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Buco nell’ozono, emergenza rientrata?

Strano ma vero: l’uomo non fa solo danni. Parliamo del buco nell’ozono, un’emergenza partita all’indomani della sua scoperta nel 1985 per opera dello scienziato britannico Jonathan Shanklin.  Ci vollero tuttavia 4 anni affinché si mettesse in atto una vera e concreta politica per ridurre, e, se possibile, eliminare il problema.
Quando si comprese che il buco nell’ozono era il risultato dei clorofluorocarburi (CFC) usati a lungo nei frigoriferi e negli spray si arrivò nel 1989 al  Protocollo di Montreal, che vietava, e vieta tuttora, la produzione di sostanze chimiche che riducono lo strato di ozono.

Buco nell’ozono, emergenza rientrata?

Oggi, a oltre 25 anni dalla sua scoperta, l’emergenza del buco nell’ozono sembra rientrare e all’orizzonte si prefigura addirittura un risanamento del fenomeno.

Secondo gli ultimi studi  infati, entro il 2080 grazie soprattutto al bando dei prodotti cfc, lo strato che ci protegge dai raggi ultraviolettti si richiuderà completamente.

Nonostante la lieta nuova, c’è solo un cauto ottimismo da parte degli scienziati dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale, che ha  annunciato una riduzione della velocità di assottigliamento dell’ozono, ma che ci vorranno ancora molti anni prima che lo strato inizi a crescere di nuovo.

Cautele a parte la notizia, per ora, rimane positiva, ma per avere la certezza di emergenza rientrata… bisognerà aspettare fino al  2080.

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