Dalle bucce dell’arancia i cosmetici del futuro

di Claudio Riccardi del 6 luglio 2012

Vale anche oggi il vecchio adagio dei nostri nonni: “non si butta via niente”. Un principio a cui anche noi ci stiamo riavvicinando per la contingenza della crisi, l‘evoluzione verso il riciclo e l’eco-sostenibilità,  e soprattutto perché cerchiamo un approccio sempre più consapevole verso i prodotti che ci offre la natura.

Dalle bucce dell’arancia i cosmetici del futuro

Ecco che dunque come delle semplici bucce d’arancia possono essere usate per interessanti applicazioni. Le abbiamo sempre gettate in pattumiera, o al massimo utilizzate per la preparazione di dolci ma ora, grazie a un’innovativa tecnica di recupero, potranno essere riutilizzate per produrre bio-solventi e purificare l’acqua.

Il progetto di ricerca, denominato “Orange Peel Exploitation Company” (OPEC), punta a soddisfare le esigenze del settore cosmetico ed energetico. Come? Anzitutto sottoponendo le bucce a trattamenti di microonde ad alta intensità e basse temperature:  le bucce, disposte a mò di dadini, vengono inserite in un campo elettromagnetico. Si concentrando poi le microonde, come nei comuni forni domestici, ma aumentandone l’intensità.

Le microonde attivano la cellulosa che avvia un processo di rilascio di alcune sostanze chimiche. Da qui si può  ricavare un liquido adatto a sostituire progressivamente le componenti chimiche di sintesi dei cosmetici, e in grado di essere impiegato anche per la produzione di bio-carburanti.

Una trovata ingegnosa che potrebbe aprire nuove frontiere per il riutilizzo della degli scarti della frutta ma anche di altri alimenti. Basti pensare come ben il 50% delle arance prodotte siano poi scartate perché eccedenti la domanda e quindi vengano destinate al macero.

Un bel riciclo, no?

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