Come ricaricare l’auto elettrica in albergo: ci prova una startup italiana

di Luca Scialò del 19 luglio 2015

Ricaricare l’auto elettrica può essere un’occasione di business. Come? Promuovendo una struttura mentre l’automobilista sta ricaricando la propria vettura presso la colonnina.

A pensarlo Route220, una startup tutta italiana che unisce mobilità sostenibile e marketing proponendo di installare le colonnine per la ricarica lì dove c’è qualcosa da promuovere: un ristorante, un negozio, un albergo, un qualsivoglia sito culturale. Si raggiungerebbero così due obiettivi: si permette all’automobilista di fare il pieno più agevolmente, aumentando il numero di punti di ricarica sul territorio; e nell’attesa potrà visitare un luogo di interesse turistico o usufruire di un servizio, che per il titolare dell’attività si traduce in guadagno.

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Quest’idea nasce anche dal fatto che un’auto elettrica ha un’autonomia media di circa 150 km, dunque molto limitata, e questo costringe a fermarsi più volte. La proposta di Route220 è di installare punti di ricarica in alberghi, ristoranti, b&b, agriturismi, musei o teatri, ma anche centri commerciali, supermercati, parchi divertimento. Luoghi dove solitamente si trascorre qualche ora, o anche una notte intera.

D’altronde, l’utilizzo dell‘auto elettrica è in crescita. Secondo gli ultimi dati, aggiornati a metà 2014, sono 5mila i veicoli elettrici, sia passeggeri che merci, circolanti in Italia. Mentre in tutta Europa sono 200mila vetture. Anche le previsioni sono positive: si punta ai 100mila nuovi veicoli elettrici all’anno in Europa, grazie all’abbassamento dei costi e maggiore autonomia delle auto.

Route220 indica i suoi prezzi: 1 ora di ricarica permette al cliente di avere energia sufficiente per 40-50 Km, pari ad una media di 5 kWh erogati. Un tempo durante il quale l’automobilista potrebbe fare una sosta al ristorante o ad una trattoria o ad un centro commerciale. Una ricarica di circa 3 ore invece gli consentirebbe di andare ad un parco divertimenti o ad un museo. Una ricarica notturna, anche lenta, di circa 6 ore, permette a qualsiasi auto di avere una ricarica completa di 150 Km. Tempo che potrebbe passare in un albergo.

Per quanto concerne invece Route220 (che impiega un gruppo di dieci persone), è accessibile da web e da app – sia su Ios che Android – dove è possibile consultare la mappa delle diverse colonnine ad accesso pubblico in Italia ed in Europa, in associazione con Plugsurfing GmbH. Ma tramite app si potrà anche individuare i percorsi ecosostenibili. Il servizio inoltre è in fase di miglioramento: l’app 3.0 – in via di sviluppo – interagirà direttamente con le colonnine, liberando l’user dall’obbligo di dotarsi prima dell’apposita scheda.

L’azienda ha già siglato un protocollo d’intesa con il Consorzio Ville Venete per la collocazione, nei prossimi mesi, di 50 punti di ricarica in luoghi di interesse turistico che potranno essere facilmente individuabili e attivabili: nonché una partnership con la rete commerciale degli hotel HN. Quest’ultima consiste nel fatto che, soggiornando in questi hotel, i clienti hanno diritto di ricaricare gratuitamente la propria auto.

Una bella idea che promette di far aumentare l’uso di auto elettriche in Italia.

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