Discariche abusive in Italia: sono sempre di più, censite ben 188

di Luca Scialò del 3 aprile 2015

Sono numeri inquietanti quelli che emergono dal censimento delle discariche abusive effettuato dal dipartimento Ambiente della Commissione europea, per volere del Movimento cinque stelle. Numeri che per anni a livello nazionale erano diventati irreperibili, occultati.

Ma quante sono le discariche abusive in Italia? Sono ben 188 i siti inquinati e abbandonati al loro destino. La gran parte dei quali situati in sei regioni: Campania (48), Calabria (43), Abruzzo (28), Lazio (21), Puglia (12) e Sicilia (12).

Un danno ambientale, ma anche economico. Quasi 43 milioni di euro ogni sei mesi per il nostro paese. Scendendo nel dettaglio, si scopre ad esempio che nelle nove discariche presenti nel Veneto, cinque di queste vengano rintracciate nella sola Venezia. Ne troviamo poi uno a Lecce, uno a Matera, uno a Reggio Calabria, due a La Spezia (entrambi riconducibili al sito di Pitelli), uno a Mantova ed uno, infine, ad Ascoli Piceno.

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Un’epidemia che purtroppo si è diffusa anche nei piccoli borghi, quali Castel di Sangro, Lama dei Peligni e Penne in Abruzzo; Amantea, Isca sullo Jonio, Joppolo e Pizzo in Calabria; Gualdo Tadino in Umbria; Casamicciola Terme, Bellosguardo, Gioia Sannitica in Campania; Oriolo Romano, Riano, Arpino, Campoli Appennino e Filettino nel Lazio; Peschici, Santeremo in Colle, Lesina in Puglia; Cammarata, Augusta e Monreale in Sicilia; per finire con Pietrasanta e Stazzema in Toscana.

Come non bastassero i guai causati dalla Concordia, la piccola stupenda Isola del Giglio deve pure sorbirsi una discarica abusiva. Unica eccezione a questo triste rosario la fanno Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige, regioni che non presentano discariche.

Per evitare di incorrere in ulteriori sanzioni pecuniarie, le Regioni interessate devono portare a termine la messa in sicurezza e, eventualmente, la bonifica delle discariche entro il 2 giugno 2015, fornendone prova alla Commissione europea tramite le autorità italiane. La Corte Ue ci ha già multati per ben 40 milioni di euro forfettari, già pagati secondo quanto ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, a cui se ne aggiungono altri 42,8 per ogni sei mesi di ritardo accumulato nel risolvere la situazione.

Ma qual è la regione messa peggio? La Sicilia, che detiene il primato negativo in Italia per l’uso delle discariche, alle quali conferisce ancora il 93% del totale dei rifiuti. Un primato condiviso con la Calabria, unica altra regione in Italia a superare la soglia del 90%, a fronte di una media nazionale è del 37%.

Per ora, la tanto sbandierata rivoluzione del Governatore Crocetta non si è ancora verificata. Neppure nella gestione dei rifiuti.

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