di mantenere un disinfettante residuo nell’acqua.
Il riferimento generale deve essere un pH compreso tra 7,0 e 7,8 perché il disinfettante ed il pH rappresentano la prima barriera contro le malattie associate al nuoto. I valori effettivi devono rispettare le indicazioni del prodotto e le disposizioni applicabili all’impianto (Fonte: Guidelines for Keeping Your Pool Safe and Healthy, Center for Diseae Control, 2025).
Il filtro protegge dall’annegamento?
No. Filtrazione e disinfezione proteggono soprattutto la qualità dell’acqua. Una piscina può avere acqua perfettamente limpida ma restare pericolosa se:
- non è recintata
- un bambino può raggiungerla
- le aspirazioni non sono sicure
- manca la sorveglianza
- il fondo è scivoloso
- sono permessi tuffi in zone inadatte
Al contrario, un’acqua torbida aggiunge un rischio ulteriore perché impedisce di vedere una persona immobile sul fondo.
Come funziona una piscina naturale
Una biopiscina o piscina naturale non è semplicemente una vasca priva di cloro. L’acqua viene trattata attraverso processi fisici e biologici, spesso combinando:
- zona destinata alla balneazione
- area di rigenerazione con piante acquatiche
- substrati minerali
- filtrazione meccanica
- circolazione mediante pompe
- attività di microrganismi e biofilm
- controllo dei nutrienti che alimentano le alghe
L’obiettivo è ridurre sostanze sospese e nutrienti senza ricorrere alla disinfezione chimica continua tipica delle piscine convenzionali. La letteratura scientifica sottolinea però che l’efficienza del sistema di trattamento è essenziale per un utilizzo sicuro. Una piscina naturale richiede comunque:
- controlli periodici dell’acqua
- corretta proporzione tra vasca e zona di rigenerazione
- rimozione dei sedimenti
- manutenzione delle piante
- pompe e filtri funzionanti
- gestione delle foglie e della materia organica
- protezione dall’accesso incontrollato
Anche una biopiscina può essere teatro di annegamenti, cadute o intrappolamenti. L’aspetto simile a un laghetto non riduce la necessità di barriere e sorveglianza.
Perché succedono gli incidenti raccontati dalle cronache
Le dinamiche ricorrenti sono spesso una combinazione di più errori:
- il bambino riesce a raggiungere la piscina per una breve distrazione di chi lo sorveglia
- gli adulti pensano che qualcun altro stia sorvegliando il bambino
- la vittima non viene vista perché l’acqua è torbida o la vasca è affollata
- una griglia di aspirazione è rotta o non adeguata
- un nuotatore resta incastrato con capelli o costume
- una persona si tuffa in una zona troppo bassa
- un nuotatore è vittima di un malore mentre è solo
- l’alcol rallenta la capacità di reagire
- non sono disponibili telefono, salvagente o persone formate alla rianimazione
La maggior parte degli incidenti non nasce da un unico evento eccezionale, ma da più protezioni assenti nello stesso momento.
Come impedire ai bambini di entrare da soli
La protezione più efficace è una barriera su tutti e quattro i lati, separata dall’abitazione, con cancello autochiudente e autoagganciante. L’OMS e il CDC indicano la recinzione completa come una delle principali misure per ridurre l’esposizione dei bambini al pericolo. Possono aggiungersi:
- allarmi su porte e finestre
- sensori perimetrali o in vasca
- copertura di sicurezza certificata
- rimozione delle scale nelle piscine fuori terra
- chiusura delle porte per animali
- assenza di sedie o mobili vicino al cancello
Gli allarmi sono una protezione supplementare, non un sostituto della barriera.
La sorveglianza corretta
Durante una festa o una riunione conviene nominare esplicitamente un “adulto di sorveglianza”, con turni brevi. Chi ha quel compito non deve bere alcol, cucinare, telefonare o conversare distraendosi. Con bambini piccoli o non nuotatori bisogna restare abbastanza vicini da poterli afferrare immediatamente.
Braccioli, salvagenti giocattolo e materassini non sono dispositivi di salvataggio. Possono sgonfiarsi, scivolare o rovesciarsi.
Che cosa fare in caso di incidente
- Chiamare subito il 112 o farlo chiamare da un’altra persona.
- <strong”>Intervenire senza mettere in pericolo se stessi. Quando possibile, raggiungere la vittima con un’asta o lanciarle un galleggiante anziché entrare impulsivamente.
- Estrarre la persona dall’acqua, mantenendo particolare cautela se si sospetta un trauma da tuffo.
- Valutare coscienza e respirazione.
- Se non respira normalmente, iniziare immediatamente la rianimazione seguendo le istruzioni dell’operatore del 112 e utilizzare un defibrillatore se disponibile.
- Se respira ma non è cosciente, controllarla continuamente e proteggerla dal freddo fino all’arrivo dei soccorsi.
Le linee guida ERC 2025 sottolineano che nel soccorso in acqua viene prima la sicurezza del soccorritore e che bisogna utilizzare la tecnica di recupero più sicura disponibile. Nella rianimazione dopo annegamento le ventilazioni sono particolarmente importanti; chi non è formato deve seguire in tempo reale le indicazioni della centrale operativa.
Non bisogna perdere tempo cercando di “svuotare i polmoni”, comprimere lo stomaco o tenere la persona capovolta. Anche dopo un recupero apparentemente rapido è necessaria una valutazione sanitaria se la vittima ha inalato acqua, ha perso conoscenza, tossisce molto o presenta difficoltà respiratoria.
Manutenzione corretta per una piscina sicura
Ogni giorno o prima dell’uso:
- controllare la limpidezza e la visibilità del fondo
- verificare che griglie e bocchette siano integre
- rimuovere giochi e ostacoli dal bordo
- controllare chiusura del cancello e protezioni
- verificare che scalette e corrimano siano stabili
- misurare disinfettante e pH secondo il piano di gestione
- controllare pompa, ricircolo e rumori anomali
Controlli periodici importanti ogni settimana:
✔️ pulire cestelli degli skimmer e prefiltro della pompa
✔️ aspirare il fondo
✔️ spazzolare pareti e linea dell’acqua
✔️ controllare pressione del filtro
✔️ pulire o effettuare il controlavaggio quando richiesto
✔️ verificare perdite e abbassamenti anomali del livello
✔️ controllare illuminazione e impianto elettrico visibile
✔️ pulire e asciugare giochi e accessori
E periodicamente:
✔️ far controllare impianto elettrico, messa a terra e differenziali
✔️ verificare portata della pompa e componenti di aspirazione
✔️ sostituire guarnizioni e parti deteriorate
✔️ controllare la stabilità delle pavimentazioni
✔️ analizzare l’acqua secondo l’uso e la tipologia di piscina
✔️ revisionare cancelli, allarmi e coperture
✔️ far eseguire una verifica tecnica dopo modifiche alla pompa o al circuito
Gli errori di manutenzione più pericolosi
❌ aumentare la potenza della pompa senza verificare tubazioni e aspirazioni;
❌ chiudere una bocchetta lasciando l’intera portata su un solo punto;
❌ utilizzare griglie non originali o adattate;
❌ entrare in vasca durante il funzionamento di un pulitore con tubo di aspirazione accessibile;
❌ mescolare prodotti chimici;
❌ lasciare il locale tecnico aperto;
❌ fare il bagno con acqua torbida;
❌ affidarsi soltanto a dispositivi automatici senza controlli manuali;
❌ svuotare una piscina interrata senza una valutazione tecnica;
❌ rimandare la riparazione di crepe, perdite e componenti elettrici.
Una piscina sicura richiede più barriere
Nessun singolo dispositivo è sufficiente. La protezione efficace nasce dalla sovrapposizione di più livelli: barriera fisica + cancello chiuso + sorveglianza + aspirazioni sicure + acqua limpida + regole sui tuffi + manutenzione + capacità di intervenire.
Quando una protezione fallisce, le altre devono impedire che l’errore diventi un incidente.
Sicurezza in piscina in breve
| Situazione | Cosa fare | Cosa non fare |
|---|---|---|
| Bambini vicino alla vasca | Designare un adulto che li sorvegli continuamente e resti a distanza di braccio dai più piccoli | Affidarsi a braccioli, giochi gonfiabili, fratelli maggiori o controllo da una finestra |
| Accesso alla piscina | Installare una barriera completa con cancello autochiudente e chiusura non raggiungibile dai bambini | Considerare sufficiente la porta di casa o una copertura leggera |
| Bocchette di aspirazione | Usare componenti conformi, integri e dimensionati correttamente, con sistemi che evitino un’unica aspirazione pericolosa | Usare la piscina con griglie rotte, mancanti o fissate male |
| Tuffi | Consentirli soltanto dove profondità, forma della vasca e segnaletica lo permettono | Tuffarsi in piscine fuori terra, vasche basse o zone di profondità sconosciuta |
| Pavimentazione | Mantenere il bordo libero, illuminato e con superficie antiscivolo | Correre, lasciare giochi sul passaggio o usare bicchieri di vetro |
| Acqua e filtrazione | Controllare ricircolo, filtro, disinfettante, pH e limpidezza | Fare il bagno con acqua torbida, pompa guasta o parametri non verificati |
| Prodotti chimici | Conservarli separati, chiusi e seguire rigorosamente le etichette | Mescolare cloro, acidi e altri prodotti o versare acqua nei contenitori dei chimici |
| Temporale e impianto elettrico | Uscire dall’acqua e utilizzare impianti verificati da professionisti | Usare apparecchi elettrici, prolunghe o casse alimentate vicino al bordo |
| Malore o persona immobile | Chiamare subito il 112, intervenire solo in sicurezza e iniziare la rianimazione seguendo l’operatore | Perdere tempo, entrare in acqua senza saper effettuare un recupero o comprimere l’addome per far uscire acqua |
| Fine giornata | Rimuovere giochi, chiudere il cancello e ripristinare le protezioni | Lasciare scalette, sedie o oggetti che permettano di superare la barriera |
FAQ sulla sicurezza nelle piscine
Qual è il punto più pericoloso di una piscina?
Non esiste un unico punto. Gli incidenti più gravi possono riguardare accessi non protetti, bocchette di aspirazione, cambi di profondità, tuffi, pavimenti scivolosi e impianti elettrici.
Una piscina con soli skimmer è sicura?
L’assenza di una presa di fondo attiva può eliminare quel particolare punto di aspirazione, ma non rende automaticamente sicuro l’impianto. Vanno verificati skimmer, prese per pulitori, pompa, griglie, accessi e protezioni.
La copertura evita l’annegamento dei bambini?
Solo una copertura progettata e installata come dispositivo di sicurezza offre una protezione specifica. I normali teli galleggianti possono diventare pericolosi e non sostituiscono una recinzione completa.
A che distanza bisogna sorvegliare un bambino?
Con bambini piccoli o non nuotatori l’adulto dovrebbe essere abbastanza vicino da poterli afferrare subito, senza telefono o altre distrazioni.
Il cloro rende l’acqua completamente sicura?
No. Il cloro riduce molti microrganismi, ma non elimina tutti i patogeni immediatamente e non protegge da annegamenti, cadute o aspirazioni.
Come funziona una biopiscina?
Utilizza filtrazione meccanica e processi biologici legati a substrati, piante e microrganismi. Richiede comunque circolazione, controlli dell’acqua e manutenzione.
Che cosa bisogna fare se una bocchetta è rotta?
Impedire immediatamente l’uso della piscina, spegnere l’impianto quando è possibile farlo in sicurezza e rivolgersi a un tecnico qualificato. Non basta coprirla con una soluzione provvisoria.
Che cosa fare se una persona non respira dopo essere stata estratta?
Chiamare il 112, iniziare subito la rianimazione seguendo le indicazioni dell’operatore e utilizzare un defibrillatore se disponibile.
Ultimo aggiornamento il 24 Luglio 2026 da Rossella Vignoli
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