Da cabine ad acquari, come ti trasformo una vecchia cabina del telefono

di Claudio Riccardi del 4 settembre 2012

Con la diffusione sempre più capillare di cellulari e smartphone, il destino per le cabine telefoniche è ormai segnato. Scompariranno, o forse verranno convertiti in originali arredi urbani: l’esempio ci viene da Lione, in Francia, dove le strutture a forma di parallelepipedo sono state trasformate in acquari.

Da cabine ad acquari, come ti trasformo una vecchia cabina del telefono

La realizzazione, presentata in occasione della locale Festa delle Luci, va attribuita al lavoro dell’artista Benedetto Bufalino e del light designer Benoit Deseille. Un’idea applaudita dalle migliaia di turisti stregati dall’originale casa per i pesci.

Certo, viene da chiedersi quale potrebbe essere il gradimento dei pesci verso un ambiente angusto, disturbato dalla presenza di un telefono, e sempre a contatto con l’inquinamento acustico e atmosferico. Ai posteri, come si dice, l’ardua sentenza. Le cabine sono in ogni caso oggetto che si presta e non poco all’arte del riciclo.

In alcune città europee e statunitensi, alcune vecchie stazioncine con telefono sono diventate delle mini-librerie dove prendere in prestito libri e lasciare quelli che non si leggono più.

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Purtroppo, in Italia, si è invece preferito rimuovere quasi tutte queste tracce di passato, tranne qualche sporadico caso, come per esempio a Como, dove nelle scorse settimane è partito il progetto “200 lire”: sulle vecchie cabine sono state affisse opere d’arte di giovani artisti, creando una vera e propria mostra itinerante per i quartieri della città.

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