Alla scoperta della Val Trebbia, perla dell’Appennino Piacentino

di Claudio Riccardi del 26 giugno 2011

Prendendo in mano la cartina che delimita i Colli Piacentini, la valle senza dubbio più ampia e ricca di attrattive è quella  attraversata dal fiume Trebbia. Il percorso  disegnato dal fiume rappresenta da secoli un’ideale collegamento tra la Liguria e la Pianura Padana. Il corso d’acqua nasce ad una trentina di chilometri da Genova, sul Monte Lavagnola (1.118 mt.), e nei suoi 118 km di percorso verso il fiume Po da forma a una delle più suggestive vallate appenniniche.

Alla scoperta della Val Trebbia, perla dell’Appennino Piacentino

La purezza delle sue acque richiamano folle di bagnanti  e canoisti da tutta Europa. Dalle sorgenti alla foce il Trebbia riceve numerosi affluenti, il più importante è sicuramente l’Aveto; altri sono il Boreca, il Brugneto, il Cassingheno, il Bobbio, il Dorba e il Perino. Il fiume si può risalire da Piacenza con la strada statale 45, oppure con la provinciale Piacenza – Gossolengo -Tuna – Rivalta – Statto, ed anche con la Calendasco – S.Nicolò – Gragnano – Rivalta lungo la sponda sinistra. Percorsi contornati da boschi rigogliosi e numerose testimonianze architettoniche: tra i bellissimi castelli, ben conservati, il più noto è il Castello di Rivalta, da citare anche il castello di Ancarano, il castello di Statto, di fronte alla frequentata località di Rivergaro, e la Rocca di Montechiaro.

Una valle strategica, contesa a lungo dalle signorie genovesi, piacentine e lombarde. Una valle dal sapore anche fiabesco: nel Medioevo ruscelli e boschi dei dintorni offrirono sfondo ideale per leggende animate da elfi, gnomi, draghi e stregoni. Ripercorrere i luoghi di questi racconti oggi è possibile, soprattutto a cavallo, lungo la dorsale più selvaggia delle montagne che fanno da cornice a Bobbio. Il progetto “Ippovia della Media Val Trebbia”  si snoda attraverso gli sperduti paesini di Carana, Colleri e Dezza, da cui  è possibile giungere  nei pressi del Passo del Penice, per poi far ritorno attraverso il Giardino Alpino a  Bobbio.

Escursioni a cavallo, ma anche passeggiate, tour in mountain bike, trekking e scalate, canoa, kayak, e rafting. La Val Trebbia offre all’amante della natura numerose opportunità per conoscere le sue bellezze. I ragazzi possono invece divertirsi al parco acquatico di Rivergaro, o al vicino  parco avventura, Nella stagione invernale, quando la neve è abbondante, si può invece praticare sci di fondo a Ceci e sci da discesa al Passo Penice, una palestra adatta ai principianti e agli atleti, completa di campo scuola, impianto di illuminazione e sistema di cronometraggio in parallelo. Gli amanti del relax hanno invece solo da scegliere per quanto concerne la disponibilità di agriturismi e isole del benessere.

Chiudiamo con un accenno alla cucina. Come già accennato in un precedente post, la Val Trebbia –  tratto importante della cosiddetta Strada dei Vini e dei Sapori –  unisce gli elementi della tradizione emiliana (soprattutto nelle propaggini che diradano verso Piacenza) e ligure, con influenze di Genova la Superba che si fanno più marcate verso i borghi di Cerignale, Zerba e Ottone. I prodotti che vanno per la maggiore sono i salumi, come la coppa e il salame, cotechino e zampone, lo stracotto di manzo, i maccheroni con sugo di lepre, le lumache. In alta Val Trebbia l’elenco si arricchisce con i  funghi porcini sott’olio, sott’aceto, la  pastasciutta con il pesto, gli gnocchi di patate, i ravioli, i dolci a base di castagne e nocciole. E come dimenticare gli ottimi vini Doc prodotti nella valle, Gutturnio, Malvasia, Pinot, Vin Santo ma soprattutto il Trebbianino.

I motivi per concedersi una scampagnata da queste parti non mancano, anche perché ci troviamo a poche manciate di chilometri dalle principali direttrici dell’Italia Nord-Occidentale.

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