Computer: meglio lo stand by o spegnerlo?

di Jessica Ingrami del 17 agosto 2011

La risposta alla domanda potrebbe sembrare ovvia e scontata. Tuttavia, vi sono una serie di variabili da tenere in considerazione. Le possibilità che andiamo ad analizzare sono principalmente due: lo stand-by da sistema operativo, cioè lo stato di dormiveglia nel quale il Pc spegne tutti i circuiti non strettamente vitali, e lo spegnimento completo senza, però, disinserire le spine dalla corrente.

Vi sono vantaggi e svantaggi per entrambe le soluzioni: se, per esempio, state lavorando a un documento e volete prendervi una pausa, lo stand-by fa al caso vostro perché vi permette una ri-accensione immediata, senza il riavvio dell’intero sistema e delle applicazioni; se, invece, mirate a risparmiare più energia possibile e sapete di lasciare inattivo il Pc per un consistente lasso di tempo, lo spegnimento è la soluzione migliore.

Tenete in considerazione, però, che le moderne schede madri, quando alimentate, non sono mai completamente spente: il Pc in stand-by consuma energia per mantenere in memoria i dati necessari a ripristinare la sessione ma il Pc spento consuma ugualmente alcuni watt, seppur in quantità minore.

Ogni modello di computer ha consumi differenti: in termini di costi annui si arriva a differenze di oltre 4€, nella misurazione da spenti, e di oltre 10€, nella misurazione in stand-by, tra computer più o meno rispettosi dell’ambiente. Spesso l’utente è tratto in inganno dall’assenza di un Led acceso, il quale può essere posizionato anche sul retro dell’apparecchio, ed è portato a pensare che il consumo di energia sia pari a zero.

In sostanza, se volete essere “totally green”, montate una bella ciabatta, allacciatela a Pc e router e spegnetela quando avete finito la sessione di lavoro.

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