Eco-patente: che cos’è e a cosa serve?

di Alessandra Mambri del 16 Marzo 2012

C’è la patente A per le moto, la B per le auto e poi ci sono la C e la D per i camion ma l’eco-patente proprio non sapevamo che esistesse…
E invece c’è anche questo progetto targato Legambiente e Confedertaai (Confederazione titolari autoscuole agenzie d’Italia) per spingere l’educazione ambientale dei giovani conducenti, insegnandoli a guidare anche stando attenti a consumi ed emissioni.

Eco-patente: che cos’è e a cosa serve?

L’obiettivo principale di eco-patente è creare consapevolezza sul tema dell’ambiente e diffondere informazioni sull’utilizzo corretto ed ecosostenibile dell’auto. Non si tratta però di una patente alternativa o che sostituisce la licenza di guida ufficiale ma di un riconoscimento che viene dato a chi supera un test scritto dopo aver seguito un ciclo di lezioni teoriche gratuite, che si integrano a quelle tradizionali, presso le autoscuole convenzionate.

Durante le normali lezioni di teoria, infatti, i patentandi impareranno quali sono le tecniche per guidare ottimizzando il consumo di carburante e quali sono i dispositivi che aiutano a farlo. Pertanto, nell’ambito del percorso formativo per il conseguimento dell’eco-patente vengono sottolineate, fra le altre, alcune delle tecnologie Magneti Marelli che consentono di ridurre consumi ed emissioni (cambio robotizzato AMT Freechoice; proiettori a scarica di gas xenon, sistema di navigazione integrata, dispositivi dedicati all’infomobilità, sistemi di scarico).

Da segnalare è anche la partecipazione all’iniziativa di Bosch, le cui tecnologie sono spesso incentrate sull’efficienza energetica dei motori, dall’ibrido all’elettrico, passando per il sistema start&stop.

Chi fosse interessato a conseguire l’eco-patente, unitamente alla “normale” patente  deve iscriversi, entro il 31 marzo 2012, in una delle autoscuole italiane Confarca e Unasca aderenti all’iniziativa (insieme rappresentano il 70% delle autoscuole presenti in Italia). Qui parteciperà ai corsi di teoria specifici incentrati sul tema del rispetto dell’ambiente e del risparmio energetico. Al termine della sessione, superando un “eco-quiz”, si riceverà l’eco-patente.

Parlando di tutela dell’ambiente, l’aspetto più interessante è quello legato al monitoraggio dello stile di guida che consente anche un’analisi sui consumi di carburante e sulle emissioni di CO2. E’ necessario studiare il proprio comportamento da “guidatori” per migliorare la propria condotta in strada e per diventare, il prima possibile, degli eco-driver, ovvero esperti di guida ecologica con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e la tutela ambientale risparmiando considerevolmente risorse e denaro.

Molti siti (come drivingcampo.it) mettono a disposizione corsi online di guida ecologica fornendo, dietro pagamento di un abbonamento mensile, un pacchetto telematico di servizi per ridurre, il più possibile, rischi e costi per chi usa e possiede veicoli.

Per avere maggiori informazioni, approfondimenti specifici sulla guida “con il pollice verde” e usufruire dei materiali didattici sull’eco-patente consultare il sito www.ecopatente.it.

Per altre informazioni sulla guida eco-consapevole e risparmiosa, vai a questi articoli:

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